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Covid, il popolo dei sì vax e l’obbligo

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Covid vaccini

Se i vaccini anti-Covid animano il dibattito politico e sembrano dividere gli italiani, a guardare bene i dati emerge la consistenza numerica di quanti hanno aderito alla campagna vaccinale.

Lo possiamo chiamare ‘il popolo dei sì vax’: un popolo per lo più silenzioso, anche se non manca di ironia sui social, composto da anziani, ma anche giovani e giovanissimi. Che – in barba ai timori su presunti, o reali, rischi di effetti collaterali dei vaccini – si sono messi in fila per fare ‘la punturina’ (come la chiamano i no vax). Per convinzione personale, scelta motivata, presenza di patologie o magari perché spinti dal green pass e dalla voglia di normalità, dopo quasi due anni di pandemia da Covid-19.

“Abbiamo appena raggiunto e di poco superato l’80% delle prime inoculazioni: è un traguardo importante, perchè ci dice che a fine settembre raggiungeremo 80% di platea interamente vaccinata, ovvero 43 milioni e 200mila cittadini dai 12 anni in su che completeranno la schedula vaccinale”, ha sottolineato il commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo, ieri in visita all’hub vaccinale Amazon a Passo Corese (Rieti).

“La stragrande maggioranza degli italiani, a prescindere dalle posizioni politiche, si sta vaccinando. Credo che, come spesso accade, ci sia una separazione tra la politica, che disquisisce giustamente su aspetti tecnico-politico-filosofici, e un’esigenza oggettiva”, ci dice il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano.

“Spero che tutti i politici dicano che il vaccino serve: si sta consolidando un’efficacia dei vaccini in tutto il mondo, soprattutto nell’evitamento della malattia grave, e una riduzione consistente del rischio infettivo, con un profilo di sicurezza che si sta consolidando sempre di più. Ipotizzare cosa accadrà fra 20 anni è solo una disquisizione teorica, ma non oggettiva dal punto di vista scientifico”, afferma Pregliasco.

Certo, di fronte alla maggioranza sì vax, resta l’esitazione di una fetta non indifferente di popolazione, tra l’altro nelle età a rischio. “C’è preoccupazione – ha detto il commissario Figliuolo – per quel milione e 800mila cittadini tra i 50-59 anni non ancora vaccinato, e anche se abbiamo raggiunto l’82% delle prime inoculazioni questo potrebbe non bastare: il mio appello è a queste persone, anche se c’è stata una ripresa della campagna vaccinale negli ultimi giorni, con oltre 10mila prime inoculazioni al giorno per questa fascia età”.

A temere i vaccini, insomma, sono proprio gli italiani più esposti ai rischi da Covid-19. Mentre i giovani, più abituati a vaccinarsi, non sembrano farsi tanti problemi. “Sui giovani siamo avendo ottimi risultati: su 100 mila prime inoculazioni di ieri il 30% ha riguardato la fascia 12-19 anni”. E’ vero, per i 12-15enni siamo al 50% di prime dosi, “ma questa è l’ultima categoria per cui è stata attivata la campagna, per cui è solo una questione di tempi”.

I ragazzi che dicono sì ai vaccini sono i più stanchi per la Dad. Vogliono tornare a scuola in presenza, e hanno capito che l’unica speranza per farlo è rispettare le misure, e fare i vaccini. “Noi vogliamo che la scuola parta in presenza. È importante per lo sviluppo sociale dei nostri giovani che se lo meritano, anche per un senso di equità rispetto alle tante famiglie che hanno difficoltà nel connettersi. Poi la scuola è maestra di vita”, ha ricordato Figliuolo.

Bene anche i grandi anziani, i più spaventati dalle conseguenze di Covid-19. “Sugli over 80 siamo ad oltre il 95%: su 4 milioni e 555mila ne mancano 250mila, pochi Paesi al mondo hanno raggiunto questo risultato”, ha aggiunto Figliuolo.

Quanto all’obbligo vaccinale, proprio la risposta del popolo dei sì vax potrebbe renderlo non necessario. Come ha precisato il ministro della Salute, Roberto Speranza a DiMartedì, su La7, sull’obbligo generalizzato del vaccino anti-Covid “non c’è già stata una decisione“. Si tratta di “una possibilità che il governo valuterà, credo sulla base dei dati del prossimo mese e mezzo. Non è una scelta già presa, ma è un’opzione possibile, che prevede la Costituzione all’articolo 32″.

Ma quando si deciderà? “In queste ore lavoriamo per l’estensione del Green pass, poi valuteremo i dati e, se questi renderanno necessario l’obbligo, non abbiamo sicuramente paura di disporlo come abbiamo già fatto con il personale sanitario. È una scelta che il governo farà sulla base dei dati e dell’evidenza scientifica, io credo che però serva ancora qualche settimana di approfondimento”, ha detto Speranza.

Insomma, il tanto temuto (dai no vax) obbligo vaccinale potrebbe essere evitato proprio grazie ai tanti italiani che hanno aderito alla campagna contro Covid-19. Persone che hanno deciso di fare la loro parte, nella speranza di porre un freno alla pandemia. Chissà se i no vax ringrazieranno.

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