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Novità sui vaccini Covid, alleanze contro le varianti

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Vaccini a tutto gas. Un po’ come aveva scelto di fare un anno fa il mondo scientifico all’inizio della pandemia con la condivisione della sequenza genomica di Sars-Cov-2, il Coronavirus che sarebbe sorto agli onori della cronaca come causa di Covid-19, anche l’universo delle aziende farmaceutiche ha capito che l’unica strada per riuscire a produrre quantità di vaccino sufficienti è quella di allearsi.

 

E così, dopo Novartis e Sanofi che produrranno il vaccino di Pfizer-BioNTech, e Bayer che si occuperà del siero di Curevac, ecco anche Gsk. L’azienda britannica, già impegnata a produrre 100 milioni di dosi del vaccino sviluppato dalla società tedesca, ha stretto con quest’ultima un ulteriore accordo da 150 milioni di euro per lavorare allo sviluppo di quelli che già possiamo chiamare vaccini anti-Covid di seconda generazione. Quelli, cioè, sviluppati appositamente per essere efficaci contro le varianti del virus. L’obiettivo è renderli disponibili sul mercato a partire dal 2022.

 

La necessità di ampliare quanto più possibile e quanto prima possibile l’armamentario di prevenzione contro l’infezione da Covid-19 è tale che continuano anche le ormai note ‘rolling review’ dei dossier con i dati dei candidati vaccini. Questa volta si tratta di NVX-CoV2373, la molecola di Novavax attualmente in fase intermedia dello studio clinico. L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha deciso di iniziare a valutare i dati derivanti dalle analisi pre-cliniche, cioè quelle eseguite in laboratorio, unitamente a i primi dati resi disponibili dall’azienda sulle fasi iniziali degli studi clinici.

 

Se questo è quanto interessa le molecole in fase più avanzata di sviluppo, molto bolle in pentola anche per quanto riguarda i candidati vaccini che si trovano più indietro. E questa volta giochiamo in casa. È recente la notizia che ‘Covid-eVax’, il vaccino ideato da Takis e sviluppato in collaborazione con Rottapharm Biotech, ha ricevuto il via libera da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla sperimentazione clinica per valutarne sicurezza ed efficacia, per i quali occorreranno circa tre mesi.

 

Diversamente agli ormai noti vaccini a mRna di Pfizer e Moderna, il vaccino Takis-Rottapharm è a Dna. La molecola di acido desossiribonucleico, iniettata nel muscolo, determina la produzione di una porzione della proteina Spike del virus, stimolando una reazione immunitaria. “L’efficienza del processo è aumentata dalla tecnica dell’elettroporazione, che favorisce il passaggio del Dna all’interno delle cellule in maniera semplice, rapida e senza effetti collaterali grazie a lievi e brevi stimoli elettrici”, riporta una nota stampa.

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