17 Febbraio 2020

Ubi Banca si trasforma e ridisegna il retail. Ma con 2.030 esuberi

Alessandro Pulcini

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Illustrando le prospettive future di Ubi Banca, l’amministratore delegato Victor Massiah parla più volte di trasformazione: un concetto ormai fondamentale per qualsiasi banca, nell’epoca del passaggio al fintech. Il piano triennale di Ubi Banca sembra andare decisamente in quella direzione. Prevede ad esempio la riduzione di personale dell’istituto per circa 2.030 risorse, “incluse le circa 300 persone già oggetto dell’accordo sindacale del dicembre 2019”, e il cui costo è già stato riconosciuto nei risultati di fine anno.

Prevede poi l’esecuzione di “iniziative immobiliari”, tra cui la razionalizzazione e il consolidamento delle sedi direzionali, e la chiusura di 175 “filiali non strategiche”. La banca ha intenzione di “razionalizzare” anche la sua presenza su Milano e di vendere immobili non strumentali. La rivalutazione del real estate di gruppo porterà a 32 punti base in più di Cet1 ratio al 2020. Tra le azioni, “la ristrutturazione del 40% della rete fisica del Gruppo, che include gli investimenti tecnologici abilitanti la liberazione di tempo commerciale” e, appunto, “la dismissione di una parte del patrimonio classificato come non strumentale”.

Il nuovo piano di Ubi banca attende un utile di esercizio in crescita fino a 665 milioni di euro nel 2022, senza poste non ricorrenti, rispetto ai 251 milioni del 2019. La cifra configura un tasso di crescita annua dello 0,3%, “in uno scenario conservativo di tassi negativi e di crescita bassa”. In uno scenario di tassi di mercato a 0%, l’utile netto aumenterebbe, precisa Ubi, di oltre 100 milioni al 2022, con un Rote del 9,5%.  La banca ha poi deciso di mantenere un pay out medio, ovvero la quota dell’utile da destinare alle cedole, del 40% in arco piano, “coerente con il mantenimento di un cet1 ratio al 12,5% a fine anno”. Nel 2022, però, “è possibile un ulteriore incremento del dividendo in caso di cet1 ratio superiore al 12,5%”.  Le rettifiche su crediti sono attese scendere a 387 milioni nel 2022, dai 738 del 2019, “che comprendevano le maggiori rettifiche legate alle cessioni massive”.

Il piano di Ubi banca, con l’incremento della redditività complessiva, “prevede un dividendo costantemente in crescita, coerente con il mantenimento di un Cet1 a livelli di assoluta solidità”, sottolinea Massiah, nella nota sul nuovo piano al 2022 dell’istituto.  “Il triennio di piano – spiega – rappresenta in modo simbolico il lasciarsi alle spalle un decennio di crisi che la banca peraltro ha affrontato con resilienza. Basandosi su un approccio conservativo per gli scenari futuri, la banca è convinta di avere tutte le capacità di evolvere il proprio modello di business al servizio di azionisti, clienti, personale e del contesto ambientale in cui opera“. Il piano elaborato, in particolare, “si basa sulla trasformazione di un gruppo che sa cavalcare le nuove tecnologie digitali grazie a una significativa componente di investimenti senza però rinunciare al fattore umano, ma anzi valorizzandolo con un forte impegno nella formazione. Miglioreranno, e in alcuni casi verranno trasformati, i modelli di servizio alla clientela in ambiente di omnicanalità, consentendo al cliente un utilizzo totalmente flessibile di tutti i canali fisici e remoti disponibili”.

 

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