1 Luglio 2019

È partnership tra Fondazione Maverx e la Medical Valley italiana

Fortune

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Una stretta di mano tra Fondazione Maverx e il Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola sancisce la nuova partnership mirata allo sviluppo dell’ecosistema del distretto biomedicale. ‘This is the future’ è il Manifesto di impegni che hanno definito le parti per “costruire un ecosistema con alla base una forte comunità di talenti specializzati nella produzione di tecnologie per la vita”, afferma Francesca Veronesi, presidente di Fondazione Maverx biomedical futures.

L’accordo ha valenza triennale, ma l’obiettivo è di farne una costante del lavoro sul territorio. Tanto è vero che prevede anche il trasferimento della sede legale di Fondazione Marverx presso il TPM di Mirandola. “Abbiamo la fortuna di nascere in un territorio che ospita oltre 100 aziende dell’ambito life sciences, di fatto la prima Medical Valley italiana. Intendiamo rafforzare la contaminazione e mettere in campo nuovi approcci coinvolgendo tutti i soggetti della filiera dell’innovazione. Per fare questo consolideremo la partnership tra mondo imprenditoriale, scientifico e finanziario”, aggiunge Veronesi.

Le due strutture lavoreranno insieme per la promozione e la valorizzazione del distretto biomedicale e delle sue eccellenze, anche attraverso eventi di corporate matching e open innovation. Si attiveranno per lo sviluppo di progetti europei per il TPM e il territorio. Sosterranno attività di incubazione e accelerazione di idee e start up, anche attraverso lo sviluppo dell’area corporate incubation per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo. Promuoveranno la divulgazione scientifica di tecnologie biomedicali e le partnership con università, centri di ricerca nazionali ed internazionali, strutture sanitarie.

“Non possiamo che esprimere grande soddisfazione per la collaborazione che nasce oggi”, afferma l’assessore all’economia, alla ricerca e alla ricostruzione della Regione Emilia-Romagna Palma Costi. “Ricordiamo che siamo in un territorio che ha subito un sisma devastante, il primo in una zona ad alta densità industriale. Dall’evento del sisma in poi, per il biomedicale e le industrie della salute in genere, sono stati mobilitati investimenti per la ricerca e sviluppo per quasi 60 mln di euro, con contributi regionali superiori ai 25 mln. Oltre 180 i posti di lavoro generati in ricerca”. Il Tecnopolo, nato proprio dopo il sisma, si è trasformato in un “Biomedical village” in grado di catalizzare investimenti; è interconnessione per lo sviluppo di progetti di ricerca tra imprese, laboratori privati, università. Ora si deve continuare a crescere, con la scienza e l’innovazione aperta, per garantire lo sviluppo e la buona occupazione, “creando collaborazioni tra soggetti diversi ed aprendovi ulteriormente alle numerose potenzialità che la regione offre”.

Nel corso dell’evento, sono stati proposti diversi contributi. “Come azienda – dichiara Michele Perrino, presidente e ad di Medtronic Italia, advisor di Maverx – sentiamo la forte responsabilità di sostenere un ecosistema che ha un potenziale di crescita enorme nella produzione di valore italiano. Metteremo, come Medtronic, le nostre competenze a disposizione per facilitare e velocizzare la creazione di un sistema virtuoso con l’obiettivo di generare ancora più valore grazie alle capacità di Mirandola, che da sempre rappresenta l’anima medtech italiana nel Mondo”.

“Il TPM di Mirandola – ha spiegato Giuliana Gavioli, consigliere delegato della Fondazione Democenter-Sipe per il TPM- è un laboratorio di ricerca industriale e innovazione finanziato dalla Regione Emilia Romagna, nato in partnership con l’Univesità di Modena e Reggio Emilia, ospitato in edifici e spazi del Comune di Mirandola, gestito da Fondazione Democenter e sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e dalle imprese del distretto”.

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