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Mezzo milione di euro per 6 malattie rare

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Quando si tratta di investire nella lotta alle malattie rare, la scelta di dove allocare i finanziamenti è cruciale. Lo sanno bene in Fondazione Telethon, che oggi annuncia i vincitori del bando “Spring Seed Grant” 2022: sono dieci i progetti di ricerca finanziati per lo studio di sei malattie genetiche rare, per un totale di 500 mila euro.

Un’iniziativa che punta ad aiutare le associazioni di pazienti con malattie genetiche rare a investire in modo mirato i propri fondi, attraverso la selezione dei migliori progetti di ricerca sulle proprie patologie di interesse.

In questa quarta edizione del bando sono stati finanziati progetti sulla sindrome di Phelan Mc-Dermid, la malattia di Fabry, la sindrome di Rett, la sindrome emolitico-uremica (Seu) atipica, la malattia di Lafora e la sindrome del neurosviluppo dovuta a mutazioni del gene CAMK2b.

Sette le associazioni coinvolte: Associazione Italiana per la Sindrome di Phelan-McDermid, Associazione Uniphelan, Associazione Italiana Anderson-Fabry, Pro Rett Ricerca – Associazione per la ricerca sulla sindrome di Rett ONLUS, Progetto Alice Onlus – Associazione per la lotta alla Seu, Associazione Tempo Zero, Associazione Unici.

Ogni finanziamento rappresenta un ‘seme’ in un percorso di ricerca su un tema scarsamente studiato, come avviene spesso nell’ambito delle malattie genetiche rare. Ogni progetto è stato valutato da una commissione scientifica, costituita ad hoc e formata da ricercatori di fama internazionale esperti della patologia, che ha individuato quali fossero meritevoli di finanziamento, per poi presentarli alle rispettive associazioni, perché si giungesse a una decisione finale.

Due i progetti finanziati sulla sindrome di Phelan-McDermid, che dai 2-3 anni compromette sensibilmente lo sviluppo motorio e intellettivo dei bambini. Il progetto di Letizia Allegra Mascaro del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Firenze studierà come monitorare e modulare l’attività delle aree della corteccia cerebrale coinvolte nell’elaborazione degli stimoli sensoriali.

All’Università Vita Salute San Raffaele di Milano, invece, Luca Colnaghi si concentrerà su alcune particolari mutazioni di SHANK3, il principale gene in cui ricadono le mutazioni associate alla sindrome. Nello specifico, saranno caratterizzate alcune regioni della proteina codificata dal gene SHANK3 dalla funzione ancora poco nota e l’interazione con altre proteine.

Sempre due i progetti dedicati allo studio della malattia di Anderson-Fabry, caratterizzata dall’accumulo nelle cellule di un particolare gruppo di zuccheri e che può portare, nei casi più gravi, a insufficienza renale, infarto o ictus.

Il progetto di Maria Antonietta De Matteis dell’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Pozzuoli si concentrerà sullo sviluppo di saggi cellulari per indagare alcune varianti ancora poco studiate del gene GLA, che codifica per l’enzima carente nella malattia e responsabile della degradazione di quei particolari zuccheri. Paola Sacerdote dell’Università degli Studi di Milano andrà alla ricerca di nuove possibili strategie farmacologiche per alleviare il dolore e i disturbi dell’umore tipici di questa malattia.

E ancora: due progetti saranno poi dedicati alla sindrome di Rett, malattia neurologica che colpisce prevalentemente il sesso femminile e rappresenta una delle più comuni cause di disabilità grave. Flavia Antonucci dell’Università degli Studi di Milano realizzerà uno studio funzionale per un nuovo possibile approccio farmacologico che agisca sui processi del neurosviluppo.

Dario Balestra dell’Università degli Studi di Ferrara si focalizzerà sulla messa a punto di un modello cellulare su cui testare approcci terapeutici basati sull’editing genomico, per correggere alcune delle mutazioni più comuni associate alla sindrome di Rett.

Il progetto dedicato alla sindrome emolitico-uremica (Seu) atipica, rara malattia caratterizzata da consumo piastrinico, emolisi e danno renale, sarà quello di Ilaria Bestetti del Centro per la Cura e lo Studio della Seu della Fondazione Irccs Ca’ Granda Policlinico di Milano: con il suo gruppo di ricerca si focalizzerà sul ruolo di varianti epigenetiche. Queste alterazioni non sono cioè a livello della sequenza del Dna ma, per esempio, nelle modifiche chimiche che ne regolano l’accesso o il ripiegamento nello spazio e che tipicamente risentono di influssi ambientali. Questo studio valuterà un approccio genomico mirato a identificare potenziali differenze epigenetiche tra pazienti con Seu atipica, per spiegare i fattori che causano lo sviluppo di autoimmunità.

Altri due progetti riguarderanno la malattia di Lafora (LD), una grave forma di epilessia mioclonica progressiva ereditaria, caratterizzata da un significativo e rapido deterioramento cognitivo e motorio. Paolo Prontera dell’Azienda Ospedaliera di Perugia studierà se particolari sequenze di Rna non codificanti sintetici siano in grado in vitro di incrementare la produzione di alpha-amylase, enzima in grado di degradare gli accumuli tossici tipici della malattia, i cosiddetti corpi di Lafora.

Stefania Della Vecchia, ricercatrice presso la Fondazione Irccs Stella Maris di Pisa, utilizzerà un modello di pesce zebra, già messo a punto in un suo studio precedente, per caratterizzare la microglia, un particolare tipo di cellule di supporto presenti nel sistema nervoso, e i meccanismi cellulari coinvolti nella neuro-infiammazione, tipica della malattia.

Infine, il progetto dedicato alle mutazioni del gene CAMK2b, associate a un raro disturbo che ricade nello spettro autistico, vedrà Claudia Compagnucci dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma impegnata nella generazione e caratterizzazione funzionale delle cellule staminali pluripotenti indotte (IPS), derivate cioè da cellule dei pazienti, per comprendere i meccanismi patologici associati a queste particolari mutazioni.

“Il bando “seed grant”, arrivato ormai alla sua quarta edizione, si è consolidato negli anni, con sempre più associazioni di pazienti che scelgono di investire i propri fondi in ricerca scientifica – ha detto Francesca Pasinelli, Dg di Fondazione Telethon – Telethon mette a disposizione le proprie competenze lanciando il bando, creando le commissioni internazionali di esperti scelti ad hoc, che valutino la qualità scientifica e il potenziale impatto sui pazienti dei progetti raccolti, e presentando alle associazioni quelli ritenuti meritevoli di finanziamento. A questo punto, sono le associazioni stesse a scegliere quale ritengono più utili o di interesse per i propri pazienti”.

Coterella
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