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Green pass, ecco come scaricarlo. L’appello dei malati

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Dopo infinite discussioni il green pass – certificato verde in italiano – dal 6 agosto sarà obbligatorio per poter svolgere una lunga serie di attività, specialmente di carattere ricreativo.

La scelta del governo di porre l’obbligo di esibire questo documento all’ingresso di palestre, musei e cinema, volta a favorire una maggior adesione alla campagna vaccinale anti-Covid dal momento che quasi cinque milioni di over 50 non risultano ancora vaccinati nemmeno con la prima dose, sta sortendo l’effetto desiderato.

Di Regione in Regione si è registrato un boom di prenotazioni per il vaccino, che in taluni casi raggiunge anche il 200% ha detto il generale Figliuolo. Il che ha indotto in molti casi ad aprire nuovi slot di prenotazione per chi non ha ancora fissato la data della prima somministrazione. Come avviene in Lombardia, dove dal 23 luglio all’1 agosto sono disponibili 100 mila nuovi posti per chi deve vaccinarsi.

Aver fatto la prima dose, oltre che una prima parziale ma fondamentale immunizzazione contro il Covid-19, darà al vaccinato la possibilità di esibire il green pass in tutte le circostanze per le quali la legge lo prevede obbligatorio. In particolare per accedere a eventi sportivi, fiere, congressi, musei, cinema e teatri, ma anche per poter mangiare in bar e ristoranti al chiuso, così come per partecipare a matrimoni o anche per far visita a parenti ricoverati in ospedale o che vivono nelle Rsa.

Restano esclusi dal green pass hotel, strutture ricettive, spiagge e stabilimenti balneari, per i quali c’è chi chiede al governo di estendere l’obbligo.

Come il milione e mezzo di persone con malattie croniche autoimmuni, che temono di vedere compromesse le proprie vacanze a causa dello svilupparsi di possibili focolai di contagio nelle località di villeggiatura.

“La nostra malattia non va in vacanza, ma noi vorremmo partire con serenità e in sicurezza” spiega Antonella Celano, presidente di Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare.

Già, ma come scaricare questo documento? Chi è pratico di app e affini lo può fare con estrema semplicità attraverso le applicazioni “Immuni” (quella nata per tracciare i contatti Covid) o “Io” (quella per il cashback a fronte dell’utilizzo dei pagamenti digitali con bancomat o carta di credito).

La piattaforma nazionale, dopo che si è generato il Green Pass, invia un codice via mail o tramite sms, forniti quando si è proceduto alla vaccinazione o ad un tampone o quando si è ottenuto il certificato di guarigione. Il codice, con i dati presenti sulla Tessera Sanitaria, dà la possibilità di ottenere la Certificazione tramite il sito www.dgc.gov.it.

Oppure la si può ottenere accedendo al proprio Fascicolo sanitario elettronico, sono circa 28 milioni attivati ma una percentuale molto bassa di quelli utilizzati per consultare i propri dati sanitari.

Non sono pochi però gli italiani che, per diversi motivi, preferiscono la modalità “analogica”, che significa stampare il certificato e tenerselo nel portafogli. Ma in molti non sanno farlo o non vogliono farlo da soli.

E stanno scegliendo di ricorrere a due modalità alternative: rivolgersi al proprio medico di famiglia o, più spesso, al farmacista. Quest’ultima figura risulta più accessibile in virtù della capillarità territoriale delle farmacie. Sia che ci si trovi nella propria città di residenza, sia nei luoghi di villeggiatura.

Risultato? Un vero assalto alle farmacie sotto casa. Che offrono questo servizio con il consueto spirito di collaborazione, ma che in alcuni casi si trovano a essere travolte. “Ci siamo ridotti a copisteria, pur non essendolo”, denuncia il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti, all’Ansa. Raccontando come alcune persone chiedono al farmacista di stampare green pass per tutta la famiglia, sottraendo tempo al lavoro specifico del farmacista che è quello di assistere chi sta male e attende di ritirare i propri farmaci o di ricevere una consulenza sulla propria salute.

Non molto diversa la situazione in Lombardia. “Da quando le farmacie possono stampare il green pass, in Regione i farmacisti ne hanno già consegnati circa 400 mila, 100 mila solamente nell’ultima settimana. Un numero molto elevato soprattutto se confrontato con i 25 mila stampati dai medici di medicina generale”, racconta la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca. Che, nel sottolineare come la farmacia si dimostri ancora una volta il punto di riferimento dei cittadini per quanto riguarda la salute, auspica “che con il generale Figliuolo si possa trovare un accordo per i prezzi calmierati dei test Covid. Un prezzo che ci auguriamo sia omogeneo rispetto a quello che sarà esitato dalle altre strutture sanitarie partner del Ssn”.

Tutto in linea con quanto afferma anche il presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo. “In queste ore molte persone, soprattutto anziane, si rivolgono alle 19.000 farmacie diffuse capillarmente sul territorio per stampare il green pass: non hanno il computer o hanno poca dimestichezza con i mezzi informatici, spesso sono sole e per questo entrano con fiducia in farmacia, dove siamo pronti ad accoglierle e a soddisfare anche questa necessità”.

“Ci stiamo adoperando per venire incontro alle esigenze dei cittadini. Ci apprestiamo a gestire un flusso di persone che sicuramente supererà la soglia media dei 4 milioni di cittadini che quotidianamente frequentano le nostre farmacie”, chiosa il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia.

TTG
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