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AstraZeneca, dai nuovi dati Usa al ‘gruzzolo’ di Anagni

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Non c’è pace per il vaccino anti-Covid ‘targato’ AstraZeneca. L’azienda è ancora alle prese con i retroscena del gruzzoletto di dosi scovato ad Anagni e messo in luce dalla ‘Stampa’. Ma almeno arrivano buone nuove: i dati inviati a stratto giro dall’azienda anglo-svedese agli esperti Usa – dopo le critiche incassate per aver consegnato numeri ‘obsoleti’ – parlano di una efficacia del 76% del vaccino nei casi sintomatici di Covid-19. Con, in particolare, un’efficacia del 100% nel prevenire ospedalizzazione e forme gravi della malattia e dell’85% negli anziani over 65 anni.

Risultati positivi e “coerenti con l’analisi ad interim annunciata lunedì 22 marzo 2021″, rileva l’azienda. Ma allora, ci si chiede, perché non consegnare direttamente i dati più aggiornati? Sciatteria o problemi di comunicazione?

In ogni caso i risultati sono stati presentati al Comitato di monitoraggio sulla sicurezza dei dati (Dsmb) e saranno alla base della richiesta normativa per l’autorizzazione all’uso di emergenza del vaccino, che verrà “sottoposta alla Food and Drug Administration statunitense nelle prossime settimane“.

L’analisi si è basata sui dati raccolti su 32.449 partecipanti, tra i quali si sono verificati 190 casi sintomatici di Covid-19 – quindi con 49 casi in più rispetto all’analisi ad interim annunciata in precedenza. Lo studio ha previsto una randomizzazione 2 a 1 tra vaccino e placebo.

Indubbiamente si tratta di dati interessanti: l’efficacia del vaccino nel prevenire Covid sintomatica è stata del 76% (da 68% a 82%), verificato 15 giorni o più dopo aver ricevuto due dosi (date a quattro settimane di distanza). Inoltre, i risultati sono stati comparabili tra i gruppi di età, con un’efficacia del vaccino dell’85% negli over 65.

Quanto alla prevenzione della malattia grave o critica e l’ospedalizzazione, il trial ha dimostrato un’efficacia del 100% del vaccino. L’azienda fa sapere che “ci sono stati otto casi di Covid-19 grave, tutti nel gruppo placebo”. E che, aspetto non trascurabile alla luce del recente stop-and-go italiano, “il vaccino è stato ben tollerato e non sono stati identificati problemi di sicurezza”.

“Non vediamo l’ora di presentare la nostra richiesta di autorizzazione all’uso di emergenza negli Stati Uniti e di prepararci per il lancio di milioni di dosi in tutta l’America”, ha dichiarato Mene Pangalos, Executive Vicepresidente, Ricerca e Sviluppo biofarmaceutici. In ogni caso “ci sono stati 190 casi nell’analisi primaria. Ci sono 14 casi aggiuntivi possibili o probabili da valutare, quindi il numero totale di casi e la stima del punto potrebbero fluttuare leggermente”, avverte AstraZeneca.

Quanto al mistero relativo a circa 29 milioni di dosi di vaccino in giacenza ad Anagni, a fare chiarezza sono stati chiamati Nas. Proviamo a capire cosa è emerso fino ad ora. Ebbene, i Carabinieri della Salute sono stati inviati dal Governo dopo i sospetti europei su eventuali esportazioni fuori dall’Unione da parte della società farmaceutica anglosvedese, in forte ritardo nella consegna delle dosi pattuite con l’Ue.

Il premier, Mario Draghi, ha spiegato che due lotti “sono partiti per il Belgio, alla casa madre. Da dove andranno da lì non so. Intanto la sorveglianza continua per quelli rimanenti”.

Secondo le ricostruzioni emerse in queste ore, sabato scorso la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva chiesto a Draghi una verifica, dopo la richiesta di ispezione avviata dal commissario dell’Ue Breton, su alcuni lotti in giacenza presso lo stabilimento della Catalent di Anagni. Draghi ha informato il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha inviato i Nas.

AstraZeneca ha poi precisato in una nota che nello stabilimento di Anagni ci sarebbero 16 milioni di dosi di vaccino in attesa del rilascio del controllo di qualità e destinate all’ Europa. Quasi 10 milioni di dosi saranno consegnate ai paesi dell’Ue durante l’ultima settimana di marzo. E altri 13 milioni di dosi sarebbero destinate a Covax (il programma voluto dall’Oms per l’accesso al vaccino nei Paesi del Sud del mondo).

Le indagini comunque continuano. E oggi l’Adnkronos conferma che sono destinate “per la maggior parte al mercato europeo” gli oltre 29 milioni (29.294.700) di dosi di vaccino anti-Covid di AstraZeneca custodite nello stabilimento della Catalent. L’ispezione da parte dei carabinieri del Nas è in corso e al momento “abbiamo riscontrato che è tutto regolare in merito allo stato di conservazione dei prodotti”, ha spiegato il tenente colonnello Katja Carboni, ufficiale addetto al Nucleo carabinieri Aifa.

Nel corso dell’ispezione, “è stata constatata la reale giacenza delle 29 milioni di dosi di vaccino. Abbiamo fatto la ‘fotografia’ di quello che avviene nello stabilimento. Le spedizioni vengono effettuate in questi giorni su input di AstraZeneca. Abbiamo notato che la maggior parte delle dosi è destinata al mercato europeo. AstraZeneca possiede due piattaforme logistiche, una in Belgio destinata al mercato europeo e una in Olanda destinata al mercato extraeuropeo”.

a2a
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