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Invecchiamento e sensi, la riabilitazione multisensoriale

udito

I deficit sensoriali in particolare relativi a vista, udito, olfatto ed equilibrio sono una problematica molto comune che si accompagna al progredire dell’età. Con l’invecchiamento insorgono problemi di vista come la presbiopia, di udito (presbiacusia), di olfatto (ipo/anosmia) e di equilibrio (presbiastasia). Sono processi fisiologici legati al progredire dell’età e all’utilizzo dei nostri organi.

Ad oggi però la scienza ha dimostrato che la progressiva perdita dei nostri sensi può influire negativamente sul cervello. Differenti studi scientifici, sia sull’animale che sull’uomo, hanno dimostrato che un deficit sensoriale induce dei fenomeni di riorganizzazione nel cervello. Questi fenomeni causano una neuro-infiammazione ‘buona’, nella quale specifiche cellule del cervello – le cellule della glia – si attivano per ricostruire le connessioni nervose in modo alternativo.

Un recentissimo studio pubblicato su ‘Jama Otolaryngology’ ha dimostrato che nei pazienti che perdono l’udito, con il progredire del tempo si perdono anche le connessioni nervose deputate a questo senso. Questo accade per tutti i disturbi sensoriali.

Il cervello, quindi, attua un meccanismo di compenso e attiva nuove sinapsi rimodellandosi; quando ciò non è possibile, come nel caso dell’udito, rimane invece un deficit.

Un chiaro esempio di quanto accade si può fare con le vertigini, in particolare con la sindrome vertiginosa causata da un danno al nervo cocleare. Il paziente che perde la funzione vestibolare da un lato, va incontro a quella che viene clinicamente definita iporiflessia vestibolare: in pratica l’organo dell’equilibrio, che è bilaterale e simmetrico, diventa asimmetrico. Il cervello a questo punto innesca dei meccanismi centrali di compenso, così da escludere il deficit periferico e permettere alla persona di avere una vita normale, sebbene con un recettore dell’equilibrio funzionante solo da un lato.

Purtroppo, con l’avanzare del tempo e l’invecchiamento anche delle cellule gliali, questi meccanismi di compenso diventano deficitari e quindi il disturbo diventa cronico. Inoltre, gli altri sensi (vista, udito, gusto e olfatto) non vengono compensati facilmente come l’equilibrio. E, se non adeguatamente riabilitati, possono essere estremamente invalidati. L’assenza di stimolo sensoriale senza compenso crea ovviamente un impatto molto forte sulla capacità del cervello e la qualità della vita.

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che la riabilitazione dell’udito tramite l’utilizzo delle protesi acustiche si può bloccare il decadimento cognitivo. La spiegazione scientifica – come da me pubblicato sul Journal of Neurological Science nel 2021 – è legata alla capacità della riabilitazione uditiva di stimolare positivamente le cellule gliali, che ricostruiscono così nuove connessioni nel cervello ed evitano che si atrofizzi, creando poi il declino cognitivo.

La vista, quando deficitaria, viene notoriamente corretta con gli occhiali, la stessa cosa però non viene fatta di routine per gli altri disturbi sensoriali.

La protesizzazione acustica va fatta tempestivamente, senza attendere di perdere completamente l’udito, e anche deficit medio-lievi (pefino quelli solo mono-laterali), devono essere corretti perché – come dimostrato da diversi miei studi – sebbene sembrino irrilevanti (“che sarà ma,i ho l’altro orecchio”) impattano negativamente sulle funzioni della memoria.

L’olfatto, che rappresenta un nostro senso ancestrale, va innanzitutto preservato il più possibile, avendo cura di non trascurare le infiammazioni e le infezioni del naso, evitando le esposizioni dirette a irritanti e aiutandosi con una sana alimentazione.

Quando però ci si rende conto che si inizia a perdere questo senso, occorre immediatamente rivolgersi allo specialista, che una volta identificata la causa – può essere un sintomo di una malattia degenerativa – indirizzerà il paziente al trattamento adeguato.

Il training olfattivo associato, dove indicato, a delle molecole anti-neuroinfiammazione, si è rivelato utile per recuperare l’olfatto; ovviamente anche in questo caso prima si agisce e meglio è.

L’equilibrio, in particolare la presbiastasia – disturbo dell’equilibrio dell’anziano – è in genere causato da deficit muscolari degli arti inferiori e la riabilitazione consiste in esercizi di rinforzo e adeguata fisioterapia, dove necessario.

Siamo esseri umani ma anche mammiferi e, come tutti i mammiferi, la nostra vita dipende dal corretto funzionamento dei nostri sensi anche “nella giungla urbana”. La riabilitazione dei disturbi sensoriali deve essere considerata una priorità. Proprio per questa ragione sto conducendo con i miei colleghi dell’Ucl Queen Square Neurology uno studio scientifico per comprendere con esattezza la modalità di corretto trattamento dei deficit multi-sensoriali. La tecnologia ci aiuta moltissimo, e dobbiamo sfruttarla a nostro beneficio.

*Arianna Di Stadio, neuroscienziata, docente Università di Catania e ricercatore onorario presso il Laboratorio di Neuroinfiammazione dell’UCL Queen Square Neurology di Londra

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