Scompenso cardiaco, tre pilastri per un Piano nazionale

scompenso cardiaco

Nella sfida all’insufficienza cardiaca, vera e propria pandemia non infettiva che si allarga a macchia d’olio sia per il progressivo invecchiamento della popolazione, si definiscono contorni e prospettive in un Policy Paper dedicato presentato a Roma, a Palazzo Wedekind, nell’ambito del convegno “Verso un Piano Nazionale per lo Scompenso Cardiaco”.

Cuore: novità per l’assistenza dei pazienti con scompenso

Diagnosi precoce, per superare l’impasse di casi scoperti sempre troppo avanti con ricadute sulla salute del singolo e sulla spesa sanitaria. PDTA, per offrire percorsi di cura strutturati e standardizzati, pur se con le necessarie chiavi di lettura regionali. E poi, nell’ottica di massimizzare l’appropriatezza delle terapie e di favorire una dinamica assistenziale sociale oltre che sanitaria, la disponibilità di piattaforme digitali interconnesse come strumenti di raccolta dati e base irrinunciabile dell’integrazione tra ospedale e territorio.

Il percorso, elaborato da parte di un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha coinvolto specialisti, medici di medicina generale, associazione pazienti e rappresentanti delle Istituzioni, si propone per provare a definire risposte ad una patologia che interessa circa un milione di persone ed è la prima causa di ospedalizzazione negli over 65. Le riospedalizzazioni, in particolare, rappresentano la voce più rilevante della spesa sanitaria correlata allo scompenso: circa l’85% dei costi annui sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale per la gestione di ciascun caso, stimati in 11.800 euro, è infatti riconducibile ai ricoveri.

Tre gli assi portanti del documento. In primo luogo il Policy Paper propone l’importanza della diagnosi precoce, specie per i soggetti più esposti a sviluppare la patologia cronica per età o per la presenza di fattori di rischio cardiovascolari o metabolici. In questo senso, si è posto come elemento basilare per lo sviluppo di una presa in carico rapida ed ottimale dei pazienti il ricorso ad un test come l’NT-proBNP, da non limitare solamente a casi conclamati o al momento del ricovero ma da rendere accessibile e rimborsabile anche in ambito territoriale, per cominciare ad affrontare la patologia prima che divenga conclamata.

Tra gli auspici, gli estensori del documento hanno anche auspicato che nell’ambito del prossimo aggiornamento del Nomenclatore tariffario, sia incluso questo esame per tutti i soggetti a rischio, superando il limite attuale della compartecipazione per alcune categorie di pazienti.

Tra gli altri punti emersi, va sottolineata la necessità di linee guida per percorso di presa in carico del paziente con scompenso cardiaco strutturato, integrato e multidisciplinare. L’obiettivo potrebbe essere giungere ad un PDTA gestionale unico per la gestione della patologia, che coniughi uniformità applicativa e adattamento alle peculiarità epidemiologiche, organizzative e infrastrutturali di ciascun territorio, garantendo equità di accesso e uniformità di trattamento. Il tutto, considerando il ruolo sempre più importante del setting assistenziale territoriale e un’attribuzione chiara dei compiti e della gestione del paziente per tutti i sanitari impegnati nell’approccio alla patologia.

Nell’ambito di questo approccio strategico non possono mancare misurazioni attraverso sistemi di monitoraggio e valutazione con indicatori di processo ed esito verificabili, censimento dei pazienti e delle strutture coinvolte, analisi periodiche della qualità delle cure e del rapporto costo-efficacia. In ultimo, ma non certo per importanza, il Policy Paper punta l’attenzione sull’integrazione ospedale–territorio attraverso strumenti digitali, primo tra tutti il Fascicolo Sanitario elettronico come piattaforma interoperabile nazionale, integrata con i sistemi regionali e con i programmi di telemedicina, per garantire condivisione tempestiva e completa delle informazioni cliniche. Si auspica anche l’inserimento di telemonitoraggio, televisite e teleconsulti come modalità ordinarie di presa in carico, particolarmente efficaci nei pazienti fragili e polipatologici, al fine di prevenire riospedalizzazioni, integrando anche le farmacie nel sistema.

Il Gruppo di Lavoro è stato organizzato con il contributo non condizionante di AstraZeneca Italia, Roche Diagnostics e Bayer Italia. Le attività si sono svolte con il contributo di Membri delle Istituzioni, di rappresentanti delle principali società scientifiche, quali l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri – ANMCO, la Società Italiana di Cardiologia – SIC, la Società Italiana di Diabetologia – SID, l’Associazione Medici Diabetologi – AMD, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale – FIMMG, la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie – SIMG, il Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani SNAMI, la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti – FADOI, la Società Italiana di Medicina Interna – SIMI, oltre al contributo delle associazioni pazienti di riferimento, come l’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci AISC e Diabete Italia Rete Associativa ODV.

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.