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Gala (Vree Health): Ecco come sta crescendo la sanità digitale

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QUALE È IL RUOLO della digital health nel panorama della sanità italiana? A che punto siamo? Risponde Gianluca Gala, amministratore delegato di Vree Health, azienda leader in Italia nei servizi di connected health.

 

Come ha inciso la pandemia sullo sviluppo delle nuove tecnologie nel settore?

La pandemia di Covid-19 rappresenta una sfida impegnativa per il territorio e, sin dalla fase iniziale, si è manifestata l’esigenza di alleggerire il più possibile il carico delle strutture di emergenza, gestendo al domicilio o in luoghi residenziali le persone positive al virus, il cui quadro clinico non sia tale da richiedere un ricovero ospedaliero. Contestualmente, il sistema sanitario deve continuare a prendersi carico delle persone affette da malattie croniche e oncologiche e per farlo deve sperimentare nuovi modelli che permettano una nuova gestione della cronicità. Le soluzioni e i prodotti di digital health migliorano l’accesso alle cure, ponendo il cittadino al centro dei sistemi sanitari e contribuiscono ad accrescere l’efficienza generale e la sostenibilità del settore sanitario.

 

Quanto sono diffuse in Italia le soluzioni di digital health?

Nonostante il potenziale offerto dalla sanità digitale, prima della pandemia, il suo utilizzo è stato per lungo tempo limitato a “sperimentazioni” con progetti singoli e raramente integrati nel Sistema sanitario nazionale. L’esigenza di gestione sul territorio della pandemia e la necessità di continuità nelle cure dei pazienti cronici e oncologici ha amplificato la diffusione degli strumenti di digital health. Soprattutto per quanto riguarda alcuni strumenti di telemedicina, quali la televisita e il telemonitoraggio. Mi piace ricordare tre esempi virtuosi che ci vedono coinvolti direttamente: il servizio di telemonitoraggio della Regione Lazio, che si avvale di Doctor Plus Covid-19, per la sorveglianza e il controllo del decorso dell’infezione negli individui positivi e che, anche in virtù del loro quadro clinico, possono essere curati a casa o presso strutture residenziali; il servizio di telemonitoraggio e televisita dell’Ospedale G.B Grassi di Ostia Doctor Plus Nephro dei pazienti in dialisi domiciliare direttamente presso il loro domicilio, per gestire in modo efficacie e tempestivo il percorso di cura del paziente; il servizio di telemonitoraggio e televisita Doctor Plus Onco con l’Asl Napoli 2 Nord per la presa in carico sul territorio dei pazienti oncologici, per aumentare la loro qualità di vita ed intercettare precocemente eventuali eventi avversi.

 

Quali sono i prossimi passi per mettere a sistema l’utilizzo delle soluzioni di digital health?

La situazione pandemica sta favorendo la diffusione della digital health: sono molteplici i segnali e gli interventi di apertura alla sanità digitale (da parte del governo, del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità, delle Regioni e del territorio) ed è importante la focalizzazione su questo tema del recente Piano nazionale di ripresa e resilienza. Abbiamo visto quanto già accaduto per l’inserimento della modalità “a distanza” di alcune prestazioni sanitarie attraverso tecnologie di digital health. È un passo epocale da cui partire, ma è solo il punto di inizio. Guai a considerarlo un punto di arrivo. Il percorso fondamentale che resta da fare è il passaggio dalla logica della prestazione a quella del percorso, che presuppone il ridisegno dei modelli organizzativi specie della medicina territoriale. Mancano poi standard qualitativi, percorsi e processi di valutazione costo-beneficio, modelli di pricing, procedure di procurement innovativo per l’adozione di queste tecnologie da parte delle strutture sanitarie, percorsi formativi di accrescimento delle competenze digitali in ambito sanitario per il personale coinvolto, ed il reale coinvolgimento di pazienti e caregiver in un progetto strategico di evoluzione del modello di salute pubblica. C’è insomma molto da fare e il mondo industriale e professionale è pronto per supportare questo percorso. Confidiamo tutti di poter avviare dei percorsi di partnership strutturati e strategici tra pubblico e privato, per fare squadra e vincere tutti insieme questa sfida epocale.

La versione originale di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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