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Ricerca e sviluppo per ‘curare’ il dolore

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Investimenti in ricerca e sviluppo, anche in Italia. E molta formazione. Il Gruppo Grünenthal, industria farmaceutica specializzata nel dolore, nella gotta e nell’infiammazione, punta sull’innovazione. Ne parla l’amministratore delegato di Grunenthal Italia Aldo Sterpone. 

Quanto spazio riserva Grünenthal Italia alla ricerca & sviluppo?

“La prima cosa da dire è che Grünenthal riserva al settore R&S un’attenzione elevata tanto è vero che il nostro investimento è di livello superiore alla media del settore. In aggiunta a ciò va assolutamente sottolineato che l’impegno in R&S di Grünenthal nasce da una attenta analisi delle esigenze di clinici e pazienti per ritornare agli stessi fornendo risposte terapeuticamente all’avanguardia. Come risaputo l’attenzione di Grünenthal in R&S è fortemente orientata all’area terapia del dolore con l’obiettivo di fornire trattamenti innovativi e tecnologie all’avanguardia”.

La formazione è solo tecnica o si avvale anche di altri corsi per le risorse umane?

“In un ambito come quello farmaceutico è fondamentale fornire una formazione tecnico scientifica di un livello quanto più alto possibile; detto ciò non possiamo dimenticare che la formazione deve andare oltre questo ambito. Il presupposto su cui abbiamo lavorato per costruire la formazione interna si basa sull’idea che non può esserci reale cambiamento o crescita se il dipendente non ha lavorato sulla sua intelligenza emotiva e sulla consapevolezza di sé. Un esempio concreto è stato il corso di self-efficacy; siamo partiti dall’atteggiamento dei singoli nei confronti delle sfide e del pensiero positivo in assoluto, per arrivare a parlare delle diverse tecniche di autoefficacia. Sono stati forniti strumenti pratici e sono state sperimentate tecniche provenienti da diverse realtà internazionali, come la Mindfulness o la Self Portrait Experience”.

“Grunenthal si impegna a fornire innovazioni terapeutiche significative per soddisfare i pazienti che ne hanno bisogno. Inoltre, il nostro spirito di collaborazione, molto apprezzato, sta contribuendo ad aumentare la comprensione dei meccanismi che stanno alla base del dolore e che ci permetteranno di scoprire e produrre i farmaci del futuro”.  Di quali malattie stiamo parlando?

“Grünenthal è l’azienda leader nella terapia del dolore. In questi anni Grünenthal si è impegnata per portare avanti la visione di “Un Mondo Libero dal Dolore”. Ci consideriamo dei facilitatori in questa visione, attraverso la costituzione di reti globali per riunire i migliori esperti nel campo e creare insieme le soluzioni necessarie. A questo scopo e a titolo di esempio, lo scorso anno abbiamo fondato PainSolve: una piattaforma online non commerciale per i ricercatori nel campo del dolore di tutto il mondo, che consente la creazione e lo scambio di conoscenza. Abbiamo ancora necessità di ulteriori e migliori ricerche nell’ambito del dolore: per il futuro abbiamo deciso di concentrarci su patologie che presentano un’elevata esigenza medica insoddisfatta, come la sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS). A giugno del 2018 abbiamo lanciato due sperimentazioni cliniche nell’ambito del nostro programma centrale di fase III per studiare il neridronato, nel trattamento di tale patologia. Si tratta della forma di dolore cronico di intensità più elevata secondo il McGill Pain Questionnaire, più doloroso dell’amputazione di un dito senza anestesia o del parto. Attualmente non sono disponibili farmaci approvati dalla FDA o dall’EMA; la FDA ha riconosciuto l’esigenza insoddisfatta per la CRPS e il potenziale del neridronato in questa patologia, concedendo la designazione di terapia fortemente innovativa (Breakthrough Therapy), il riconoscimento di una corsia preferenziale (Fast Track) e la designazione di farmaco orfano (Orphan Drug)”.

Qual è la vostra politica commerciale e cosa pensa del caro farmaci?

“La nostra filosofia è centrata sull’offerta di soluzioni terapeutiche all’avanguardia, sempre con un occhio di riguardo alla sostenibilità del sistema. Quando si parla di prezzo dei farmaci, spesso si fanno considerazioni legate al costo del farmaco scorporato dal resto del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale del paziente. Il prezzo del farmaco è solo uno degli elementi da prendere in considerazione ma non è l’unico.  In realtà la valutazione dovrebbe ricomprendere al suo interno tutti gli elementi propri del percorso di gestione e cura del paziente e considerare il costo del farmaco all’interno di tale percorso, valutando in modo appropriato le ricadute (terapeutiche ed economiche) sullo stesso percorso, derivanti dall’utilizzo di un dato farmaco, che idealmente dovrebbe avvenire nel momento più adeguato, per il tempo previsto e con i dosaggi corretti. In buona sostanza non possiamo non considerare, come anche recentemente affermato da Farmindustria, che i farmaci contribuiscono all’allungamento e alla qualità della vita, riducendo spesso i costi nelle altre voci di spesa socio-sanitaria. Teniamo inoltre ben presente che i prezzi dei farmaci rimborsati in Italia sono tra i più bassi in Europa. Infine, il sistema Paese è all’avanguardia nei meccanismi di controllo e di gestione della spesa farmaceutica, anche grazie agli accordi tra aziende del farmaco e Aifa sui registri di monitoraggio che sono a costo zero per l’Agenzia, perché a carico delle imprese. Questa è una best practice italiana”.