Clima, Costa: Parigi non basta. Ue: serve nuova strategia

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Il quadro definitivo sullo stato del clima terrestre, sul riscaldamento globale, sulle sue (catastrofiche) conseguenze e su cosa fare per evitarle, lo ha fornito l’Onu: l’obiettivo è non superare la quota di 1,5 gradi di innalzamento delle temperature rispetto ai livelli pre-industriali. Ma se le emissioni non diminuiranno, secondo il rapporto dell’agenzia Ipcc presentato in Corea del Sud, quella soglia verrà sfondata già nel 2030. E l’applicazione dell’accordo di Parigi sul clima, secondo l’Onu, non sarà abbastanza per evitarlo. Per questo in Europa già si parla di rivedere gli obiettivi ambientali di riduzione delle emissioni di gas serra, mentre per l’Italia il Ministro dell’ambiente Costa vuole porre obiettivi più ambiziosi di quelli stabiliti a Parigi.

La strategia Ue al 2050, che sarà presentata a novembre, “sarà una visione completa per la modernizzazione della nostra economia, delle nostre industrie e del nostro settore finanziario”, hanno detto i commissari Ue al Clima Miguel Arias Canete e alla Ricerca Carlos Moedas in riferimento alla pubblicazione del rapporto dell’Onu. “Il rapporto mostra che è possibile mantenere l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi a condizione che agiamo ora e utilizziamo tutti gli strumenti a nostra disposizione”. Fra due mesi a Katovice ci sarà un’importante conferenza sul clima, “dobbiamo prepararci a raggiungere un’economia carbon neutral il più presto possibile in questo secolo – concludono i commissari – questo è il messaggio che porteremo a Katowice”.

Il rapporto Ipcc, “conferma quanto ho iniziato a chiedere appena insediato e porteremo alla Cop 24: l’accordo di Parigi non è sufficiente per evitare effetti disastrosi al Pianeta. Dobbiamo accelerare la decarbonizzazione con interventi in tutti i settori. L’Italia c’è”, ha detto il Ministro dell’ambiente Sergio Costa, su Twitter. Costa si è recato a Bruxelles per incontrare il commissario al Clima Miguel Arias Canete e quello all’Ambiente Karmenu Vella. Domani il ministro parteciperà al Consiglio Ambiente, a Lussemburgo, dove è previsto che i Paesi dell’Unione adottino una posizione comune sulla Cop 24 di Katovice.

La riduzione delle emissioni passa, naturalmente, anche dai veicoli leggeri; per questo l’Italia “ribadirà che l’obiettivo al 2030 deve essere del 40%” di riduzione, ha detto il ministro a margine degli incontri avuti a Bruxelles con Canete e con il collega all’ambiente Karmenu Vella. “Dobbiamo mantenere l’ambizione più alta possibile, noi partiamo dicendo che il 40% al 2030 e il 15% al 2025 sono opzioni possibili e ragionevoli, dobbiamo poi interfacciarci con gli altri Paesi, da soli non possiamo decidere”, ha sottolineato. Domani i ministri dell’Ambiente dovranno trovare un accordo sui target di riduzione delle emissioni dei veicoli leggeri. La presidenza austriaca propone il 35% al 2030, l’Italia, insieme a altri Paesi come Francia e Svezia vorrebbe alzare l’asticella, mentre la Germania guida il drappello di Paesi che vorrebbero mantenere l’impostazione della Commissione europea, con taglio del 30% al 2030.

Costa anche parlato del problema smog nelle regioni del Nord Italia: esiste un piano “per la mobilità alternativa ‘total electric’ e ibrida sul quale sta lavorando il collega Toninelli. Ma tutto il Consiglio dei ministri è coeso per incentivare la mobilità pubblica sostenibile. Nella manovra abbiamo chiesto risorse per le bonifiche e abbiamo trovato disponibilità da parte di tutti i partiti”.

Dal Report Ipcc sul riscaldamento globale “emerge con tutta evidenza che le conseguenze di un aumento globale di 1 grado centigrado sono già sotto i nostri occhi e che si rischiano cambiamenti a lungo termine o addirittura irreversibili per il nostro pianeta se si dovesse superare la soglia critica di +1.5 gradi o addirittura i 2 gradi centigradi”. E’ il commento di Gianmaria Sannino (responsabile laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti dell’Enea) secondo cui “purtroppo sull’attuazione degli Accordi di Parigi c’è un forte ritardo e anche nel nostro Paese il percorso di decarbonizzazione sta rallentando”. Ad avviso dell’esperto, “serve una drastica inversione di tendenza utilizzando le tecnologie che già abbiamo per interventi urgenti nel settore dell’energia, dei trasporti, dell’agricoltura e nella gestione delle grandi metropoli che giocano un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni di gas serra. In questo senso è importante sensibilizzare decisori politici ed opinione pubblica sull’urgenza di intervenire sui problemi della mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici”. Auspicando che tutti cominciamo ad “adottare comportamenti proattivi e di sensibilizzazione”, Sannino ricorda che “in questa direzione va il Climathon-Roma, la maratona di idee di 24 ore per il clima che l’Enea organizza con il comune di Roma il 25 e 26 ottobre, un evento che unirà la capitale a tante altre città in oltre 40 paesi nel mondo nella lotta contro il climate change”.