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Covid, vaccini e fake news. Lo svantaggio dei no vax

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vaccini no vax

I no vax sono in netto svantaggio non solo numerico, ma soprattutto di argomenti e prove scientifiche. I 43 milioni di Italiani già vaccinati, l’80% degli aventi diritto, cioè un terzo di più di chi va a votare, sono la dimostrazione della loro inferiorità numerica. La fiducia nei vaccini è stata documentata dagli eccezionali risultati.

I milioni di persone vaccinate hanno respinto il virus, nonostante nei mesi avesse cercato di difendersi mutando. Gli effetti e i risultati della somministrazione dei vaccini in centinaia di milioni di persone in tutto il mondo sono un’indiscutibile prova scientifica proprio per il grande numero di soggetti coinvolti.

Purtroppo le infondate ‘notizie’ diffuse dai vax hanno fatto breccia fra i genitori, sfruttando le loro ansie: così la categoria dei soggetti fra 12 e 19 anni è quella meno vaccinata di tutte con il 30,43% di soggetti che non ha ricevuto nessuna dose, mentre fra i genitori (fascia da 40 a 49 anni) la percentuale scende al 19,38%.

Ma le prove scientifiche dimostrano quanto sia sbagliato rimandare la vaccinazione dei figli. Eccole:

1) La somministrazione di ogni milione di vaccini previene 14.200 infezioni da Covid-19, 390 ricoveri ospedalieri in reparti normali e 109 in quelli di terapia intensiva, inoltre ricordiamo che vengono evitati 3 decessi.

2) Si è parlato molto dei casi di miocardite determinati dal vaccino, ma anche nel caso del Sars-CoV-2è valido il principio che nessun vaccino determina mai reazioni indesiderate superiori alla malattia che si intende prevenire, perché i disturbi che si possono presentare dopo la somministrazione sono pochi, aspecifici , lievi e di breve durata. Questo vale anche per i casi di miocardite, che variano da 50 a 70 per milione di vaccinati, ma comunque sono 212 volte in meno del numero delle infezioni evitate. Peraltro i casi di miocardite segnalati hanno presentato un decorso lieve e della durata di pochi giorni.

Già questo dato è eloquente, ma il numero di casi di miocardite realmente dovuti al vaccino potrebbe essere ancora minore, come è avvenuto per tutti i casi di supposto effetto indesiderato dai vaccini contro le altre malattie.
Infatti per prima cosa si deve dimostrare con certezza il legame diretto fra vaccino e miocardite.

Al momento attuale non possiamo confrontare il numero dei casi di miocardite fra i vaccinati e non, perché non disponiamo di dati certi sulla reale prevalenza della miocardite nella popolazione non vaccinata. Questa malattia è sempre di difficile diagnosi in quanto la miocardite si presenta in forma aspecifica, con sintomi molto vari che spesso vengono riferiti a una delle comuni infezioni invernali pertanto non ci sono dei dati certi di confronto.

Ma quali sono le fake news diffuse su questi temi? E’ stato detto che l’infezione da Sars-CoV-2 nei bambini era una malattia banale al pari dell’influenza, in cui i bambini non solo non correvano rischi ma addirittura proteggevano i genitori, per questo non andavano vaccinati.

Al contrario i bambini hanno la stessa probabilità di infettarsi degli adulti, ma in percentuale maggiore sono asintomatici o con una malattia lieve o moderata. Ci sono però anche le forme gravi, nei primi dodici mesi di vita è pari al 10,6% dei casi e diminuisce con l’età: 1-5 anni 7,3%; 6-10 anni 4,2%; 11-15 anni 4,1% , oltre 16 anni 3,0%.

La dimostrazione di quanto sia erroneo, anzi pericoloso non eseguire la vaccinazione nei figli si ha nel numero dei decessi da Sars-CoV-2 che fra gli under 19 anni sono stati in Italia, dall’inizio della pandemia, uno ogni trecentomila soggetti: 16 fra i bambini di meno di nove anni e 19 fra i ragazzi di età compresa da 10 a 19 anni.

E la presunta protezione che i bambini avrebbero esercitato nei confronto dei genitori è la stessa storia dei famosi polli di Trilussa. I genitori con figli piccoli si sono ammalati meno durante il primo lockdown, quello della primavera 2020, perché tutti erano sempre in casa e con le scuole chiuse avevano minori possibilità di contagio. In seguito, con le riaperture, i genitori con figli continuano ad ammalarsi di più come è sempre avvenuto.

*Italo Farnetani, pediatra e docente alla Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus of Malta.

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