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Un corso di laurea per l’economista green

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Un corso di laurea per creare il perfetto economista-green. “Anche se preferirei la formula economista del contemporaneo, perché il tema dell’economia non invasiva riguarda tutti i settori produttivi, non solo il green”, spiega Lucio D’Alessandro, rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che apre le porte alla terza edizione del percorso di laurea in Economia Aziendale e Green Economy nell’ateneo partenopeo. Circa cento studenti, “preferiamo lavorare su un numero ristretto di futuri professionisti, per ottimizzarne la preparazione” aggiunge il rettore D’Alessandro, che in tre anni tra libri, laboratori e periodi di formazione nelle aziende, mettono assieme conoscenze tecniche e pratiche per poi lasciare l’ateneo con una specie di certificato di garanzia green. “Dal riciclo al consumo, ormai servono professionisti che devono sviluppare sensibilità e conoscenze di nozioni tecniche per intercettare i percorsi alternativi che legano produzione ed ecosostenibilità, stabilendo come priorità il rispetto verso l’ambiente”. E quindi carta bianca, anzi verde, per i futuri consulenti aziendali per imprese pubbliche e private, esperti in materia di amministrazione e controllo in aziende che operano nell’economia con il pollice verde, ecobrand manager, esperti nella commercializzazione dei prodotti di riciclo. Ovvero solo alcuni dei profili professionali delineati per chi completa questo percorso di studi al Suor Orsola, che prevede anche fasi di stage in aziende (circa cento, tra cui l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ispra) che hanno a cuore il tema verde, anche se distanti dalle consuetudini della green economy, come gli istituti bancari.

“Il corso riscuote molti consensi, ne siamo lieti, recentemente ha manifestato assai interesse per l’attività del nostro corso anche il Ministero dell’Ambiente, che desidero ringraziare. Ci è stata proposta una convenzione, per creare un asse con al centro il green, il verde e la missione delle imprese, che dovranno ormai sempre tener conto in prima battuta il tema della sostenibilità”, racconta D’Alessndro. Nel corso del triennio di studi, sono previsti interventi di personalità del mondo imprenditoriale, tra cui Vito Grassi, presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Paolo Scudieri, guida dell’Anfia, l’associazione nazionale della filiera automobilistica. “E a breve ci farà visita anche Alberto Lavazza”, confida D’Alessandro. Dunque, un corso per una classe dirigente in verde, che segue la traccia imposta dall’Europa Plastic Free, con il bando, che scatta tra due anni, a posate, piatti, cannucce, contenitori per alimenti in plastica.

“Il nostro corso di laurea sta raccogliendo studenti da ogni angolo del Meridione, anche dal Centro Italia. Senza esagerare, sta diventando un po’ come la Bocconi del Sud”,  continua il Rettore dell’ateneo napoletano, che preannuncia sul tema anche la prima edizione, in ottobre, del corso di laurea Magistrale in Economia e Sviluppo.

 

 

 

 

 

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