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	<title>Imprese &#8211; Fortune Italia</title>
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	<title>Imprese &#8211; Fortune Italia</title>
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	<item>
		<title>TikTok, a Oracle-Walmart il 20% della società (ma senza l&#8217;algoritmo)</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/21/tiktok-a-oracle-walmart-il-20-della-societa-ma-senza-lalgoritmo/</link>
				<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 10:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Balena]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>TikTok Global punta a lanciare un'IPO nel prossimo anno. Bytedance ha sottolineato che non cederà alla nuova società americana l'algoritmo né la tecnologia</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Le nuvole addensate sul futuro di TikTok si stanno (forse) schiarendo. La società cinese proprietaria dell’app, <strong>Bytedance</strong>, ha scelto di fare chiarezza, <strong>con una nota</strong> nella quale sottolinea come la società manterrà l’80% della proprietà dell’app e <strong>venderà una fetta complessiva del 20% ai colossi Usa Oracle e a Walmart.</strong> <strong>TikTok Global, </strong>la nuova società, sarà responsabile di tutti i servizi per gli utenti negli Usa ed anche per molti nel resto del mondo. L’amministrazione Trump ha approvato la gestione della tecnologia da parte di <strong>Oracle Corporation, che ha annunciato di essere stata scelta per diventare il fornitore di cloud sicuro di TikTok.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TikTok Global prevede di lanciare una Offerta Pubblica Iniziale (IPO) in meno di 12 mesi,</strong> quotata alla U.S. Exchange. L’operazione rientra nello sforzo della società per “migliorare ulteriormente il governo societario e la trasparenza” continua la nota. Nel consiglio di amministrazione di TikTok Global “ci saranno il founder di Bytedance Zhang Yiming, i direttori attuali di Bytedance e il ceo di Walmart”. <strong>Bytedance ha sottolineato che non cederà alcun algoritmo né tecnologia alla società americana</strong>, sulla quale, comunque, Oracle ha l’autorità di condurre accertamenti di sicurezza sui codici sorgente negli Usa. “Rivelare i codici sorgente è una soluzione universale alle sfide alla sicurezza dei dati poste alle multinazionali” ha detto Bytedance, nel tentativo di affiancare la sua strategia a quelle di altre società tech nei distretti internazionali.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oracle, che acquisirà una partecipazione del 12,5% in TikTok Global, sarà il ‘custode’ della protezione</strong> dei dati più sensibili, creando da zero, annunciano dall’azienda, “un’infrastruttura cloud di seconda generazione, che isola completamente le applicazioni in esecuzione e risponde in modo autonomo alle minacce di cybersecurity. Oracle unirà alla sua tecnologia cloud sicura anche la revisione continua del codice, il monitoraggio e l&#8217;auditing per dare una garanzia senza precedenti che i dati degli utenti TikTok degli Stati Uniti siano privati e sicuri”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>La Ceo di Oracle, Safra Catz, ha detto che</b> “Oracle implementerà, gestirà e farà scalare rapidamente i sistemi TikTok nel Cloud di Oracle. Siamo sicuri al cento per cento della nostra capacità di fornire un ambiente altamente sicuro a TikTok e di garantire la privacy dei dati agli utenti americani di TikTok, cosi come anche agli utenti di tutto il mondo. Questa sicurezza notevolmente migliorata, insieme alle garanzie di privacy, permetteranno la crescita rapida e continua della comunità di utenti TikTok, a beneficio di tutti gli interessati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Secondo le previsioni di Bytedance, TikTok Global creerà oltre 25 mila nuovi posti di lavoro negli Usa</strong> e la società pagherà <strong>al fisco oltre 5 miliardi di tasse.</strong> Inoltre, l’azienda ha annunciato di voler lanciare <strong>una iniziativa di education</strong> che comprende lo sviluppo e la distribuzione di video guidati dall’AI, per offrire ai bambini una varietà di corsi dalla lettura alla matematica, dalla storia all’informatica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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										</item>
		<item>
		<title>Per noleggiare e-bike e bici ora c&#8217;è una startup: Rent&#038;Fit</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/21/per-noleggiare-e-bike-e-bici-ora-ce-una-startup-rentfit/</link>
				<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 09:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Sellitti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[noleggio bici]]></category>
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		<category><![CDATA[startup]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La startup collega i noleggiatori (inclusi negozi specializzati e strutture ricettive) con i clienti che cercano due ruote in affitto</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">L&#8217;hanno chiamata il &#8216;Booking&#8217; per il noleggio delle bici. Mountain bike, e-bike, city-bike, la due ruote tradizionale.<strong> Si chiama Rent&amp;Fit, startup che si pone come intermediario tra i principali noleggiatori delle città italiane</strong> (inclusi negozi specializzati e strutture ricettive con servizio di noleggio) e i clienti che cercano un mezzo in affitto. Dal Trentino Alto-Adige alla Lombardia (la sede è a Milano), poi Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, uno strumento per soddisfare la crescente domanda di bici a noleggio &#8211; mercato da 200 milioni di euro annui, con crescita annua del 20% &#8211; di un&#8217;utenza diversificata, dal ciclista occasionale all&#8217;appassionato che cerca l&#8217;ultimo modello da downhill, sostenendo anche la mobilità green, a costi contenuti.</p>
