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Labio 4.0 a Pomezia, centro ricerca Alfasigma da 17 mln

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Alfasigma Labio

Si chiama Labio 4.0 ed è intitolato al patriarca Marino Golinelli il nuovo centro ricerca e sviluppo di Alfasigma inaugurato stamani a Pomezia, in provincia di Roma. Oltre 17 milioni di euro, che hanno consentito la ristrutturazione del complesso ex Sigma-Tau per la realizzazione di un centro ricerca polivalente e all’avanguardia per l’ottimizzazione dei processi di l’identificazione di nuove molecole farmaceutiche.

La presentazione del nuovo centro – 5.600 metri quadrati di laboratori dedicati alla tecnologia farmaceutica e alla chimica analitica realizzati in poco più di due anni, dove operano 30 scientist dedicati allo sviluppo pharma e altri 30 addetti di funzioni connesse alla ricerca e sviluppo – è stata anche l’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza del comparto farmaceutico e dell’industria della salute per il nostro Paese. Non solo in termini economici, ma anche sociali.

Questo nuovo sito “è un punto di riferimento per il nostro territorio e sono felice che corrisponda a una vera ripartenza. Esso offre una prospettiva per i nostri cittadini sia in termini di economia di opportunità lavorative. Ma è soprattutto un esempio di come si può portare vicini il territorio produttivo, l’ambito sociale e il mondo della Pubblica amministrazione”, ha detto il sindaco della cittadina laziale Adriano Zuccalà. Auspicando che si possano trovare sempre più occasioni fattive di collaborazione pubblico-privato a livello regionale e nazionale.

Auspicio che è stato colto e sottolineato anche dall’assessore alla Sanità del Lazio Alessio d’Amato, che ha esplicitamente indicato come la Regione è “vicina alle iniziative volte a fare squadra”, per arrivare a risultati concreti come quello di Alfasigma.

Come evidenziato dal Ceo dell’azienda Pier Vincenzo Colli, il settore farmaceutico italiano rappresenta una risorsa estremamente preziosa per il Paese. In parte ancora inespressa, a causa di un contesto non ottimale per gli investimenti privati. “I circa 34 miliardi di euro di fatturato prodotti dal pharma italiano sono realizzati con l’export, cresciuto del 74% in cinque anni”, ha ricordato Colli. Che ha poi snocciolato altri dati particolarmente significativi per far capire la rilevanza strategica di questa industria, tra cui quello sull’occupazione: 67 mila addetti, di cui oltre il 55% laureati.

Le aziende “a capitale italiano come la nostra, sono estremamente votate all’internazionalizzazione e all’innovazione e sono molto propense ad investire in Italia. A patto che si creino, finalmente, le condizioni favorevoli”, ha aggiunto.

Preziosa l’opportunità offerta dal Next Generation Eu, i cui fondi “dovranno essere concentrati per sviluppare alcuni pilastri come quello della ricerca e dell’innovazione, evitando che si perdano in mille rivoli”.

Solo così sarà possibile ottenere risultati di eccellenza come quello di Labio 4.0, con laboratori di sviluppo di formulazioni innovative, di chimica analitica e un impianto pilota, oltree a laboratori di biotecnologie e nanotecnologie che, insieme, offriranno l’opportunità di calibrare produzioni di lotti clinici-sperimentali per nuove specialità in forma orale operando su una scala intermedia tra il Kilolab (la dimensione del laboratorio di sviluppo tecnologico) e la produzione semi-industriale. Accelerando quindi gli step intermedi tra la fase ideativa e quella realizzativa di nuovi farmaci.

Molte anche le novità e le anticipazioni emerse dagli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata. Tra questi l’intenzione di effettuare “operazioni di reshoring, cioè di riportare in Italia alcune produzioni oggi delocalizzate all’estero, qualora riuscissimo ad ottenere condizioni favorevoli all’investimento nel nostro Paese”, ha detto il Chairman dell’azienda Stefano Golinelli. Confermando di fatto, in qualità di vicepresidente d Farmindustria, che “le aziende italiane sono pronte a investire”.

Ultima notizia, non per importanza, appresa in chiusura dell’evento dal direttore della Ricerca e Sviluppo, Emilio Merlo Pich: “Nei laboratori di Alfasigma è stato identificato un anticorpo attivo contro tutte le varianti Covid oggi conosciute”.