12 Dicembre 2019

New Space economy, i benefici “tangibili” dello spazio

Alessandro Pulcini

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“Dovrei parlarvi dei benefici che le attività spaziali possono portare alla nostra economia. Benefici così tangibili, secondo me, che sono diventati quasi intangibili, li diamo per scontati”, come nel caso “delle flotte di satelliti che permettono le nostre telecomunicazioni”. Mentre parla, sullo schermo alle spalle di Samantha Cristoforetti scorrono le immagini del suo periodo sulla Stazione spaziale internazionale. Le tecnologie che ha usato, le attività che doveva svolgere in quanto astronauta. Una delle poche testimonianze “tangibili” esistenti sull’importanza dello sviluppo tecnologico ed economico per l’esplorazione dello spazio, che davanti alla platea del New Space Economy European ExpoForum della Fiera di Roma si è trasformata anche in un breve riassunto su quanto, percorrendo idealmente il percorso opposto, lo Spazio possa fare per la Terra.

 

Prendiamo il “polso del pianeta” con un enorme quantità di dati; si effettua il monitoraggio sui disastri naturali e, un giorno magari in maniera più efficace, anche sulle minacce provenienti dallo spazio come gli asteroidi o le tempeste solari, dice Cristoforetti. Ma l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea, in linea con il tema economico della fiera, snocciola anche i numeri dell’Esa: ogni euro speso sulla stazione spaziale porta 1,8 euro di valore aggiunto alle economie europee; per ogni 100 posti di lavori collegati alla stazione spaziale se ne creano altri 90 in altri settori; dall’investimento in Esa i Governi hanno ricavi da 7 mld di euro. E poi ancora i benefici per la ricerca, per la società, per la cooperazione internazionale e, fondamentale, il tessuto industriale (e questo lo sa bene l’Italia, tra i protagonisti dei progetti ‘lunari’ dell’Esa). Dati, dice Cristoforetti, che dimostrano come lo spazio sia “un volano per l’economia”, crea “ritorni importanti” e permette alle industrie di “costruire e mantenere competenze strategiche”.

 

La prima donna italiana nello spazio (e alla manifestazione ha partecipato anche il primo astronauta italiano in assoluto, Franco Malerba) ha anche espresso soddisfazione per la ministeriale di Siviglia, e per il ruolo dell’Italia che è diventata il terzo contributore dell’Esa. “Un impegno – ha spiegato – che può dispiegarsi a 360 gradi in tutta la filiera, grazie alla tradizione industriale e al tessuto di ricerca scientifica che caratterizzano l’Italia”.

 

Tra gli ospiti della fiera anche il ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti, che al termine del suo giro per gli espositori (agenzie, associazioni, aziende, startup) ha puntato anche l’attenzione sul semplice fascino del tema ‘New space economy: “Lo spazio è prezioso per stimolare l’immaginazione dei giovani e avvicinarli alla scienza e alla conoscenza. Aiuta anche a comprendere meglio noi stessi e il nostro mondo, offrendoci un’altra prospettiva: l’astronauta da fuori guarda il nostro pianeta, una biglia blu, bellissima e fragile. Quel mondo deve capire l’importanza che lo spazio e le sue applicazioni  hanno sulla vita reale delle persone”.

 

“Questa fiera oltre a diffondere questo messaggio ha il pregio di raccontare il mondo dello spazio con un linguaggio più divulgabile,  utile all’intera comunità scientifica del Paese, tanto più in un periodo a rischio cinismo – ha detto ancora il ministro in visita agli stand dei principali enti pubblici di ricerca italiani, accompagnato dagli organizzatori dell’iniziativa, il coordinatore scientifico della manifestazione Roberto Battiston e l’Amministratore unico e Direttore generale di Fiera Roma Pietro Piccinetti -Il Governo ha investito molto nello spazio, che è una punta di diamante e continuerà in questa direzione”.

 

 

 

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