<p dir="ltr">
<p><span id="gmail-docs-internal-guid-abc86447-7fff-5116-448f-6aebd79c4101">&#8220;Sono un imprenditore ma soprattutto amante della bici, in Italia non esistevano piattaforme di questo tipo, che consentono una scelta tra diversi mezzi, dalla mountain bike alla e-bike alla bicicletta tradizionale &#8211; spiega <strong>Pierluigi Casolari, uno dei soci di Rent&amp;Fit</strong> assieme a <strong>Marco Donadelli</strong> -, è stato il lockdown dovuto al Covid-19 che mi ha aperto gli occhi, con l&#8217;attenzione che è stata riservata a mezzi di locomozione diversi da servizi pubblici e automobili, anche non inquinanti. E ha avuto un peso anche il bonus promesso dal governo per l&#8217;acquisto di bici elettriche e monopattini&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="gmail-docs-internal-guid-abc86447-7fff-5116-448f-6aebd79c4101"><strong> Così il noleggio su Rent&amp;Fit: si accede al sito selezionando la zona per il noleggio, giorni di utilizzo, tipo di bicicletta.</strong> Dopo aver scelto il modello si paga con la carta di credito per poi passare dal noleggiatore e prendere in affido il mezzo. Dunque, una piattaforma multimediale che asseconda la voglia di bici che c&#8217;è in Italia come nel resto d&#8217;Europa. Secondo il Rapporto Isnart-Legambiente, nel 2019 oltre<strong> 20 milioni di appassionati in Italia hanno viaggiato in bicicletta</strong> e in attesa di stime, i numeri erano destinati a crescere nella prima successiva al Covid-19. Un mezzo di trasporto ecologico, che fa bene alla salute, all&#8217;aria aperta. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="gmail-docs-internal-guid-abc86447-7fff-5116-448f-6aebd79c4101">&#8220;Il nostro lavoro per ora è far conoscere la piattaforma, scovare ulteriori forme di finanziamento per potenziarla e poi lanciarla sul mercato internazionale. Siamo sicuri che con il ritorno del turismo estero, con intere famiglie che vanno in giro con le bici a noleggio, ci siano enormi prospettive per Rent&amp;Fit&#8221;. Dal punto di vista economico, il fondatore della startup si attende il raggiungimento del break even entro il 2022 e i sei milioni di euro di fatturato da centrare entro il 2024. </span></p>
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										</item>
		<item>
		<title>NTT Data e la startup Sofìa lanciano le serrature intelligenti</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/19/ntt-data-e-la-startup-sofia-lanciano-le-serrature-intelligenti/</link>
				<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fortune]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ntt Data]]></category>
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		<category><![CDATA[sofia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>NTT Data e la startup Sofia hanno lanciato una soluzione moderna e sicura per gli accessi ad ambienti aziendali tramite serrature intelligenti</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>NTT Data, multinazionale giapponese nella consulenza e servizi IT, e Sofia Locks, startup milanese fondata nel 2014 con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del controllo accessi, presentano una nuova soluzione che unisce Sofia Locks <strong>per il controllo accessi in cloud di ultima generazione</strong>, con le tecnologie all&#8217;avanguardia di NTT Data, tra le quali <b>IVE</b> (Intelligent Virtual Entity), l’assistente virtuale Blue ed il riconoscimento biometrico, coordinate tramite la piattaforma IoT HOT-SPOT (Hub Of Things-Smart Platform Of Things).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sofìa Locks offre soluzioni PropTech per la gestione degli spazi e delle risorse</strong>, a supporto degli ultimi trend del mercato real-estate (co-working, co-living, smart office, retail, spazi flessibili). In questa integrazione il sistema fornisce l&#8217;autorizzazione di accesso tramite connessione internet direttamente al dispositivo dell&#8217;utente, liberando l&#8217;amministratore dall&#8217;intervento manuale. <strong>Le serrature intelligenti connesse ai sistemi Sofia sono totalmente sicure grazie al controllo in tempo reale degli accessi</strong> tramite app e alla protezione anti-hacking, che consente una facile gestione delle credenziali. <strong>Le serrature intelligenti sono progettate per essere facilmente installate su porte esistenti, sono wireless, a batteria e resistenti all&#8217;acqua.