Giorgione e i suoi misteri nella collana d’arte Menarini

Giorgione
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Un artista misterioso, capace di affascinare ancora oggi con opere tra il sacro e il profano via via più criptiche e un uso sfolgorante del colore. Giorgione è uno dei maestri della scuola veneta, forse meno celebre del ‘principe dei pittori’ Tiziano, ma capace di fondere pittura, letteratura e scienza, sorprendendo per la capacità di lavorare sulle emozioni, rese attraverso un tonalismo quasi onirico, che forse per la prima volta rende il paesaggio davvero protagonista.

Zorzi da Castelfranco, detto Giorgione, è dedicato dell’ultimo volume della collana d’arte del gruppo Menarini. La monografia, a cura di Silvana editoriale, è stata presentata a Venezia alla presenza dell’autore, Giovanni Carlo Federico Villa.

L’impegno di Menarini: tre parole chiave

Il binomio tra arte e farmaceutica può stupire chi non conosce la storia dei volumi d’arte Menarini. Un impegno che si inserisce in questo periodo storico, difficile ma ricco di nuove sfide, come ha ricordato Eric Cornut, manager elvetico dal 2018 presidente di Menarini, nel corso dell’evento di presentazione del volume.

“Sono tre le parole su cui vi invito a riflettere: dubbio, fiducia e speranza. Dubbio perché oggi come oggi non si può non domandarsi dove stiamo andando. Ebbene, sono convinto che il futuro ci chiederà sforzi e lavoro. Ma chi vuole intervenire nel dibattito in corso deve poter suscitare fiducia, forte dei propri valori e di ciò che fa ogni giorno. La fiducia è fondamentale per essere ascoltati, ma occorre anche alimentare la speranza. Una speranza ispirata anche” dalla bellezza di città uniche, come “Venezia e Firenze”. Una speranza che nasce dalla consapevolezza dell’impegno necessario a far bene, ma anche dalla storia. “In questo momento di dubbio, cerchiamo di guadagnare fiducia e di dare speranza”, ha detto Cornut, convinto dell’importanza della farmaceutica per il futuro del Paese.

Eric Cornut

Giorgione e i suoi misteri

Ma chi è stato davvero Giorgione? Vissuto in pieno Rinascimento, ma capace di anticipare la sensibilità della pittura moderna, è morto di peste dopo aver dipinto per circa 15 anni. Della sua breve vita restano poche tracce: Giorgione non firmava le sue opere, è citato in pochissimi documenti d’archivio e la maggior parte delle sue creazioni sono di attribuzione incerta. Nonostante ciò, i suoi capolavori hanno affascinato i contemporanei. Pensiamo solo che della ‘Tempesta’, dove il miracolo della natura è reso dal cielo gonfio di nubi e squarciato da un fulmine, esistono decine di interpretazioni.

Ricche di simbologie spesso misteriose, le sue opere risentono delle richieste dei ricchi e raffinati committenti della Laguna. “Giorgione – ha spiegato Villa – è colui che, come si vede nel ‘Fregio delle arti liberali e meccaniche’, meglio di altri rappresenta il senso profondo del dialogo tra umanesimo e scienza, come traspare anche da ‘I Tre filosofi’, opera dai complessi significati allegorici. Dedicare un volume a Giorgione significa scegliere un artista rappresentativo dello spirito scientifico e della ricerca, che è nelle radici stesse di Menarini. Un autore che non si ferma nella sua ricerca, ma elabora costantemente qualcosa di nuovo. È così che sperimenta la pittura tonale: nei suoi dipinti e affreschi, la morbidezza della luce illumina figure che perdono i contorni”.

Giorgione
Un momento della presentazione della monografia su Giorgione all’Ateneo Veneto

Dalla data al luogo preciso di nascita, le notizie intorno a Giorgione sono molto scarse. “Quello che sappiamo per certo è che, in un arco di carriera poco più che decennale – prosegue Villa – Giorgione raggiunge una notevolissima fama, rimasta immutata nei secoli. Attento ai dibattiti filosofici del tempo, impara da Giovanni Bellini e da Giovan Battista Cima da Conegliano per giungere a una sintesi immergendo corpi e paesaggio in una luce morbida e densa, capace di connettere ogni contorno. Fondendo, l’uno nell’altro, ombre e cromie”.

Il paesaggio nelle sue opere diviene protagonista: preciso fin nei dettagli, diventa talvolta quasi più importante delle figure ospita, come si vede bene sempre nella ‘Tempesta’, ma anche nella ‘Venere’.

Il valore odierno delle sue opere sul mercato è difficile da stimare, ma secondo Villa il primato sotto questo aspetto è di Tiziano. Una sua opera è stata acquistata dalla National Galleries of Scotland e dalla National Gallery di Londra alcuni anni fa per 50 milioni di sterline (circa 56 milioni di euro).

Maestro di Tiziano, Giorgione è un artista esemplare di quel dialogo tra umanesimo e scienza che da oltre mezzo secolo Menarini esplora e propone al pubblico con i suoi volumi.

Menarini e l’arte

Iniziate nel 1956, le prime pubblicazioni si erano concentrate sui grandi temi della cultura europea, dall’arte greca a quella etrusca e romana. Poi, negli anni Sessanta, hanno cominciato a orientarsi verso la pittura italiana, nell’intenzione di raccontare a un pubblico di non addetti ai lavori la grande arte del Rinascimento e non solo, facendone scoprire protagonisti noti e meno conosciuti. Le monografie, capaci di collegare vita e opere degli autori, mettendone in rilievo l’evoluzione dell’aspetto umano e artistico, hanno così spaziato da Michelangelo, Caravaggio e Raffaello a Beato Angelico, Artemisia Gentileschi e Antonello da Messina.

Il Gruppo farmaceutico Menarini, con sede a Firenze, è presente oggi in 140 paesi del mondo. Con 3,922 miliardi di euro di fatturato, conta più di 17.000 dipendenti e 9 centri di Ricerca e Sviluppo. La produzione farmaceutica è realizzata nei 18 stabilimenti, in Italia e all’estero, dove sono prodotte e distribuite nei cinque continenti oltre 548 milioni di confezioni di farmaci l’anno.

“Menarini, con il volume su Giorgione, continua a celebrare l’arte italiana in tutto il mondo – hanno affermato in un messaggio Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del CdA di Menarini – Proprio per far conoscere i maestri italiani anche all’estero, oltre alla storica collana d’arte, il Gruppo continua anche il progetto digitale Menarini Pills of Art. Ad oggi, sono state pubblicate su YouTube, in otto lingue, più di 600 video pillole d’arte, con 28 milioni di visualizzazioni”.

Da Venezia rinascimentale, nuova Atene e centro del mondo allora conosciuto, il testimone passerà a Firenze: il prossimo artista protagonista delle monografie sarà infatti Botticelli. 

 

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