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 Il rapido aumento delle malattie mentali e l’alto tasso di suicidi

salute mentale

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) circa 700.000 persone ogni anno si suicidano. La presenza di un disturbo o di una fragilità psichica è una condizione sempre più diffusa, specie in seguito alla pandemia da Covid, che ha contribuito ad aggravare situazioni di compromissione della salute mentale, mai registrate prima.

Il repentino cambiamento di umore, i disturbi del sonno, la perdita di appetito, l’isolamento sono segnali di cui è opportuno parlare per riuscire ad evitare che la diagnosi di malattia mentale o di potenziale suicidio arrivi troppo tardi per scongiurare il peggio.

Il disturbo mentale è una alterazione “clinicamente significativa” della sfera cognitiva e della regolazione delle emozioni che si riflette su una disfunzione nei processi del funzionamento mentale dal punto di vista biologico, psicologico ed evolutivo. Le cause possono essere ambientali, individuali, familiari o biologiche. Ciascuna persona presenta una variabilità significativa giornaliera rispetto allo stato d’animo in base alle circostanze, ma il repentino e ingiustificato cambio di umore, può essere determinato anche dalla assunzione di sostanze.

Esso, in ogni caso, è “indicativo” del sorgere di un problema mentale che non va sottovalutato, in quanto ansia, pressione sociale, insoddisfazione ed esclusione, unitamente allo stato depressivo possono determinare episodi di autolesionismo e, nei casi più gravi, il suicidio. Sebbene in tutto il mondo si registri l’aumento dei casi di suicidi, la situazione più grave è registrata in Lesotho, un regno montuoso e senza sbocco sul mare africano di circa 2,3 milioni di persone registra circa 87, 5 suicidi ogni 100.000 persone. Le ragioni sono sempre complicate ed includono abusi, dolore cronico, problemi finanziari, dipendenza, solitudine, malattie mentali latenti e non portate alla luce attraverso diagnosi precoci.

Dalla malattia mentale è possibile uscire, attraverso i farmaci, percorsi di cura e terapia con esperti, anche se spesso una svalutazione dello stato emotivo, a fronte di una perfetta salute fisica, incidono sulla difficoltà ad arrivare ad una evidenza della gravità del problema. La mancanza dell’idea di futuro, di una prospettiva vera, sono elementi in drammatica ascesa nella nostra cultura contemporanea, che favoriscono la dissoluzione dei possibili riferimenti familiari o amicali.

Le malattie mentali sono “invisibili” e scavano dentro, finchè non si manifestano; ecco perché bisogna aumentare la sensibilità e la cultura della prevenzione ed impiegare fondi sempre maggiori in quella che è stata definita la pandemia nella pandemia: l’aumento esponenziale di suicidi e malattie psichiche degli adulti e degli adolescenti. Lanciare l’allarme è doveroso per capire quali strategie e sinergie vadano attivate.

*Antonio Giordano, oncologo, fondatore e direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Filadelfia e professore di Anatomia ed Istologia Patologica all’Università di Siena

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