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sistema Sofia Locks di controllo degli accessi cloud-native ha il potenziale di trasformare radicalmente lo spazio; ogni singolo interruttore infatti può essere facilmente riprogettato in base alle esigenze aziendali, e reso accessibile da smartphone o tablet. Le soluzioni di NTT Data estendono la sicurezza e l’usabilità del sistema, autenticando ed autorizzando l’utente mediante riconoscimento biometrico facciale e fornendo il supporto necessario tramite l’assistente virtuale Blue, che dialoga con l’utente stesso grazie alle funzionalità di Natural Language Processing supportate dalla piattaforma IVE. HOT-SPOT, la soluzione IoT di NTT Data, permette di coordinare le diverse componenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Siamo molto orgogliosi di celebrare la collaborazione di NTT Data con Sofìa” &#8211; ha dichiarato Giorgio Scarpelli, <b>Cto e Head of Innovation NTT Data Italia</b>. &#8211; “Questa collaborazione rappresenta un’ulteriore testimonianza di quanto sia importante il processo di scouting di startup. Il nostro Paese è ricco di hub tecnologici che rappresentano veri e propri centri d’eccellenza a livello internazionale. NTT Data, in qualità di Global Trusted Innovator, ha la missione di valorizzarli, mettendo a disposizione un team di consulenti ed esperti del settore per lavorare al loro fianco”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La collaborazione con un player internazionale quale NTT Data ci consente di esprimere il nostro potenziale di innovazione su larga scala, potendo raggiungere use cases e applicazioni di rilievo mondiale” ha dichiarato<strong> Alessandro Nacci, Ceo e founder di Sofia Locks</strong>. “Viviamo la collaborazione con le grandi corporate come una grande opportunità, consapevoli che l’innovazione è possibile solo se si riesce a farle trovare la corretta strada di go-to-market valorizzando al meglio le sinergie con grandi realtà consolidate&#8221;.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Tramundi, il tour operator digitale, chiude round da 1,5 mln</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/18/tramundi-il-tour-operator-digitale-chiude-round-da-15-mln/</link>
				<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 08:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fortune]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[investimento]]></category>
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		<category><![CDATA[travel]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il denaro raccolto nel round servirà a continuare lo sviluppo tecnologico della piattaforma e ampliare l’offerta. Tra gli investitori anche Alberto Genovese</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fortuneita.com/2020/09/18/tramundi-il-tour-operator-digitale-chiude-round-da-15-mln/">Tramundi, il tour operator digitale, chiude round da 1,5 mln</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fortuneita.com">Fortune Italia</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><b>Tramundi,</b><b> </b>la travel company digitale italiana che punta a innovare e digitalizzare il mondo dei tour operator italiani, ha <b>chiuso un round di investimento di 1,5 milioni di euro, </b>guidato da business angels e top manager di diverse tech company, tra cui <b>Alberto Genovese</b>, uno dei principali imprenditori del mercato digitale italiano, founder di Facile.it, Prima.it e Brumbrum, che <a href="https://www.fortuneita.com/2020/09/10/jobtech-la-startup-per-trovare-lavoro-chiude-un-round-da-15-mln/">sta da tempo investendo</a> nelle più interessanti iniziative di sviluppo digitale in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nata a febbraio 2020, la startup italiana propone percorsi local-to-be</strong> basati sull’immersione culturale e ha come target i giovani professionisti abituati alla tecnologia. I fondi serviranno per rafforzare il posizionamento di Tramundi, attraendo nuovi talenti tecnologici in grado di supportare il potenziamento e la crescita dell’azienda in tutte le sue aree cruciali. Inoltre, saranno utilizzati per proseguire nello sviluppo tecnologico della piattaforma e per ampliare l&#8217;offerta turistica per gli utenti finali.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A guidare Tramundi è il ceo è <b>Alessandro Quintarelli</b>, con un passato in Mckinsey &amp; Company, il cto <b>Alberto Pirovano</b>, con esperienza in aziende digitali tra cui Facile.it e Ristoranti.it. Coo è <b>Rodolfo Lironi</b>, esperto nell’ambito turistico grazie ai ruoli ricoperti in Musement. Punto di forza di Tramundi è la <b>collaborazione diretta con le realtà turistiche locali</b>, che garantisce l’assistenza di fidati professionisti una volta giunti a destinazione, la qualità degli itinerari e l’immersione totale nella cultura del posto. Un modo per imparare a conoscere i luoghi, le tradizioni e le usanze come veri esploratori, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il 2020 è stato un anno difficile, l’emergenza sanitaria ha avuto un impatto fortemente negativo sull’intero comparto turistico e far nascere una startup dedicata ai viaggi in questo periodo è stata una grande sfida. Abbiamo deciso di scommettere sulla ripresa del settore, puntando soprattutto sul turismo domestico e di prossimità e dando anche la possibilità di prenotare tour privati con amici o familiari”, spiega <b>Alessandro Quintarelli, ceo e co-founder di Tramundi.</b> “Abbiamo lavorato per far evolvere il nostro progetto e adattarlo alle nuove esigenze dei viaggiatori: abbiamo istituito una task force interna per garantire il massimo della sicurezza, focalizzato l’offerta sull’Italia e rielaborato i nostri tour privilegiando quelli all’aria aperta e a contatto con la natura. Una scelta che ha premiato, malgrado l’estate incerta le prenotazioni sono state numerose. Le vendite ci hanno permesso di ricevere feedback importanti rispetto alla nostra offerta e di raccogliere l’interesse di importanti investitori: un segnale positivo, questo, non solo per noi ma per tutto il settore turistico”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fortuneita.com/2020/09/18/tramundi-il-tour-operator-digitale-chiude-round-da-15-mln/">Tramundi, il tour operator digitale, chiude round da 1,5 mln</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fortuneita.com">Fortune Italia</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Per il Mef nessun &#8216;veto&#8217; Ue sulla Rete unica Tim-Open Fiber</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/17/per-il-mef-nessun-veto-ue-sulla-rete-unica-tim-open-fiber/</link>
