Per molti italiani, in effetti, non è solo un gioco. Nel nostro Paese si stimano circa 120-200mila soggetti che rientrano nei criteri per il Dga, disturbo da gioco d’azzardo. Una malattia spesso associata “a depressione, ansia, disturbi da uso di sostanze e rischio suicidario, che può essere sia conseguenza che fattore predisponente per altre patologie”. Parola di Giovanni Martinotti, ordinario di Psichiatria, Università G. d’Annunzio di Chieti e membro del tavolo tecnico Salute Mentale e Dipendenze presso il ministero della Salute, che ha analizzato il problema nel recente incontro promosso a Roma da Novomatic Italia, dal tema “Strategie e innovazione per il gioco responsabile. Le persone al centro di un’industria sostenibile”.
Un appuntamento che ha riunito specialisti di vari settori, operatori, accademici e rappresentanti delle Istituzioni, in una giornata di riflessione e confronto. Al centro del dibattito le sfide sociali e regolatorie che attraversano la filiera. Il gioco può infatti “diventare disfunzionale e compulsivo, alterando la capacità di giudizio e il controllo degli impulsi”, spiega Martinotti.
Identikit di un disturbo in aumento
Il disturbo da gioco d’azzardo è una condizione psichiatrica caratterizzata da un comportamento persistente e problematico, con un impatto rilevante sulla salute mentale, le relazioni familiari e sul tessuto socioeconomico. E il trend è in crescita nel nostro Paese.
“Sono fondamentali la prevenzione precoce, l’educazione sui rischi del gioco, l’introduzione di limiti autoimposti (come l’autoesclusione), il supporto psicoterapeutico e, in alcuni casi, il trattamento farmacologico e le tecniche di brain stimulation, come quelle che stiamo portando avanti con successo presso il nostro centro di ricerca”, sottolinea lo specialista dell’Università di Chieti-Pescara.
I numeri del settore
Facciamo un passo indietro. Stando al rapporto di Nomisma realizzato in collaborazione con Novomatic Italia, nel 2024 il comparto ha generato 20,8 miliardi di euro di valore aggiunto – pari all’1,1% del Pil – attivando oltre 324 mila posti di lavoro lungo tutta la filiera. Solo il gioco su rete fisica ha contribuito con 9,2 miliardi al gettito erariale, ovvero l’88% delle entrate del comparto. Numeri che raccontano non solo una rilevanza economica, ma anche la necessità di evitare derive illegali e promuovere modelli di gioco legale e controllato.
Come intervenire (e le potenzialità delle tecnologie)
Le aziende possono svolgere un ruolo attivo e sociale, supportando la ricerca scientifica, collaborando con le associazioni di settore, investendo in tecnologie di prevenzione e promuovendo comportamenti consapevoli tra i giocatori. “Rimane urgente la necessità di una riforma complessiva del gioco pubblico su reti fisiche, che non si limiti a interventi frammentari o emergenziali”, evidenzia Giovanni Kessler, Consigliere tecnico ACADI, Associazione concessionari di giochi pubblici. Una riforma “che consolidi l’equilibrio tra legalità, tutela effettiva dei consumatori e sostenibilità economica per le filiere in concessione, ribadendone il ruolo nella gestione ordinata dell’offerta e nel contrasto all’illegalità”.
Kessler pensa all’introduzione di soluzioni agili e tecnologicamente assistite per controllare l’accesso ai punti vendita e verificare l’età dei giocatori. E all’adozione di algoritmi basati sull’AI per segnalare ad utenti ed esercenti situazioni a rischio. Nel corso dell’incontro è stato presentato un innovativo sistema basato sul riconoscimento facciale, capace di identificare comportamenti a rischio e impedire la prosecuzione del gioco da parte di soggetti fragili, fino all’esclusione automatica da tutte le sale sul territorio nazionale.
Oltre a contrastare forme patologiche di gioco, la tecnologia consentirebbe di prevenire l’accesso dei minori agli apparecchi di intrattenimento, contribuendo a una maggiore protezione delle fasce vulnerabili.
“Da tempo ci si interroga sull’efficacia degli strumenti di prevenzione delle dipendenze da gioco, e l’azienda crede fortemente che momenti di confronto tra gli esperti siano di fondamentali – ha commentato Markus Buechele, Ceo Novomatic Italia – Solo un lavoro sinergico infatti può contribuire fattivamente alla tutela della salute pubblica, che è un bene primario per ognuno di noi, e alla sostenibilità dell’industria del gioco legale in cui operiamo. Il nostro Gruppo da 45 anni produce tecnologia in tutto il mondo, siamo pronti a presentare la nostra proposta innovativa basata sull’uso dell’intelligenza artificiale, sugli strumenti di analisi predittiva e sul machine learning”.
Il futuro del gioco nel rispetto della salute
Un riordino del settore è auspicato da più parti, per garantire equilibrio tra sostenibilità economica, responsabilità sociale e rispetto della legalità. “Quella di oggi è un’iniziativa importantissima – sottolinea il senatore Guido Quintino Liris della Commissione Bilancio, parlando con Fortune Italia – perché accende i riflettori su uno dei temi più importanti anche in termini di entrate per lo Stato. Il gioco deve essere responsabile e monitorato, grazie a un sistema normativo che tenga conto delle esigenze delle compagnie che investono su questo settore, ma che non può lasciare da solo il consumatore, spesso fragile. Parliamo anche di minori. Oggi le tecnologie ci consentono di monitorare il flusso di denaro, il flusso dell’utenza e anche di verificare tramite le Asl e i Dipartimenti prevenzione quali sono gli abusi e le debolezze, le fragilità”.
“Il sistema di governance italiano si è attivato con una riforma del gioco online – ha ricordato la senatrice Elena Murelli della Commissione Sanità – e adesso stiamo procedendo con la riforma del gioco tradizionale. La governance del sistema del gioco deve coinvolgere direttamente tutti gli stakeholder, quindi il ministero della Salute, quello dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia dei Monopoli, ma anche il sistema territoriale, quindi le Regioni, le aziende sanitarie locali. L’accademia e il mondo della ricerca possono sviluppare l’innovazione e monitorare i dati”.
“Sostenere il gioco legale – ha sottolineato il senatore Fausto Orsomarso della Commissione Finanze – significa tutelare un settore economico che contribuisce in modo rilevante alle entrate pubbliche e all’occupazione, ma soprattutto presidiare un ambito delicato, in cui la responsabilità delle Istituzioni deve tradursi in strumenti efficaci di prevenzione. Dobbiamo garantire un equilibrio tra libertà di scelta del consumatore e protezione dei soggetti più fragili – giovani, anziani, persone vulnerabili – contrastando con fermezza ogni deriva patologica. La sfida è costruire un sistema sempre più trasparente, controllato e innovativo, capace di coniugare sostenibilità economica, tutela sociale e legalità”.
L’obiettivo allora è quello di “regolamentare questo settore in maniera corretta – ha concluso il senatore Giorgio Salvitti – Il ricavato potrebbe essere reinvestito proprio per progetti a tutela della salute. Un tavolo parlamentare intersettoriale tra finanze, salute, innovazione è auspicabile per promuovere una riforma organica del settore, che metta al centro legalità e responsabilità sociale”.

