L’estate è una stagione di viaggi, vacanze, leggerezza. Nuovi amici, serate, amori. Non a caso, forse, è anche la stagione in cui si diffondono più facilmente le infezioni trasmesse attraverso il sesso, malattie in preoccupante aumento Europa, in particolare tra i giovani. Parliamo di Hiv, ma anche di sifilide, gonorrea, Clamidia. A preoccupare gli specialisti è la constatazione che i ragazzi, più vulnerabili, sono anche poco informati. E questo accade anche in Italia.
Sesso e salute: giovani poco informati
“È vero, in tema di Hiv e infezioni trasmesse per via sessuale i giovani sono ancora troppo poco informati, ma chiediamoci il perché. In Italia esiste da 38 anni il Telefono Verde Aids dell’Istituto superiore di sanità (Iss), dove si possono porre domande sul come contagiarsi, ma anche su cosa fare e dove andare per fare i test. Questo vale per tutte le malattie sessualmente trasmesse”, dice a Fortune Italia Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma. “Evidentemente, però, non basta”.
C’è confusione sui soliti sospetti: dal bacio alle zanzare
Insomma, nonostante siano i più esposti a questi virus, e in barba alla comunicazione social, in molti casi i giovani sono disinformati, tanto che al Telefono Verde Aids dell’Iss vengono ancora poste domande sulla possibilità di essere contagiati con un bacio o una puntura di zanzara, come evidenziano i dati di un’analisi condotta dall’Istituto.
“E questo in barba allo storico bacio di Ferdinando Aiuti, infettivologo del Policlinico Umberto I, a una giovane Rosaria Iardino nel 1991 per chiarire che l’Hiv non si trasmette appunto in questo modo”, sottolinea Ciccozzi. Ma gli anni sono passati, l’Hiv fa meno paura ma soprattutto per la Gen Z molte cose sono nuove. E a dircelo sono i numeri.
L’impennata di casi in Europa
Negli ultimi 10 anni in Europa i casi di sifilide, gonorrea e clamidia sono aumentati rispettivamente del 100%, del 321% e del 13% secondo i dati pubblicati di recente dal Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle malattie (Ecdc). Quanto al nostro Paese, nel 2024 il numero complessivo di persone con infezione da Hiv è stimato intorno a 140mila. Ancora oggi 8.600 persone in Italia sono positive al virus senza saperlo, e circa 27mila hanno una carica virale non soppressa.
Ma se oggi i ragazzi – più che pensare al sesso protetto – guardano con sospetto “zanzare e insetti, o si interrogano sui rischi dopo aver condiviso una bibita o del cibo, oppure dopo aver frequentato un bagno pubblico, cosa abbiamo sbagliato?”, si chiede l’epidemiologo.
“Sicuramente le più recenti epidemie hanno favorito una misteriosa dimenticanza, tanto che l’Hiv sembra per la popolazione generale una malattia negletta. Ebbene, la verità è che le malattie sessualmente trasmesse non sono e non saranno mai neglette: siamo noi, la nostra sanità, a trascurare l’informazione dei giovani. Il fatto è che la prevenzione non è una spesa, ma un investimento. Però in questo ambito sembriamo averlo dimenticato”.
Ecco perché “dobbiamo tornare a parlare di questi nemici della salute ai ragazzi”, insegnando loro come proteggersi, conclude lo specialista.