				<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 16:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Pulcini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mef]]></category>
		<category><![CDATA[Open Fiber]]></category>
		<category><![CDATA[rete unica]]></category>
		<category><![CDATA[Tim]]></category>
		<category><![CDATA[Ue]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>"Non è previsto un veto sul piano relativo alla rete unica". Così il Mef ha commentato una possibile opposizione Ue. </p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro dell&#8217;Economia, Roberto Gualtieri, &#8220;ha contatti regolari con Margrethe Vestager e funzionari dell&#8217;antitrust Ue, con cui ha parlato recentemente. Non è previsto alcun veto sul piano relativo alla rete unica. C&#8217;è invece un condiviso obiettivo comune di dotare l&#8217;Italia con moderne infrastrutture digitali&#8221;. Così alcune fonti del Mef hanno risposto alle indiscrezioni di Bloomberg su una possibile opposizione dell&#8217;Antitrust Ue al progetto di fusione tra la rete di Tim e Open Fiber.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Unione europea, secondo queste voci, sarebbe contraria alla formazione di una rete unica nazionale per preoccupazioni relative alla concorrenza e al ruolo di Tim, che ha pagato le indiscrezioni in Borsa, con il titolo in asta di volatilità in avvio di scambi per poi alla ripresa delle contrattazioni non risollevarsi e perdere oltre il 3% sull&#8217;ipotesi che possa arrivare un no al progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se il mef si è affrettato a smentire le voci, la Commissione Europea &#8220;non commenta&#8221; le indiscrezioni pubblicate da Bloomberg. In generale &#8220;seguiamo con attenzione gli sviluppi&#8221; relativi alla rete, ma l&#8217;operazione &#8220;non è stata&#8221; ancora &#8220;notificata&#8221; alla Dg Comp e spetta alle società valutare se raggiunge le soglie rilevanti, dice una portavoce della Commissione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Del faro dell&#8217;Antitrust europeo sul progetto di rete unica a banda larga in Italia a guida Tim ha parlato anche Francesco Starace, Ad di Enel (che controlla Open Fiber insieme a Cdp): &#8220;Ho letto questa mattina sui giornali, ma non mi sembra che sia la cosa più importante in questo momento&#8221;. Intanto il cda di Enel ha ricevuto l&#8217;offerta del fondo Maquarie per l&#8217;acquisto della quota del 50% della società in Open Fiber, ma per esaminare la proposta ci vorranno alcune settimane, ha detto Starace a margine di un incontro sull&#8217;economia post Covid con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. &#8220;È arrivata ieri ed è un po&#8217; difficile averla valutata oggi. I tempi sono quelli necessari per approfondire cose del genere. Parliamo di settimane intere, un mese. Sono tempi abbastanza lunghi con offerte che vanno esaminate&#8221;, ha spiegato. &#8220;Ma non c&#8217;è niente di urgente e non abbiamo un calendario che ci corre dietro. Gestiremo la cosa con i tempi necessari&#8221;. Se il gruppo cederà il 50% o meno &#8220;lo dovremo dire quando avremo finito di esaminare. Non lo posso dire in questo momento, certamente il 50% era il punto di partenza&#8221;, ha aggiunto.</p>
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]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Brembo Next, il percorso per diventare Solution Provider</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/16/brembo-next-il-percorso-per-diventare-solution-provider/</link>
				<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 16:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Marino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo Next]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Schillaci]]></category>
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		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cattaneo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.fortuneita.com/?p=76959</guid>
				<description><![CDATA[<p>Daniele Schillaci, Ceo di Brembo, leader mondiale negli impianti frenanti, ha lanciato oggi l’innovativa piattaforma digitale Brembo Next</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fortuneita.com/2020/09/16/brembo-next-il-percorso-per-diventare-solution-provider/">Brembo Next, il percorso per diventare Solution Provider</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fortuneita.com">Fortune Italia</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<p><strong>Daniele Schillaci, Ceo di Brembo</strong>, leader mondiale negli impianti frenanti, ha lanciato oggi l’innovativa <strong>piattaforma digitale Brembo Next</strong>, l’avvio di un percorso per diventare un Solution Provider, attraverso prodotti e servizi digitali, sempre più sostenibili. Schillaci, insieme a Alessandro Ciotti, Advanced R&amp;D Director, e Roberto Cattaneo, Head of Media Relations, hanno dato il via alla nuova visione di Brembo, “Turning Energy into Inspiration”, con cui il Gruppo intende incrementare la propria competitività nel lungo periodo in un settore in continua evoluzione. L’industria automobilistica sta affrontando sfide senza precedenti: l’elettrificazione, la guida autonoma, la digitalizzazione stanno aumentando la pressione su tutto il comparto. Brembo ritiene che questo sia il momento giusto <strong>per aprire nuove strade nel futuro dell’Automotive e supportare i propri clienti nell’affrontare e superare queste sfide.</strong></p>
