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Scaccabarozzi (Farmindustria): Ecco come il pharma diventa digitale

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Dalle vecchie pillole uguali per tutti alle nuove terapie avanzate super-personalizzate. Ecco come la digitalizzazione sta cambiando i farmaci. A colloquio con il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. La versione completa di questo articolo, a firma di Margherita Lopes, è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno 2021.

 

In che modo le imprese del pharma stanno affrontando le sfide e le opportunità della digitalizzazione?

Covid-19 ha dato un’accelerazione esponenziale a questo processo, anche grazie alle sinergie che già avevamo con le startup e le aziende del digitale. Un’accelerazione spinta da un lato dalla scienza, perché ci sono maggiori conoscenze sulle caratteristiche genetiche dei singoli, dall’altro dalla tecnologia, che grazie all’intelligenza artificiale ci consente di tracciare ed elaborare un’enorme massa di dati. Da questo punto di vista l’effetto lo vediamo dai numeri dei nuovi farmaci disponibili: dal 2004 al 2008 avevamo 33 registrazioni in media, mentre nel periodo 2019-2023 arriveremo a 54. Soprattutto, si tratterà di prodotti diversi, non più basati sulla logica del ‘one fits all’ ma sulla personalizzazione.

L’intelligenza artificiale sta cambiando anche la ricerca. Dalla pillola passeremo alle terapie avanzate, ma come saranno le cure del futuro? Dimenticheremo sciroppi e compresse?

Non completamente: ci sono farmaci ‘classici’ che soddisfano efficacemente i bisogni e resteranno, ma sul fronte delle bioterapie avremo molte terapie personalizzate e anche il digitale darà una mano. Le imprese del farmaco stanno investendo in tutte le fasi della catena di valore: dalla ricerca e sviluppo all’implementazione clinica, dalla produzione robotizzata alla diagnostica. Per una cura del paziente che conti anche sulle terapie digitali e sui dispositivi indossabili per migliorare, ad esempio, l’aderenza alle cure. Ma penso anche alle piattaforme di telemedicina per il monitoraggio a distanza del paziente: non cambieranno solo i farmaci, ma anche le cure.

A che punto è il settore rispetto al complesso dell’industria italiana?

Negli anni passati ero convinto che fossimo abbastanza indietro, poi però la ricerca con l’intelligenza artificiale, la robotica per la produzione 4.0 (che per noi è un processo quasi superato perché siamo pronti al 5.0), ci hanno portato a essere il primo comparto manifatturiero per gli investimenti in tecnologie digitali. Il 94% delle nostre aziende già investe in digitale e il nostro è un settore che ha una grande propensione a puntare sulla digitalizzazione, anche attraverso la formazione del personale, per modernizzare l’organizzazione. Il digitale ci aiuta, tra l’altro, a porre sempre più attenzione agli aspetti di sostenibilità ambientale. E Covid-19 ha dato un’accelerata, soprattutto nei servizi sanitari da remoto, dopo anni di attesa. Pensiamo solo alla ricetta dematerializzata. Speriamo che diventi una pratica sempre più diffusa e integrata.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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