Il segreto del successo e la mentalità Delulu per una star del tennis

Billie Jean King successo

La Generazione Z potrebbe aver ragione quando afferma che avere una mentalità “delulu” (detto di chi si abbandona a fantasie irrealizzabili e destinate a essere infrante, dall’inglese Delusional, che significa Illuso), è il segreto del successo. Almeno stando alla leggenda del tennis Billie Jean King: “Se pensi di essere un fallito, fallirai. Se pensi di essere un vincente, vincerai”, dice a Fortune.

È probabile che, dopo aver perso un importante colloquio di lavoro o – nel mondo di Billie Jean King – una partita di tennis, saprai esattamente dove hai fallito. Ma ti sei mai chiesto, dopo aver vinto, perché esattamente hai avuto successo?

“La gente continua a pensare: si impara di più dai fallimenti”, ha dichiarato a Fortune l’81enne leggenda del tennis al Power of Women’s Sports Summit presentato da e.l.f. Beauty. Invece, dice, l’1% “impara a vincere”. Pensare positivo ha un potere. “Se pensi di essere un fallito, fallirai. Se pensi di essere un vincente, vincerai”, ha detto l’ex tennista americana numero 1 al mondo.

Il motivo per cui le persone che si definiscono vincenti ottengono successo è perché analizzano i propri punti di forza e ciò che le ha portate a vincere, e poi si impegnano a fondo.

Insomma, il segreto è nel farsi delle domande. “Quando vinci, è importante chiedersi: perché ho vinto?”. Ma anche: “Quale frase ho scritto bene? Sono stato gentile con gli altri? Tutte queste cose sono elementi costitutivi per una vita migliore”, ha detto la campionessa.

Prima di diventare un’icona globale, vincere 39 titoli del Grande Slam, lottare per la parità salariale e poi fondare la Women’s Tennis Association, King ha sempre avuto l’innata convinzione che avrebbe avuto successo.

Fin da quando era una bambina a Long Beach, in California, con una racchetta, un padre operaio, pochi soldi da parte e pochissimi allenatori, King era convinta di essere destinata a diventare una stella.

“Ecco come la pensavo da giocatrice junior: ogni volta che vincevo una partita, era solo un trampolino di lancio per diventare la numero uno al mondo”, ha detto a Fortune. “Non ho mai pensato al tennis junior. Tutto quello che facevo era per diventare la numero uno al mondo da adulta”.

Questa mentalità a lungo termine significa che le piccole vittorie lungo il percorso non erano il punto di arrivo, ma materiale di studio.

Quest’abitudine è diventata uno dei pilastri del suo successo, ma la campionessa afferma di averla davvero messa in pratica durante una partita ad alto rischio a Wimbledon contro Tracy Austin nel 1982. Per la prima volta in assoluto, King ha battuto Austin, nonostante questa avesse il doppio dei suoi anni.

King era pienamente consapevole che Austin conosceva tutte le sue mosse e avrebbe anticipato il suo colpo preferito. Quindi l’unico modo per vincere era sfruttare il suo colpo più debole. Ci ha provato e ha funzionato.

Quel momento ha rafforzato una convinzione fondamentale che la accompagna da allora: il successo deriva dalla comprensione esatta di cosa serve per vincere. “Devi sapere perché vinci”, dice. “Non imparo di più quando perdo. Imparo di più quando vinco”.

Insomma, per King il feedback non è solo qualcosa che si applica dopo un fallimento. È anche l’abitudine di porsi domande difficili dopo un momento di euforia. “Qual è il tuo punto di forza? Sfruttalo”, conclude.

L’articolo completo è su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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