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<p>La nuova missione di Brembo è quella di diventare un Solution Provider, integrando i propri prodotti e servizi in soluzioni ad alto valore aggiunto per soddisfare le esigenze dell’industria automobilistica. “Siamo entrati in una nuova era, fatta di intelligenza artificiale e big data – ha dichiarato Daniele Schillaci, Amministratore Delegato di Brembo. – Abbiamo una nuova visione che ci proietta verso il futuro.<strong> Il nostro piano è diventare un’azienda davvero digitale per fornire soluzioni digitali.</strong> Per farlo, daremo nuova linfa alla nostra capacità di innovazione su scala globale, creando centri di Ricerca e Sviluppo d’eccellenza nei principali Paesi dove operiamo. Integreremo l’intelligenza artificiale e tecnologie ancora più sostenibili nelle nostre soluzioni, per diventare un brand di riferimento anche per le generazioni del futuro. La nostra missione vuole anticipare l’impatto dei mega trend che stanno plasmando l’industria automobilistica per contribuire, insieme ai nostri clienti, ad una mobilità più sostenibile.” ha concluso l&#8217;amministratore delegato di Brembo.</p>
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<p>L’impegno per la sostenibilità, unito a una competenza tecnologica unica, faranno sì che ogni nuovo prodotto Brembo sarà più “green” del precedente.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-76970" src="https://www.fortuneita.com/wp-content/uploads/2020/09/BREMBO_GREENTIVE_1-1024x683.jpg" alt="Disco Brembo Greentive" width="1024" height="683" srcset="https://www.fortuneita.com/wp-content/uploads/2020/09/BREMBO_GREENTIVE_1-1024x683.jpg 1024w, https://www.fortuneita.com/wp-content/uploads/2020/09/BREMBO_GREENTIVE_1-300x200.jpg 300w, https://www.fortuneita.com/wp-content/uploads/2020/09/BREMBO_GREENTIVE_1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Presentando la propria visione per il futuro, Brembo ha svelato anche due nuove soluzioni. <strong>Il disco Greentive®, caratterizzato da uno speciale rivestimento e da un effetto specchiato unico</strong>, offre un alto livello di resistenza alla corrosione. Greentive® è il risultato di anni di ricerca e sviluppo che mirano a ridurre ulteriormente le emissioni di particelle.</p>
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<p>L’impegno verso il raggiungimento di una mobilità più sostenibile si rispecchia anche in ENESYS, Energy Saving System®, una nuova generazione tecnologica di molle, che diminuisce la coppia residua dei freni e contribuisce alla riduzione di CO2.</p>
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		<title>Lo scontro tra Poste Italiane e Antitrust sulle raccomandate</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/15/lo-scontro-tra-poste-italiane-e-antitrust-sulle-raccomandate/</link>
				<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 16:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fortune]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[raccomandate]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Secondo l’Antitrust la pubblicità di Poste italiane sulle caratteristiche del servizio raccomandate è ingannevole.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha punito Poste Italiane con una sanzione di 5 milioni di euro, che è il massimo consentito dalla legge, &#8220;per aver adottato una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo”. Secondo l’Antitrust infatti le comunicazioni fatte da Poste italiane sulle caratteristiche del servizio raccomandate (sia nel caso del recapito che nel caso del Ritiro digitale) sono ingannevoli. <strong>Un’accusa che a Poste (che ha risposto con un comunicato) non è andata giù.</strong></p>
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<p>Per l&#8217;Antitrust le raccomandate non vengono recapitate con la tempistica e la sicurezza comunicata dai messaggi pubblicitari di Poste, e a volte il servizio viene &#8220;effettuato con modalità diverse da quelle prescritte dalla legge. Infatti, Poste Italiane talvolta utilizza per comodità il deposito dell&#8217;avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario&#8221;. <strong>Tantissimi consumatori hanno segnalato il mancato tentativo di consegna delle raccomandate</strong>, dice l’autorità, anche quando avevano la certezza di essere stati presenti nella propria abitazione, “si pensi ad esempio alle persone costrette a casa in quanto portatrici di handicap o per l&#8217;emergenza sanitaria durante il lockdown&#8221;. Tutto questo “provoca un inammissibile onere a carico dei consumatori costretti a lunghe perdite di tempo e di denaro per poter ritirare le raccomandate non diligentemente consegnate&#8221;. L&#8217;Autorità ha, altresì, accertato &#8220;la sussistenza di omissioni informative anche nei messaggi pubblicitari di promozione del servizio di ritiro digitale delle raccomandate, in quanto non viene chiarito che tale servizio è utilizzabile per i soli invii originati digitalmente&#8221;.</p>
