health2019

RELATORI

Sabrina Baggioni
5g Program Director, Vodafone Italia

Guido Beccagutti
Value | Access & Policy Director, Medtronic Italia

Scott Bechter-Levin
Digital Venture Architect Director, Digital Venture

Luigi Boaretto
Strategic Planning & Global Commercial Excellence, Zambon

Andrea Bracci
Amministratore Delegato, Polifarma

Cristina Calabrese
Amministratore Delegato, Key2People

Andrea Celli,
Health Systems Sales & Operation Leader, Italy, Greece & Israel | Executive Board Member, Philips

Daniela Delledonne,
General Manager Italy and Greece, Becton Dickinson

Marco de Morpurgo,
Partner and Global Co-Chair, Life Sciences Sector, DLA Piper

Gaetano Falcone,
Lead Strategy Italy, Veeva

Nicoletta Luppi,
Presidente e Amministratore Delegato, MSD Italia

Lorenzo Positano,
Partner and Managing Director, Boston Consulting Group

Andrea Veltri,
Deputy CEO Digital Transformation, BNP Paribas Cardif

Giorgio Ventre,
Direttore Scientifico, Apple Accademy

Moderatrice:
Alma Maria Grandin
Tg1 – Rai

via Ugo Foscolo, 1
Milano

CON IL CONTRIBUTO DI:

TRASFORMAZIONE DIGITALE:
CHI GUIDERÀ IL PROCESSO?

QUANDO 2 luglio 2019
DOVE Milano, via Ugo Foscolo, 1 –  sede Boston Consulting Group

evento concluso

Fortune Health: nel pharma chi guiderà la trasformazione digitale?

Più 484% è la crescita del valore del mercato della digital health a livello globale prevista tra il 2018 e il 2025. Una realtà, quella della digital transformation, che sta spingendo l’industria farmaceutica a cercare nuove soluzioni, ma soprattutto nuovi interlocutori in diversi settori: telecomunicazioni, supply chain, banche, colossi del tech, il regolatorio e specialisti del mondo digital. Queste le realtà che Fortune Italia ha fatto incontrare in occasione della prima edizione di Fortune Health. L’incontro, tenutosi a Milano e organizzato insieme a Boston Consulting Group, ha visto come ospite d’eccezione il futuro presidente dello European Research Council Mauro Ferrari, presidente e Ceo del Houston methodist research Institute, a Houston in Texas.

“Il mondo dell’healthcare ha ancora un gap da colmare”, afferma Lorenzo Positano, partner e managing director di Bcg. Ma tutta l’industria del pharma, che si tratti di multinazionali, italiane che stanno puntando ad internazionalizzarsi, o realtà locali, è in fermento. E concorda su un punto chiave: “ci dev’essere una visione che parte dall’alto. È il Ceo che decide di muoversi verso il digitale”, afferma Nicoletta Luppi, presidente e ad di Msd Italia, “dopodiché una volta che si è deciso di farlo con una visione integrata, a quel punto si può parlare di digital transformation”, sottolinea. La trasformazione digitale, dunque, è parte di un processo organizzativo più ampio: “la strategia digitale segue quella che è la strategia dell’azienda”, sottolinea Luigi Boaretto, strategic planning e global commercial excellence di Zambon Group. “Tre anni fa abbiamo elaborato una strategia per raggiungere l’ambizioso target di crescita di triplicare la dimensione dell’azienda. Quando abbiamo fatto il piano strategico uno dei capitoli che abbiamo affrontato era come la digitalizzazione potesse aiutare il raggiungimento di questo obiettivo. Ed è dunque un pezzo integrante della strategia”. Un processo che “non è facile”, afferma Andrea Bracci, ad di Polifarma: “noi rappresentiamo l’azienda italiana non di grandi dimensioni e per noi affrontare una trasformazione digitale nel piano dell’azienda è stato un percorso molto faticoso”. Per il quale è fondamentale “il coinvolgimento dell’organizzazione. Facciamo spesso meeting con gruppi di lavoro – aggiunge – e abbiamo rivisto il concetto di comunicare con il mondo esterno”.

Ma l’industria farmaceutica può affrontare tutto questo da sola? “Il data acumen è una capacità che va cercata da mondi adiacenti”, secondo Cristina Calabrese, ad di Key2People, azienda che si occupa di selezionare talenti per le aziende. “La digital transformation non si fa attraverso il Chief Digital Officer che rimane un’appendice, spesso la riserva indiana, attaccata al Ceo”. Ci sono aziende specializzate nell’implementazione di questi processi: “diamo la possibilità di usare le soluzioni Crm con l’ausilio dell’A.I” per favorire, ad esempio, le attività di sales, spiega Gaetano Falcone,lead strategy lead di Veeva Systems.

Una terra di incontro tra high-tech e farmaceutica è rappresentata sicuramente dal mondo delle telecomunicazioni, con la sfida che porta con sé il 5g: “Tra i vantaggi c’è quello di gestire dati ad elevata velocità, quindi gestire immagini in modo molto veloce, ma anche video. E dunque tutti i protocolli Daicom di risonanze o ecografie in modo molto veloce”, spiega Sabrina Baggioni, 5G program director Vodafone Italia. “Il secondo elemento che è una prerogativa del 5g è la latenza bassissima. Ossia la possibilità di realizzare trasferimenti e gestione di informazioni in tempo reale. Questi 2 elementi in particolare permettono di gestire e costruire strumenti che anticipano e accelerano l’identificazione del caso clinico, il continuo monitoraggio e l’anticipo della cura”, sottolinea.

Ma chi guiderà il processo di trasformazione? Le grandi aziende di ICT che ogni giorno acquisiscono informazioni sulla salute della popolazione tramite i propri device, le big del pharma forti della loro esperienza nella cura delle persone, o il regolatore? Non ha dubbi Marco de Morpurgo, global co-chair del settore Life Sciences dello studio legale DLA Piper. “Si rivolgono a noi sia le industrie farmaceutiche che clienti del settore tech che si stanno approcciando al mondo delle Life Sciences. Entrambi vanno incontro a diverse sfide, ma tra queste ce n’è una comune, il diritto. E se ci chiediamo chi sta guidando il processo di trasformazione digitale, non è sicuramente il regolatore, ma decisamente più il mercato e l’industria che si incontrano inevitabilmente con il diritto”.

Le aziende, del pharma e non, concordano sul fatto che “nel mondo salute il digitale sta rimescolando le carte tra le industrie”, afferma Andrea Veltri, deputy Ceo digital transformation di BNP Paribas Cardif. “Connettere i vari pezzi del sistema è la vera sfida”, aggiunge Guido Beccagutti, value, access e policy director di Medtronic Italia. “Dobbiamo creare nuovi ecosistemi con tutti gli attori della filiera della salute per generare offerte capaci di rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini”, sottolinea.

Un’idea, secondo Scott Bechtler-Levin, Dv venture architect director di Bcg Digital ventures, potrebbe essere quella di “inserire nelle aziende una BU strategica per lo sviluppo del digitale, dedicate solo alle startup”. Sicuramente la sfida del digitale pone al centro anche il tema della formazione di personale specializzato, e per questo un appello alla “responsabilità delle università nel formare nuovi talenti, figure transdisciplinari” arriva proprio da Giorgio Ventre, direttore scientifico di Apple Academy. “Il convitato di pietra è il pubblico”, conclude.

Mauro Ferrari: fallimenti e solidarietà le chiavi del successo umano e professionale

Il direttore di Fortune Italia, Fabio Insenga, intervista il prof. Mauro Ferrari dell’European Center Research

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