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Ilva, siglato accordo al Mise. Sindacati soddisfatti

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È stato raggiunto e appena siglato al ministero dello Sviluppo economico l’accordo sull’Ilva da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio. I sindacati poi sottoporranno il testo al referendum tra i lavoratori. E ora “l’obiettivo è rilanciare la città di Taranto. Ci metteremo al lavoro per fare una legge speciale” e anche prevedendo risorse specifiche nella prossima legge di bilancio, sottolinea il vicepremier.

Dicono che la notte porti consiglio, in questo caso al tavolo riunitosi al Mise per discutere il caso Ilva l’ora tarda ha portato a una variazioni della bozza con un incremento delle assunzioni immediate, dalle 10.300 prese in considerazione in prima battuta ieri sera, fino ad arrivare a 10.700.

“Da quello che si è ottenuto al tavolo stanotte, già possiamo dire che non ci sarà il Jobs Act nell’azienda, che i lavoratori saranno assunti con l’articolo 18, che ci saranno 10.700 assunzioni come base di partenza e che non ci saranno esuberi: tutti riceveranno una proposta di lavoro da Mittal”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio. “La gara” per l’aggiudicazione deIl’Ilva “non aveva la possibilità di tutelare ‘l’interesse pubblico concreto e attuale. L’accordo fa sì che l’interesse pubblico concreto e attuale non si realizzi per l’eliminazione della gara”, aggiunge il vicepremier pentastellato, che preso si recherà a Taranto perché, sull’accordo, ci ha “messo la faccia”.

Per Genova è stato confermato un organico di 1474 dipendenti. “Aspettiamo la firma ma è chiaro che rispetto alla fase in cui venivano ipotizzate la messa in discussione di salario e diritti, siamo soddisfatti. Non ci saranno esuberi e per Genova viene riconfermato l’Accordo di programma con un organico di 1474 lavoratori”. Per il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro “ora comincia una lunga storia con una nuova organizzazione della fabbrica che dovremo gestire con il più grande gruppo industriale dell’acciaio” ma rispetto alle premesse l’accordo è un “buon risultato”.

Per quanto riguarda l’Accordo di programma per lo stabilimento di Cornigliano nel verbale viene stabilito che le parti firmatarie dell’accordo saranno convocate insieme a Mittal entro il 30 settembre: “In quella sede chiederemo la conferma dell’Accordo di programma, del rapporto tra aree e dipendenti e la garanzia del reddito – spiega Manganaro – è chiaro che devono essere riconfermati i lavori di pubblica utilità e il governo deve rifinanziarli”. Questi lavori permettono l’integrazione del reddito per chi è in cassa integrazione. L’Accordo di programma siglato nel 2005 prevede a fronte della chiusura degli impianti a caldo il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali. Il piano prevede che 10.700 su 14 mila lavoratori siano assunti subito, per gli altri sono previsti incentivi all’esodo ma l’impegno di Mittal è di assumere entro la durata del piano industriale che si concluderà nel 2023 tutti i lavoratori rimasti.

Positivo il riscontro dei sindacati: cancellato lo sciopero degli stabilimenti Ilva che era previsto per l’11 settembre “con l’accordo coerentemente non ha più senso, dopo la verifica dei testi lo revocheremo”, afferma il segretario provinciale della Uilm di Taranto, Antonio Talò, aggiungendo che l’intesa ormai raggiunta rispetto al passato presenta delle differenze evidenti: “siamo a 10.700 unità e abbiamo la garanzia che alla fine del piano i lavoratori avranno una proposta occupazionale. Noi attraverso il piano di incentivi ci auguriamo che i lavoratori scelgano dove andare, se dentro o fuori l’azienda”, ha concluso. L’annullameno dello sciopero è stao confermato anche da Maurzio Landini, segretario confederale Cgil.

E per il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo “l’accordo raggiunto al Ministero sulla vertenza Ilva segna un passaggio fondamentale per rilanciare la produzione della fabbrica e il tema della sicurezza dentro e fuori l’acciaieria. L’intesa – aggiunge – prevede l’assunzione di 10.700 unità e progressivamente di tutte le altre, conservando i diritti acquisiti, con un piano di incentivi all’esodo volontario e anticipato. Ovviamente l’accordo per noi sarà valido dopo la consultazione dei lavoratori. Abbiamo sempre sottolineato la strategicità dell’acciaio e dell’Ilva non solo per Taranto e la Puglia ma per l’intero Paese”. “Il tempo dei proclami e della propaganda per qualcuno è finito, ora – conclude – occorre vigilare sul rispetto degli impegni e sulle salvaguardie ambientali”.

Nell’accordo sull’Ilva con ArcelorMittal “abbiamo ottenuto quello che abbiamo chiesto sin dall’inizio, quindi siamo soddisfatti”, spiega la segretaria della Fiom Francesca Re David. Parte anche un piano di incentivi alle uscite volontarie e l’azienda “si è impegnata ad assumere tutti gli altri che restano in carico all’Ilva senza penalizzazioni e con l’articolo 18”. Molto migliorato anche il piano ambientale “che porta all’accelerazione delle coperture dei parchi e a un limite fortissimo delle emissioni. Se Ilva vuole produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio lo deve fare senza aumentare di nulla le emissioni che ci sono”. Ora, conclude Re David, sottoporremo l’intesa come sempre al giudizio dei lavoratori che è per noi vincolante, oggi sottoscriveremo l’accordo ma la firma definitiva ci sarà solo al termine dei referendum”. I tempi? Le votazioni si svolgeranno “a partire da subito, ogni sito deciderà il primo giorno di partenza ma il voto deve concludersi entro il 13 settembre in modo tale che l’azienda abbia il tempo di avere i risultati e il 15 di subentrare quando scadrà l’amministrazione straordinaria”.

Commenti positivi anche da Confindustria: “la chiusura dell’accordo sull’Ilva di Taranto è un bel segnale per il Paese. Ed è la riprova – ha affermato il presidente Vincenzo Boccia – che è possibile coniugare le ragioni dell’occupazione con quelle dell’ambiente e dello sviluppo nel rispetto delle prerogative dell’acquirente. Auspichiamo che possa essere l’inizio di una svolta che riporti la questione industriale al centro dell’attenzione nazionale”. Governo, sindacati e commissari sono stati ringraziati dall’amministratore delegato di Am InvestCo e vice presidente di ArcelorMittal, Matthieu Jehl: “oggi è l’inizio di un lungo percorso per fare dell’Ilva una impresa più forte e più pulita”.

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