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<p>In un comunicato <strong>Poste Italiane ha respinto con forza le motivazioni alla base della multa dell’Antitrust</strong>: &#8220;È priva di qualsiasi fondamento l&#8217;ipotesi secondo la quale l&#8217;azienda avrebbe posto in essere azioni che ingannino i clienti in merito alle caratteristiche del prodotto raccomandata&#8221;. <strong>Il punto più contestato da Poste è quello relativo ai danni provocati al “sistema giustizia” del Paese, come scrive l’Antitrust,</strong> secondo la quale le condotte di Poste provocano “ritardi dovuti ad errate notifiche nell&#8217;espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia citate nel provvedimento&#8221;. Per Poste queste motivazioni lasciano “esterrefatti”, perché “si tratta di un servizio e di condotte che mai sono state oggetto della procedura istruttoria e che solo oggi emergono dalla comunicazione dell&#8217;Antitrust&#8221; prosegue. Peraltro, come dovrebbe essere noto, prosegue Poste, &#8220;trattasi di un servizio del tutto differente dalle raccomandate, rigorosamente disciplinato dal legislatore e in merito al quale, da decenni, Poste Italiane garantisce il corretto funzionamento del Sistema Giustizia su tutto il territorio nazionale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quanto alle raccomandate, dice Poste, “nel 2019, sono state consegnati oltre 120 milioni di pezzi, ricevendo, nel medesimo periodo, meno di 1000 reclami relativi agli avvisi di giacenza, pari allo 0,00008% del totale delle raccomandate regolarmente gestite. Come ampiamente evidenziato nel corso del procedimento, si tratta di una dimensione del fenomeno del tutto fisiologica rispetto ai volumi complessivi del servizio erogato; peraltro, Poste &#8211; prosegue la nota &#8211; rivendica che l&#8217;assenza di condotte anomale, nel servizio di recapito delle raccomandate, è stata ripetutamente e formalmente confermata, da ultimo anche nel corso del procedimento, dall&#8217;Autorità di regolamentazione preposta al controllo delle attività postali (AGCom)&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poste Italiane inoltre &#8220;respinge totalmente l&#8217;accusa di non aver attivato misure di monitoraggio, controllo e correzione di eventuali anomalie. Già dall&#8217;aprile del 2019 sono state introdotte ulteriori azioni massive di controllo mai utilizzate prima ed ulteriormente rafforzate nel corso del procedimento così come rappresentato all&#8217;Autorità&#8221;. Infine, Poste Italiane &#8220;rivendica con orgoglio, l&#8217;attività svolta nel pieno dell&#8217;emergenza sanitaria dai propri dipendenti, che hanno prestato servizio in ogni zona del Paese e in ogni condizione senza mai interrompere un&#8217;attività essenziale per la vita dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione, seguendo scrupolosamente l&#8217;evoluzione della normativa emergenziale adottata dal legislatore&#8221;. Poste Italiane quindi “tutelerà, con fiducia nel sistema giudiziario italiano, la propria immagine e reputazione, i propri diritti e la correttezza delle proprie condotte presentando ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio&#8221; conclude la nota.</p>
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<p><strong>E pensare che per l’Antitrust la multa da 5 milioni di euro non sarebbe neanche sufficiente:</strong> &#8220;Data l&#8217;estrema gravità e frequenza della pratica ed i notevolissimi danni arrecati ai consumatori, la sanzione è stata irrogata nella misura massima. Tuttavia, la medesima non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico generato da Poste Italiane nel solo anno 2019 pari a 3,492 miliardi di euro. Al riguardo, non è stata ancora recepita nell&#8217;ordinamento nazionale la Direttiva Europea 2019/2161 che fissa il massimo edittale della sanzione irrogabile al 4% del fatturato annuo&#8221; sottolinea l&#8217;Antitrust.</p>
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		<title>X Factor 2020 cerca talenti con Axa Italia</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/15/x-factor-2020-cerca-talenti-con-axa-italia/</link>
				<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 15:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fortune]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[axa italia]]></category>
		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[x factor 2020]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Axa Italia sarà Main Partner di X Factor 2020, e sarà protagonista in tutti i momenti chiave del programma, dai backstage ai live, fino alla finale</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><b>Grazie a Brand Solutions, dipartimento di Sky Media, e Fremantle, </b>dal 17 settembre il <strong>Gruppo Axa Italia</strong> sarà Main Partner di X Factor 2020, lo show musicale di Sky prodotto da Fremantle, in onda da giovedì 17 settembre alle 21,15 su Sky Uno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Siamo entusiasti di essere il partner principale della nuova edizione di X-Factor, da anni un gigante di ascolti della TV italiana, capace di rinnovarsi e di riunire tutte le generazioni intorno all’amore per la musica – ha dichiarato <b>Patrick Cohen, Ceo del Gruppo assicurativo Axa Italia</b>. X-Factor, così come Axa, promuove il talento, la passione e il credere in se stessi in pieno allineamento con la promessa della nostra marca: Know You Can. Axa è partner dei propri clienti per aiutarli a realizzare le proprie ambizioni”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In una fase di cambiamento epocale e di ripartenza per l’intero Paese, il Gruppo ha scelto la strada del <b>sostegno al talento e alle ambizioni dei giovani</b>, affinché nonostante le difficoltà non si arrendano e continuino a coltivare i loro sogni, le loro ispirazioni e passioni. Una scelta in linea con la <b>brand promise “Know You Can”</b>, che spinge a credere in se stessi come motore di ogni percorso e con l’impegno ad <b>essere partner delle persone</b> e a sostenere la ripresa del Paese.