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Covid, vaccino ‘senza ago’ made in Italy piace a investitori

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vaccino Montomoli

L’idea è di quelle semplici, ma affascinanti: chi ha paura del vaccino, sarà più tranquillo se non dovrà essere punto. Dalla ricerca italiana arriva un nuovo candidato vaccino contro Covid-19 che, appunto, si somministra senza ago. Una metodica che promette di semplificare anche conservazione e somministrazione dei vaccini.

“Il nostro prototipo di molecola è stato brevettato insieme all’università Statale di Milano”, ci spiega Emanuele Montomoli, responsabile scientifico di VisMederi e docente all’università di Siena. “Abbiamo registrato il favore di alcuni investitori e di diverse aziende farmaceutiche, un paio italiane e un paio straniere, produttrici di vaccini. E attualmente stiamo vagliando le possibilità per capire quale può essere il partner industriale migliore per poter sviluppare questo prodotto”.

Ma di che tipo di vaccino si tratta? Il candidato si chiama ‘LeCoVax2‘ “ed è una molecola molto innovativa, che viene sviluppata su una piattaforma nuova”, diversa sia dai prodotti a base di mRna (tipo Pfizer o Moderna) sia da quelli a vettore adenovirale (AstraZeneca e Janssen).

“La piattaforma usata per il nostro candidato si basa su un microrganismo unicellulare modificato, che funziona come una sorta di ‘micro-fabbrica’ in grado di produrre la proteina Spike del Sars-Cov-2, che funge da antigene”, dice Montomoli. E che, una volta veicolata nell’organismo, può stimolare la produzione di anticorpi nel vaccinato.

Il microrganismo utilizzato è la “Leishmania tarentolae, una Leishmania non patogena per l’uomo, che non è quella che provoca la leishmaniosi nei cani. Questa piattaforma è innovativa e si adatta, almeno in via teorica, a vie di somministrazione diverse dalla classica siringa con ago. Quindi può essere sviluppata in diverse formulazioni, con o senza adiuvanti, ma anche per via orale oppure, come abbiamo fatto fino ad oggi, per via rettale, attraverso delle supposte”.

vaccino Vismederi

Una volta inoculate, le proteine virali prodotte in Leishmania hanno la capacità di agire come le proteine prodotte dal virus stesso durante l’infezione naturale, quindi come antigeni virali in grado di stimolare la produzione di anticorpi.

Gli esperimenti negli animali hanno dato risultati promettenti. “Le nostre risorse sono abbastanza limitate, ma gli studi preclinici, condotti sui topi e ora in fase di pubblicazione, dimostrano l’efficacia del prodotto nell’induzione di anticorpi in grado di neutralizzare il virus Sars-CoV-2”. Proprio i risultati annunciati dal gruppo hanno acceso l’interesse degli investitori, e dunque ora siamo in una fase cruciale per questo candidato vaccino. “Per passare agli studi sull’uomo serve un partner industriale, non tanto per le risorse economiche, ma anche per la struttura necessaria per poter eseguire gli studi più avanzati”.

“Stiamo vagliando le possibilità e pensiamo di avere i risultati di questo screening entro fine 2021-inizi 2022, per poi ripetere in modo più ampio gli studi animali e nel 2022 partire con gli studi sull’uomo“.

Ma ha senso portare avanti una sperimentazione su un vaccino totalmente nuovo, in un momento in cui la pandemia sembra allentare la sua presa? “Il picco pandemico è in fase di attenuazione, e posso dire con ragionevole ottimismo che siamo quasi fuori dal tunnel. Il problema è che Sars-Cov-2 non ci abbandonerà – prevede Montomoli – ma rimarrà endemico nell’uomo, esattamente come è accaduto con il virus dell’influenza. Per questo sarà necessaria una vaccinazione annuale per evitare picchi importanti”.

Forse solo per i soggetti più fragili? “Nel caso dell’influenza la vaccinazione è raccomandata per gli over 65 anni ma non sconsigliata ai più giovani. Solo che la popolazione si è abituata, con gli anni, al virus influenzale”. Anche nel caso di Sars-Cov-2, tra vaccinati e guariti, “la popolazione si abituerà al virus e non ci saranno più disastri tipo quelli di Codogno. Ma l’idea è che occorrerà ripetere una vaccinazione annuale“. Dunque c’è spazio, sul mercato, per il nuovo vaccino italiano anti-Covid.

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