Tav, l’avvertimento della Ue: l’Italia rischia di doverci restituire i fondi

“Usare o perdere i fondi”: le scadenze degli accordi sulla Tav vanno rispettate. Altrimenti l’Italia rischia di dover restituire i fondi per l’opera alla Commissione Ue. Dopo mesi in cui, a fronte delle titubanze del Governo sulla realizzazione, questo rischio è stato paventato da più voci, tra le quali quella del commissario governativo per la Torino Lione Paolo Foietta, stavolta l’avvertimento arriva dai diretti interessati.

La Commissione Ue infatti “non può escludere di chiedere all’Italia di ripagare i contributi Cef già avuti se i fondi non possono essere ragionevolmente spesi in linea con le scadenze dell’accordo di finanziamento, in applicazione del principio ‘usare o perdere i fondi'”. La dichiarazione, fatta da un portavoce della Commissione, arriva qualche giorno dopo l’annuncio del Ministro dei trasporti italiano, Danilo Toninelli, dell’accordo con la Francia per il rinvio delle scadenze dei bandi dell’opera.

Inoltre, negli ultimi aggiornamenti sulla situazione arrivati dall’incontro Governo-imprese a Palazzo Chigi, l’analisi costi benefici iniziata dall’Italia porterà a una decisione sulla Tav solo prima delle elezioni europee, a primavera inoltrata. “Al momento non può essere indicata una cifra”, ha sottolineato il portavoce, ma “speriamo questo non succeda perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante”.

“È importante che tutte le parti mantengano i loro sforzi per completare” la Tav “in tempo, in linea con l’accordo di finanziamento”, in quanto si tratta di “un progetto importante non solo per la Francia e l’Italia ma per l’intera Ue, soprattutto nel contesto del corridoio Ue Ten-T Mediterraneo”. Secondo il portavoce della Commissione Ue, proprio a causa della “dimensione strategica europea” l’opera è finanziata “in modo significativo dal bilancio Ue”.

“Come qualsiasi altro progetto della Connecting Europe Facility”, ritardi nella attuazione della Tav Torino Lione “potrebbero portare a una riduzione dei finanziamenti Ue assegnati”, che per la prima fase dei lavori della Tav sono 814 milioni di euro. Infatti “ora il progetto vede alcuni ritardi, inclusi quelli relativi alla sospensione del processo di appalto recentemente annunciato dalle autorità italiane”, ha precisato il portavoce.

“La situazione” della Tav “è monitorata da vicino dalla Commissione Ue e dall’Agenzia esecutiva per le reti e l’innovazione (Inea), in contatto con le autorità francesi e italiane”. Il portavoce ha avvertito che “a seconda degli sviluppi nelle prossime settimane, nella prima parte del prossimo anno potrebbero diventare necessari cambiamenti all’accordo di finanziamento per modificare l’ambito dell’azione e i suoi tempi”.

“L’interlocuzione che in queste settimane ho svolto con il Governo francese e che attualmente è in corso con la Commissione europea ha lo scopo di portare avanti” la condivisione dell’analisi costi-benefici della ferrovia Tav Torino-Lione “senza compromettere la disponibilità del finanziamento europeo”. Così il ministro Danilo Toninelli ha commentato l’avvertimento Ue, rispondendo in Senato a un’interrogazione del Pd che chiedeva di conoscere i tempi di completamento dell’analisi costi-benefici “attesa fra ottobre e novembre e poi posticipata”. Toninelli aveva già commentato a caldo su Twitter consigliando alla Ue di non “preoccuparsi”.

“Ribadisco ancora una volta che l’analisi costi benefici sarà resa pubblica”, ha aggiunto Toninelli, “che sarà condivisa con il Governo francese, che sarà presentata insieme ad una parallela analisi tecnico giuridica”. “Far credere che tutto lo sviluppo infrastrutturale del Paese dipenda da una singola opera è estremamente riduttivo e offensivo nei confronti degli italiani” ha poi aggiunto sottolineando di “non voler anticipare alcun giudizio sulla tratta Torino-Lione fino a che le analisi in corso non saranno concluse”.