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Axa parteciperà a tutti i momenti chiave del programma, dai backstage ai live, fino alla finale e durante gli appuntamenti quotidiani che accompagnano i concorrenti nel loro percorso; ci saranno inoltre <b>iniziative inedite, tra cui una manche </b>completamente <b>“firmata Axa” su un tema di carattere sociale e una “Axa Zone”</b> all’interno dell’headquarter X Factor, uno spazio dedicato ai talenti per l’interazione e momenti musicali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molte le iniziative di engagement anche per i clienti e i collaboratori dell&#8217;azienda. Per dipendenti e agenti ci saranno<b> quiz</b> e <b>contest a premi</b>,<b> </b>che daranno la possibilità di ricevere premi targati X Factor. Dal primo ottobre per i <b>clienti</b><b> partirà </b>&#8220;<b>Vinci X Factor con Axa&#8221;</b>, contest attivo fino al 18 novembre, a cui si potrà accedere <b>tramite l’app My Axa</b>.</p>
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		<title>Il boom in Italia di Bonprix: “Sull’e-commerce non si torna indietro ”</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/15/il-boom-in-italia-di-bonprix-sulle-commerce-non-si-torna-indietro/</link>
				<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 11:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Balena]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[bonprix]]></category>
		<category><![CDATA[catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Stephan Elsner]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il lockdown ha fatto crescere i clienti 'digitali' di Bonprix, che vende abbigliamento online, ma mantiene una fetta di clienti via catalogo</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla vendita su catalogo all’online e ritorno. La storia di <strong>Bonprix</strong> si potrebbe riassumere così: tutto è partito da un catalogo di 32 pagine e da un’azienda fondata nel 1986 ad Amburgo. <strong>Oggi si vende via e-commerce in 30 paesi</strong> (tra cui l’Italia, in cui l’azienda è arrivata nel 1992) ma ancora il catalogo “resta il nostro valore aggiunto” ci spiega<strong> Stephan Elsner, Direttore Generale gruppo Bonprix Italia</strong>, che dalla sede di Valdengo, in provincia di Biella, segue anche altri mercati esteri (Austria, Svizzera, Grecia, Slovenia, Svezia e Norvegia), a cui si è aggiunta recentemente la Spagna, l’ultimo aperto in ordine di tempo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Bonprix vende abbigliamento donna, ma non solo. L’età media del consumatore è tra 30 e 50 anni, con una attitudine tendenzialmente casual. Abbiamo 30mila articoli, quindi spaziamo tra i generi, offriamo un po&#8217; di tutto” spiega Elsner. <strong>Il dna dell’azienda è la vendita per corrispondenza, attraverso i cataloghi, ma l’e-commerce è stata una scoperta precoce:</strong> “Lo abbiamo sempre spinto di più rispetto ad altri concorrenti che hanno basato il proprio business sul catalogo: loro hanno preferito puntare molto sul retail fisico, mentre Bonprix ha compreso abbastanza in tempo l’enorme potenziale dell’online”. Elsner ha acquisito il suo ruolo nel 2001: “A quel tempo l’e-commerce aveva una percentuale dell’1%, oggi siamo al 93%”. Potrebbe stupire, ma la fetta restante è costituita ancora dal catalogo cartaceo. “Per noi è importante per l’attivazione di nuovi clienti e per mantenerli stagione dopo stagione. In altre parole vogliamo evitare che un cliente ci trovi da una ricerca su Google, e poi che si dimentichi di noi, che sia un one-time buyer. Se invece mandiamo un catalogo vogliamo dare un impulso a pensare a noi”. <strong>La scelta del catalogo è “più costosa, certo, ma è molto più efficace. Il catalogo viene utilizzato meno ma è ancora un canale molto profittevole</strong>, soprattutto dai clienti con una fascia d’età intorno ai 50 anni, che preferiscono una vendita più tradizionale. Entrano così nel nostro mondo. Inoltre, il catalogo cartaceo ha un impatto diverso rispetto a un ad su una pagina web, che talvolta non viene nemmeno visto o cliccato. Il cartaceo resta una cosa durevole, che sfoglio e che non butto via subito. Naturalmente è secondario in quanto a vendite rispetto all’e-commerce ma noi lo consideriamo un valore aggiunto”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong>Il coronavirus ha accelerato le vendite.</strong> “Abbiamo subito come tanti altri lo shock iniziale. Nelle prime due settimane di lockdown le vendite si sono dimezzate. Ma già nella terza settimana abbiamo cominciato a recuperare, e poi da inizio a aprile<strong> c’è stato un boom di ordini che ha messo proprio in difficoltà il magazzino.