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Boheringer Ingelheim, sale il fatturato 2020 e grandi investimenti

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Boheringer Ingelheim

Diffusi oggi i risultati finanziari 2020 di Boheringer Ingelheim. Il Gruppo farmaceutico registra un fatturato globale netto di 19,57 miliardi (+3% rispetto al 2019) e una crescita profittevole segnata da un + 12,5% del reddito al netto delle imposte che si attesta a 3,06 miliardi di euro.

Sono 441 i milioni di euro complessivi del fatturato del branch italiano, in flessione di 2 punti rispetto all’anno precedente, composto dalle vendite dei medicinali per uso umano e dal business dell’animal health. Sostanzialmente stabile (+0,1%) la performance di quest’ultimo segmento, trainato dal comparto dei prodotti per animali da compagnia. Flessione di 2,4 punti invece per quello dello Human Pharma, complice la mancata continuità di assistenza sanitaria e quindi terapeutica relativa soprattutto ai malati cronici, che hanno avuto oggettive difficoltà a relazionarsi con i propri medici anche in modalità virtuale.

“La pandemia ha purtroppo avuto un impatto importante anche sulla continuità di assistenza ai pazienti cronici, nonchè sulla riduzione delle diagnosi e il rinvio delle visite mediche, comportando un ridotto accesso alle terapie, le cui conseguenze avranno un seguito significativo anche in futuro vedremo le conseguenze anche negli anni a venire”, commenta il presidente del gruppo Boheringer Ingelheim Italia, Morena Sangiovanni.

E’ importante però guardare anche a quello che ha insegnato quest’ anno di Covid. “L’emergenza ha creato l’opportunità di un dialogo rinnovato e costruttivo tra le istituzioni e il comparto farmaceutico. La coesione sociale che si è creata per fronteggiare questa pandemia ha fatto sì che anche le aziende farmaceutiche fossero considerate parte integrante del sistema Paese e che ci fosse un maggiore riconoscimento del ruolo reciproco nell’ottica di produrre salute, accelerando i processi anche grazie a collaborazioni pubblico-private. Questo dialogo sta continuando e spero possa rimanere anche dopo l’emergenza. Altro aspetto positivo nato dall’emergenza è stato l’impulso alla transizione digitale delle aziende e alla modernizzazione del lavoro anche nell’ottica del ripensamento del modello organizzativo, con il riconoscimento dell’importanza del lavoro agile. Molte di queste nuove soluzioni rimarranno certamente anche dopo il Covid”.

Resi noti anche i dati relativi agli investimenti. A livello globale lo scorso anno è stato realizzato il maggior investimento in ricerca e sviluppo dei 136 anni di vita dell’azienda: 3,7 miliardi di euro, pari a un incremento del 7% rispetto al 2019.
In Italia gli investimenti pari a 14 milioni di euro per lo stabilimento di Fornovo San Giovanni nella bergamasca e pari a 1,6 milioni per quello di Noventa Padovana, sono stati destinati alla produzione e alla sicurezza. E per il 2021 si prevedono ulteriori 16 e 2,5 milioni, rispettivamente.

“In Bidachem nel 2020 – spiega Sangiovanni – abbiamo dotato di una tecnologia criogenica per il trattamento dei reflui gassosi, l’impianto per la produzione di empagliflozin (farmaco per il trattamento del diabete già largamente utilizzato nel mondo) che avrà anche una indicazione nello scompenso cardiaco. E abbiamo investito anche per migliorare la sicurezza e gli standard ambientali come la qualità delle emissioni e delle acque reflue dei siti produttivi”.

“Per il 2021 nel sito di Fornovo San Giovanni (Bidachem) – conclude la presidente di Boehringer Ingelheim – vogliamo continuare a puntare sulla tecnologia per riuscire a produrre in Italia principi attivi destinati all’estero, portando il made in Italy nel mondo. Infatti gli investimenti di quest’anno serviranno per consentire agli impianti di produrre una nuova molecola frutto della nostra ricerca e sviluppo che lanceremo nei prossimi anni, così come per installare un nuovo termossidatore. Gli investimenti nel sito di Noventa Padovana saranno invece diretti per la robotizzazione degli impianti produttivi”.

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