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Venture capital in Italia, superato il 2021 in 9 mesi. Pesano i mega-round

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Il venture capital, in Italia, è lontano dai numeri di altri Paesi europei, ma migliora. Anzi è l’unico a crescere in un anno di difficoltà per il continente. Con i 527 mln di euro del terzo trimestre, il mondo italiano di startup e scaleup ha superato il miliardo e mezzo di investimenti in soli nove mesi (197 i round d’investimento, 58 solo nel terzo trimestre).

La somma già supera abbondantemente gli investimenti dell’intero 2021.

A guidare la marcia italiana è il fintech, che è il settore con la raccolta più alta. Il software è invece quello con il maggior numero di round. Si registra poi la crescita della presenza di investitori internazionali.

Questa la fotografia scattata all’ecosistema italiano dell’innovazione dall’Osservatorio sul Venture Capital in Italia, realizzato da Growth Capital, advisor italiano specializzato in aumenti di capitale e operazioni di finanza straordinaria per startup e scaleup, in collaborazione con Italian Tech Alliance, l’associazione italiana del Venture capital, degli investitori in innovazione e delle start-up e PMI innovative.

Giunto alla sua terza edizione, il report fotografa l’andamento degli investimenti e i trend nell’ecosistema del Venture Capital italiano nel trimestre luglio-settembre 2022.

L’Osservatorio è stato presentato nell’evento ‘Venture capital, motore dell’innovazione’, organizzato da Italian Tech Alliance in partnership con LVenture Group presso l’Hub della società, al quale hanno partecipato i principali attori del mondo del VC italiano e numerosi investitori istituzionali.

Il confronto con l’Europa

Il report fornisce anche una stima sull’intero anno: a fine 2022, l’Italia avrà superato del 47% il capitale investito nel 2021, raggiungendo i 2 mld di euro.

Un dato diverso da quello europeo. Intanto, il terzo trimestre ha registrato un rallentamento dell’attività VC nel continente: sono stati annunciati 1.549 round (-47% rispetto al trimestre precedente), con una raccolta complessiva di 18,4 mld di euro (-29% rispetto al secondo trimestre).

Ma a colpire è il dato sui 9 mesi. Il totale investito in Europa è calato del 9% rispetto al 2021, mentre il numero di round è diminuito del 12%.

Secondo Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance, “il fatto che solo l’Italia registri una crescita in un contesto europeo che va in tutt’altra direzione ci dice che siamo pronti al salto di qualità. L’ecosistema italiano dell’innovazione deve maturare e consolidarsi e, perché possa crescere il volume della raccolta, è necessario anche il coinvolgimento di investitori istituzionali e fondi pensione che all’estero investono notevolmente in questo ambito mentre in Italia è ancora scarsa la propensione a farlo. Favorire l’incontro e il dialogo tra questi mondi è uno dei principali obiettivi dell’incontro che abbiamo organizzato oggi a Roma, per fare in modo che nei prossimi anni possa radicalmente cambiare una situazione che oggi vede l’Italia all’undicesimo posto in Europa per ammontare investito e al 24esimo posto per ammontare investito pro capite”, conclude Cerruti.

I mega round italiani

A spingere i dati del venture capital nel 2022 ci sono i megaround di alcune startup e scaleup: “Le 2
operazioni sopra i 100 mln di euro di Satispay e di Casavo hanno contribuito in maniera rilevante al totale investito nel trimestre”, si legge nel report, nel quale si segnala che i “320 mln di euro del round di Serie D di Satispay sono in parte composti da cessioni sul mercato secondario (la scomposizione del round non è stata divulgata), mentre i 340 milioni annunciati da Bending Spoons sono costituiti per circa 40 mln di euro da equity e per il resto da debito”. Tra le altre operazioni si segnalano poi quelle di Xfarm e di Mmì.

“Come già previsto a inizio anno, il venture capital italiano continua a registrare una crescita sostenuta, superando, in questo trimestre, l’intero investito del 2021. Secondo le nostre stime il mercato italiano potrà crescere tra il 40% e il 60% raggiungendo 1,8-2,0 miliardi di euro entro fine anno; ciò in controtendenza rispetto alle aspettative flat per l’Europa”, commenta Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital.

“Tra i più interessanti indici di maturazione dell’ecosistema italiano osserviamo la crescita (e progressiva convergenza) di media e mediana nei round Serie A e l’aumento del numero di round Late Stage. Tra i maggiori driver di crescita del settore notiamo la presenza sempre più costante di investitori internazionali nei round italiani e un supporto da parte delle istituzioni sempre più marcato. L’evoluzione di numeri e infrastruttura del VC italiano osservata nel 2022 e il più elevato dry power mai avuto a disposizione degli investitori italiani fa guardare con ottimismo ai prossimi anni”, dice Mondini de Focatiis.

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