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Coronavirus: proteggere chi distribuisce i farmaci

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Servono mascherine e dispositivi per i dipendenti che lavorano nelle aziende di distribuzione intermedia dei farmaci. Il rischio è che le farmacie rimangano sprovviste di farmaci perché i dipendenti che lavorano in questo comparto nevralgico, l’anello di congiunzione tra le aziende farmaceutiche e le farmacie, non possono svolgere il proprio lavoro in sicurezza. A lanciare l’appello al ministero della Salute è Federfarma Servizi, l’Associazione nazionale delle società di servizi per le farmacie.

“Con la presente abbiamo urgenza di sottoporre alla Vostra attenzione la condizione di estrema criticità in cui versa il comparto della Distribuzione Intermedia del farmaco, che Federfarma Servizi rappresenta nella loro natura di Società di Farmacisti”, scrive l’Associazione in una lettera indirizzata, oltre che al ministero della Salute, anche alla Protezione Civile, al Commissario Straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri. “Da 27 giorni (le nostre aziende) lavorano ininterrottamente in prima linea al servizio del Sistema sanitario nazionale, consegnando senza sosta farmaci, dispositivi medici e ogni prodotto necessario a farmacie, parafarmacie e strutture sanitarie per fronteggiare il drammatico momento che sta attraversando il nostro Paese”, ora “abbiamo necessità di un Vostro autorevole intervento per affrontare alcune importanti problematiche che rischiano di mettere in pericolo il servizio pubblico essenziale che stiamo svolgendo a favore del nostro Paese e che mai come ora ha evidenziato la sua valenza fondamentale, supportando quotidianamente i farmacisti nell’assistenza sanitaria alla popolazione tutta e garantendo che ciò avvenga all’interno di una filiera certificata a tutela della salute pubblica”.

Federfarma Servizi vuole mettere in sicurezza i dipendenti delle sue aziende: “abbiamo estrema difficoltà di reperimento delle mascherine chirurgiche, dispostivi di protezione individuale e di ogni altro strumento di protezione e contenimento del contagio per la sicurezza del personale e ciò sta stressando fortemente la capacità delle nostre Aziende di svolgere regolarmente il ruolo cui sono chiamate”.

E prosegue sottolineando l’impossibilità di portare avanti il lavoro entro gli stessi ‘confini di sicurezza’ stabiliti nel Decreto Legge n.18 del 17 marzo u.s. all’articolo 16 comma 1, “ci corre l’obbligo di informarVi di versare in una tale condizione di emergenza nel reperimento dei suddetti prodotti, da non riuscire ad assicurare ai nostri operatori le mascherine chirurgiche richieste dal citato decreto“.

La richiesta, dunque, è “un chiarimento formale sulla validità degli strumenti individuati nel suddetto decreto, così da restituire serenità a chi da settimane lavora ininterrottamente per la salute del Paese”. E ancora assicurare ai lavoratori “la fornitura di quanto indispensabile per chi ogni giorno allestisce nei magazzini le consegne di quanto necessario alle farmacie italiane, di chi ogni giorno guida mezzi per raggiungere le farmacie in ogni parte della nostra Nazione e assicurarsi che il farmacista possa ricevere tutto quanto essenziale per rispondere alle incrementate esigenze della nostra comunità sociale”.

“Non potendo più essere garantiti i contatti con i farmacisti – prosegue – Vi comunichiamo che verrebbe messa a rischio la possibilità di effettuare le consegne in farmacia e la capacità da parte di quest’ultima di svolgere il suo fondamentale ruolo di presidio sanitario sul territorio”, conclude.

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