Lo shock energetico provocato dal blocco dello Stretto di Hormuz è senza precedenti, e l’Aie, l’Agenzia internazionale dell’energia, lo certifica con i numeri: “La domanda mondiale di petrolio si contrarrà di 420.000 barili al giorno su base annua nel 2026, attestandosi a 104 milioni di barili al giorno, ovvero 1,3 milioni di barili al giorno in meno rispetto alle nostre previsioni prebelliche”, ha scritto l’agenzia nel suo bollettino mensile.
Di fatto l’offerta sarà inferiore di 1,78 milioni di barili al giorno rispetto alla domanda totale nel 2026. Solo il mese scorso l’agenzia prevedeva un surplus di 410.000 barili al giorno. Al momento lo scenario dell’agenzia include una ripresa del traffico di petroliere nello Stretto a partire dal terzo trimestre dell’anno.
Con la guerra di Stati Uniti e Israele con l’Iran che sta sconvolgendo la produzione petrolifera in Medio Oriente, secondo l’Aie “quest’anno l’offerta globale di petrolio non riuscirà a soddisfare la domanda totale”.
“A più di dieci settimane dall’inizio della guerra in Medio Oriente, le crescenti perdite di approvvigionamento dallo Stretto di Hormuz stanno esaurendo le scorte globali di petrolio a un ritmo record”, avverte l’agenzia.
“Con il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz ancora limitato, le perdite cumulative di offerta da parte dei produttori del Golfo superano già 1 miliardo di barili, con oltre 14 milioni di barili al giorno di petrolio attualmente bloccati, uno shock di offerta senza precedenti”, ha dichiarato l’agenzia.
