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Parte dal Sud il cantiere della sanità del futuro

Forum Mediterraneo
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Una doppia sfida: costruire una nuova sanità, più moderna e vicina ai bisogni dei cittadini, colmando lo storico gap fra Nord e Sud. E innescando proprio dal Meridione il rilancio del sistema sanitario italiano.

Una missione possibile per Vasco Giannotti, presidente del Comitato scientifico Forum Risk Management in Sanità, che chiama a raccolta il settore in vista del sesto Forum Mediterraneo in sanità, in programma a Bari dal 28 settembre. Con un obiettivo chiaro: coinvolgere il Sud nel ‘cantiere’ aperto per costruire la sanità di domani.

“La gestione della pandemia ci ha mostrato come il Servizio sanitario italiano abbia dimostrato di saper gestire questa sfida imprevedibile”, ma anche i suoi punti deboli. “Oggi non dobbiamo dimenticare quanto abbiamo tutti riconosciuto allora: la sanità come bene comune, la salute della persone come salute delle comunità, l’importanza dei professionisti della sanità, salutati come eroi. Ora rischiamo di dimenticare queste ‘lezioni’. E una spia arriva dall’insufficienza di fondi destinati alla sanità: da una parte abbiamo 20 mld del Pnrr per riformare strutturalmente il sistema, ma dall’altra mancano i soldi per la gestione corrente”, sottolinea Giannotti a Fortune Italia.

Vasco Giannotti

“Ovvero: reperire medici, infermieri e tecnici per la sanità del territorio; valorizzare anche economicamente quelli che abbiamo chiamato eroi, facendo attenzione alla necessità di promuovere nuove competenze, che oggi mancano nel Ssn“. Competenze cruciali per gestire la rivoluzione digitale, la telemedicina e la robotica (solo per citarne alcune), che stanno cambiando l’assistenza di domani.

Insomma, c’è “uno iato troppo grande tra quello che entrerà in funzione fra 3-4 anni e la gestione corrente. Non dimentichiamo che la sanità oggi ha la necessità di recuperare il grande sforzo, anche finanziario, fatto per la gestione di Covid-19″, ha detto Giannotti. Un tema, quello economico, che oggi si somma alla questione delle maxi-bollette per l’energia. “Un problema reale per aziende sanitarie e ospedaliere”.

Secondo Giannotti dimostreremo di aver imparato la lezione della pandemia solo se “daremo più soldi al sistema sanitario. Mancano 4-5 miliardi ogni anno, tenendo conto che al Fondo sanitario nazionale va oggi il 6% del Pil, contro il 7-9% di Germania, Francia e Gran Bretagna. Una sfida che dobbiamo evidenziare a tutte le forze politiche che si stanno misurano in campagna elettrorale, ma anche al nuovo Governo e al nuovo Parlamento”.

Di questi temi si parlerà al Forum Mediterraneo, un appuntamento preparatorio in vista del Forum Risk Management di Arezzo (22-25 novembre), con un focus sull’applicazione degli obiettivi del Pnrr nelle regioni del Mezzogiorno. “Nell’ottica di fare in modo che gli investimenti in tecnologie rappresentino anche un’occasione per il Sud di superare lo storico gap rispetto al Centro-Nord in sanità”.

Ecco perché all’incontro di Bari sono chiamati a raccolta manager della sanità, esperti, professionisti e operatori sanitari: “Obiettivo, far tesoro delle idee e delle proposte che emergeranno nel corso del Forum. Anche in sanità – ricorda Giannotti – c’è una questione meridionale, che dobbiamo finalmente affrontare per la rigenerazione e il rilancio del sistema sanitario italiano”.

“Al Sud vi sono grandi eccellenze dal punto di vista delle strutture sanitarie, della professionalità e della formazione delle competenze degli operatori sanitari. Oggi investire nel Sud, superando i tetti alle assunzioni dei professionisti, è fondamentale – conclude – anche per ridurre i viaggi della speranza: l’onda dei pazienti che ancora si spostano al Centro e al Nord in cerca di cure”.

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