‘Doctor Laser’ la terza via per curare i traumi

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Si chiama ‘Doctor Laser’ la terapia a multifrequenza che aiuta a curare patologie muscolari, discopatie, problemi a legamenti e tendini. “Questa metodologia rappresenta la terza via fra chirurgia e terapia farmacologica”, ci racconta Elisabetta Parra, medico sportivo e responsabile del progetto Club Italia della Federazione italiana tennis.

“Il presidente della Fit, Angelo Binaghi, ha voluto con questo progetto garantire assistenza tecnica e medica agli atleti della federazione in tutti i tornei, compresi Wimbledon, gli US Open di NY e ovviamente gli Internazionali di Tennis di Roma”. Ma la metodologia, nata e perfezionata per gli sportivi, viene applicata a tutti, come racconta l’esperta, che parla di “molteplici funzioni: da quella anti-infiammatoria a quella rigenerativa. Questo tipo di laser agisce mediante la riattivazione del microcircolo dei tessuti. La metodologia fu messa a punto negli anni ‘80 da mio padre Pier Francesco”.

La versione attuale è più avanzata, fino a cinque lunghezze d’onda, e la ricerca continua per garantire una evoluzione costante”. In pratica è una laser terapia ad alta potenza, che può essere applicata anche nelle lesioni muscolari. “I muscoli – dice Parra – sono molto vascolarizzati e la luce ne promuove più facilmente il processo rigenerativo”. Questa terapia, sottolinea la dottoressa, “non è sostitutiva della chirurgia, ma può penetrare nei tessuti senza ‘taglio”.

La metodica ‘Doctor Laser’ è presente in Italia da circa quarant’anni, dice Parra, che di anni ne ha 36. Quando le chiediamo come funziona, spiega che “si tratta di micro sedute, durano fino a trenta-quaranta secondi ciascuna”. Il paziente viene sottoposto a una visita accurata per la valutazione diagnostica della patologia: se rientra fra quelle trattabili, inizia un iter personalizzato. “I cicli durano dai tre ai quattro giorni, a una distanza di 14 giorni l’uno dall’altro”, spiega l’esperta.

La terapia nasce per dare un supporto immediato agli sportivi: “È importante il fatto di trovarsi sul campo, il mio team segue gli atleti italiani nei vari tornei – chiarisce Parra – per aiutarli in caso di problemi. L’intervento va somministrato nelle prime 24 ore dal trauma, per garantire un recupero rapido e la cicatrizzazione, che consente di ridurre il rischio di recidiva”.

Ma spesso ricorrono al laser anche gli sportivi amatoriali. Parra fa un esempio concreto: “Il gomito del tennista (epicondilite) non è così frequente nel professionista, ma si verifica spesso nei giocatori amatoriali, ed è collegato a un meccanismo di danno vibratorio”. E c’è una curiosità sul padel, sport tanto in voga in questo periodo. “Dai dati clinici e dei pazienti che ho visitato – conclude Parra – sembra che il padel sia più traumatico del tennis, in particolare per ginocchio, caviglia e gomito”.

 

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