</strong> Il boom è durato fino a metà luglio”. Gli articoli più richiesti erano quelli per stare a casa: “Intimo, tute, e tessile per la casa”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per Elsner non c’è dubbio che la pandemia abbia accelerato la digitalizzazione del consumatore italiano</strong>, che rispetto agli altri mercati europei risultava molto meno propenso all’acquisto online: “Siamo attivi in 30 paesi, quindi abbiamo la possibilità di confrontare le abitudini di acquisto. Mentre lo spostamento verso articoli per la casa si è verificato un po’ ovunque, <strong>il boom dell’online c’è stato solo in Italia.</strong> Oggi stimiamo di arrivare all’8%, mentre in Uk eravamo già al 20%, in Germania siamo al 15%. L’Italia ha fatto un enorme passo avanti verso l’e-commerce, che in tanti hanno provato a causa della mancanza di alternative. E non torneranno indietro”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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<p><strong>Dalla sede in provincia di Biella si gestiscono le operazioni del nuovo mercato spagnolo</strong>, lanciato da poco: “Non serve aprire una sede, è il grande vantaggio dell’Europa. In Spagna venderemo solo online”. Bonprix prevede di chiudere l’anno con un fatturato ancora più alto di quello del 2019 di 267 milioni di euro (solo il segmento italiano ha segnato un aumento del 4% anno su anno con 83 milioni di euro). “Abbiamo avuto tanti nuovi tanti clienti ma i mesi decisivi per noi sono sempre ottobre e novembre. In Italia approfittiamo di questa accelerazione della digitalizzazione che è irreversibile. Sono ottimista”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>La proposta di TikTok e Oracle al Governo Usa</title>
		<link>https://www.fortuneita.com/2020/09/15/la-proposta-di-tiktok-e-oracle-al-governo-usa/</link>
				<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 08:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Pulcini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[ByteDance]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[inEvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[oracle]]></category>
		<category><![CDATA[tiktok]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.fortuneita.com/?p=76579</guid>
				<description><![CDATA[<p>TikTok ha presentato una proposta all'amministrazione degli Stati Uniti per risolvere i suoi "problemi di sicurezza". </p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>TikTok ha presentato una proposta all&#8217;amministrazione degli Stati Uniti per risolvere i suoi &#8220;problemi di sicurezza&#8221;. È stata la stessa piattaforma di condivisione di video, di proprietà della cinese ByteDance, a renderlo noto. &#8220;Possiamo confermare che abbiamo presentato una proposta al Dipartimento del Tesoro che riteniamo possa risolvere i problemi posti dall&#8217;amministrazione in termini di sicurezza &#8220;, ha affermato in una breve dichiarazione la società con sede a Los Angeles, adesso in procinto di cedere le attività statunitensi a Oracle, aggiungendo che questo passaggio aiuterebbe a continuare l&#8217;attività dell&#8217;azienda in futuro. E di questa soluzione proprio Oracle ha confermato di essere parte integrante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Questa proposta ci consentirebbe di continuare a sostenere la nostra comunità di 100 milioni di persone negli Stati Uniti che amano TikTok per la connessione e l&#8217;intrattenimento e le centinaia di migliaia di proprietari di piccole imprese e creatori che si affidano a TikTok per aumentare i propri mezzi di sussistenza e costruire carriere significative&#8221;, si legge ancora nella dichiarazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il gigante Usa della tecnologia informatica Oracle, con sede in California, ha confermato di aver raggiunto un accordo con ByteDance per essere il partner di fiducia della piattaforma negli Stati Uniti, superando quella che all’inizio era sembrata la grande favorita ai balletti (e all’enorme quantità di utenti e dati) di <a href="https://www.fortuneita.com/2020/08/31/la-cina-sta-ostacolando-la-vendita-di-tiktok-negli-usa/">TikTok</a>: Microsoft, che si è dovuta arrendere davanti al no dei cinesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oracle, che ha 40 anni di esperienza nella fornitura di soluzioni tecnologiche,<strong> ha affermato di essere parte della proposta presentata da ByteDance al Dipartimento del Tesoro.</strong> La proposta all&#8217;Amministrazione è stata elaborata in seguito all&#8217;annuncio della Casa Bianca che si è detta pronta a vietare il social di proprietà cinese dal 20 settembre se la piattaforma non sarà venduta a una società Usa.<a href="https://fortune.com/2020/09/14/oracle-tiktok-us-win-china-business/"> Secondo Fortune.com</a>, la scelta di Bytedance di affidarsi a un ‘trusted tech partner’ come Oracle potrebbe basarsi sulla possibilità, per i cinesi, di mantenere un maggiore controllo sugli algoritmi di intelligenza artificiale che hanno regalato così tanto successo all’applicazione per ragazzini, mentre ad Oracle passerebbe per intero la gestione dei dati degli utenti. Inoltre, va fatto notare che i dirigenti di Oracle sono molto vicini a Donald Trump. Il fondatore e presidente Larry Ellison ha raccolto fondi per Trump. Il CEO, Safra Catz, ha fatto parte del ‘transition team’ di Trump nel 2016.</p>
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