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Lotterie pro vaccini, il grande fallimento

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lotterie vaccini

Ricordate le fantastiche lotterie della gioventù, le schedine del Totocalcio a caccia di un tredici miliardario che avrebbe cambiato la vita, l’attesa per le estrazioni del lotto per una cinquina da favola? Altri tempi si dirà. Ma il fascino della vincita che ti rende di colpo ricco, alla faccia dell’improbabilità statistica di un premio agognato ma quasi impossibile da raggiungere, rimane un miraggio che ancora spinge molte persone sulla via del gioco.

Con un limite però: per chi pensa che la lotteria possa diventare uno strumento utile per invogliare chi non è convinto a cedere al vaccino per il virus Sars-Cov-2, la disillusione è dietro l’angolo. Non regge infatti il movente “finanziario” per indirizzare che non crede nei benefici della vaccinazione per sé stesso e per gli altri a sottoporsi all’iniezione intramuscolare. Insomma: per spingere alla vaccinazione non agitate esche economiche, con miraggi di grandi vincite (negli Usa si parla addirittura di un milione di dollari), visto che probabilmente i risultati degli sforzi in questo senso saranno davvero poco edificanti.

A dirlo è una ricerca che ha preso in esame ben 19 Stati negli Usa nei quali si è puntato su lotterie su misura per favorire l’adesione alle proposte vaccinali per Covid-19. Purtroppo, nonostante lo sforzo dei governanti e le strategie messe in atto, la promessa di una vincita in denaro non ha smosso i più renitenti all’immunizzazione, visto che non sono state osservate variazioni significative nei tassi di vaccinazione, rispetto a quanto avvenuto in altri Stati che invece non avevano puntato su questa motivazione legata alla dea Fortuna.

Lo studio, apparso come contributo su Jama Health Forum, e coordinato da esperti dell’Università del Colorado guidati da Andrew Friedson, dimostra chiaramente che di fronte a scelte molto “forti” (anche se non necessariamente corrette in chiave scientifica) diventa difficile riuscire a scardinare convinzioni robuste, anche se gli incentivi economici sembrano la chiave che può aprire qualsiasi porta.

L’indagine ha preso in esame la quantità di vaccinazioni ogni mille persone nel periodo immediatamente precedente e seguente l’annuncio di un grande concorso a premi, lautamente remunerato per i fortunati vincitori, in un singolo Stato. Poi, per avere un confronto si sono valutati anche i dati relativi ad aree in cui non ci sono state proposte di lotterie e giochi a premi per far avvicinare le persone ai vaccini. Risultato: in pratica non c’è stata quasi nessuna associazione tra la lotteria e i tassi di vaccinazione.

“Ci sono state 37,2 milioni di prime dosi di vaccino Covid-19 somministrate negli Stati Uniti tra il 28 aprile e il 1 luglio 2021, di cui 19,2 milioni negli Stati che hanno annunciato prelievi di contanti”, si legge sul lavoro. Ma soprattutto si osserva che non è stata rilevata alcuna associazione statisticamente significativa tra un annuncio di estrazione di denaro e il numero di vaccinazioni prima o dopo la data dell’annuncio.

Chi non era convinto prima, non si è certo convinto dopo. Purtroppo le promesse di grandi vincite non sono servite a nulla, tanto che gli stessi esperti ipotizzano che anche in presenza di conoscenze non corrette sul fronte scientifico che si sono irrobustite in convinzioni forti, la molla economica non scalfisce queste sicurezze.

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