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Blockchain applicata al pallone, l’esperimento Vesta Calcio

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Tecnologia e blockchain applicata al pallone. Un universo scalabile, come altri settori grazie a strumenti hi-tech come intelligenza artificiale e IoT. Il Vesta Calcio è una squadra romana che si segnala come pioniera del calcio hi-tech in Italia, con l’obiettivo di salire in massima serie partendo dalla terza categoria. Fino al 15 febbraio la società del patron Gian Luca Comandini organizza il torneo di videogames FIFA Vesta Cup, in collaborazione con MCES Italia – una delle più importanti realtà del videogaming professionistico – riservato ai player che si trovano senza contratto.

Premi in palio per i primi tre classificati, il torneo è in onda via streaming su Twitch, con oltre 200 iscritti, 114 partite, per chi vince anche la possibilità di entrare a far parte della squadra di esports del Vesta. “Gli esports consentono di divertirci ma rappresentano il futuro per i guadagni anche per i club professionistici – spiega Comandini, divulgatore tecnologico e massimo esperto su blockchain e criptovalute – abbiamo realizzato degli studi e scoperto che, specie in Asia, c’è un giro di affari e un interesse maggiore intorno ai tornei virtuali di calcio che a quelli reali. E ogni volta che mettiamo post sugli esports sul nostro canale Instagram si registra un’attenzione più alta rispetto alle discussioni sul calcio reale”.

Dunque, i giochi elettronici per sondare nuovi mercati e sfruttare l’appeal della tecnologia. La corsa al calcio in formato videogame vede il calcio italiano rincorrere altri paesi, con Juventus, Cagliari e Udinese, Roma, Sampdoria, che hanno incorporato nella loro attività una squadra di esports. Secondo l’osservatorio italiano del settore, che promuove il Centro Studi Esports, sono infatti circa 22,8 milioni le persone che conoscono gli esports in Italia e che sono appassionate di videogiochi.

Ma il Vesta Calcio punta soprattutto sul sistema blockchain per riformare il pallone italiano che vede il distacco della tifoseria e non solo per il distanziamento sociale imposto dalla pandemia. “L’utilizzo della blockchain rappresenta il futuro e un’ancora di salvezza per il calcio italiano, tra false plusvalenze, bilanci gonfiati, una nube tossica che avvelena l’interesse degli appassionati – aggiunge Comandini – con l’uso della blockchain il sistema è scalabile, anche in pochi anni, perché è trasparente, si controlla il flusso finanziario delle operazioni colpendo i gruppi finanziari, inoltre per il tifoso c’è la possibilità di vedere come vengono gestiti i soldi per le squadre, inoltre possono vivere l’evento sportivo, la partita e gli allenamenti, in modo più coinvolgente per l’uso di apparecchi tech, grazie alla nostra collaborazione con MySoccerPlayer, l’azienda artefice di una telecamera di avanzata generazione che sarà installata sul campo a 180 gradi e riprenderà tutta la dinamica della squadra – preparazione atletica, esercizi e partite – così da consentire uno streaming panoramico, h24 e in HD. Infine, l’uso della tecnologia aiuta anche gli sportivi, che possono essere monitorati, evitando il carico di fatica, gli infortuni”.

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