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Ricerca delle informazioni sui social, ecco cosa ci guida

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Cosa unisce le “bolle” dei social, in cui ci si trova con persone che hanno pensieri simili, strategie di marketing e convincimenti politici? Semplice. Basta andare a leggere la ricerca coordinata da Tali Sharot dell’University College di Londra, pubblicata su Nature Communications, per scoprire che poi alla fine siamo esseri semplici. La nostra ricerca di informazioni, se si parla di salute, situazione economica con relative prospettive e stato d’animo, viene guidata da un aspetto molto semplice: vogliamo sentirci dire ciò che desideriamo.

Almeno per la stragrande maggioranza delle persone, infatti, la tipologia che “guida” il percorso è legata all’utilità e alla formazione/riproduzione del nostro pensiero. Anche in tempo di infodemia, come sta accadendo per Covid-19, c’è chi ricerca affannosamente e frequentemente dati nuovi e chi invece non pare occuparsi della cosa. All’origine di questi comportamenti apparentemente poco definibili ci sono invece precise caratteristiche psicologiche, ampiamente dimostrate negli esperimenti condotti dai ricercatori del celebre ateneo londinese su oltre 500 persone.

Un esempio? In un test si è chiesto ai partecipanti i loro “desiderata” in termine di salute futura, magari con la possibilità di scoprire se avevano una particolare predisposizione per sviluppare malattia di Alzheimer. In un altro sono state poste domande sull’interesse per la percezione da parte di amici e familiari in tema di pigrizia e intelligenza, o anche sui futuri trend finanziari. Cosa ci interessa alla fine? La stragrande maggioranza dei soggetti individua tre criteri quando punta a saperne di più su un argomento: quanto può essere utile in futuro avere un determinato dato, quanto impatta sulla psiche e, soprattutto, quanto è in linea con i pensieri che più ricorrono.

Ripetendo gli stessi test a distanza di tempo gli scienziati hanno visto che la situazione non cambia: i tre criteri di scelta per l’informazione (sentimenti, utilità, frequenza di pensiero) rimangono sempre predominanti nel guidare le scelte.

Queste indicazioni, oltre che per chi si occupa di ricerca, possono essere utili su molti fronti. Pensate solamente al ruolo di questa “unitarietà” di ricerca di informazioni che lega la maggior parte degli esseri umani in chiave di lettura di messaggi politici: andare in cerca di messaggi che riescano ad apparire utili per chi ascolta e al contempo essere in grado di stimolare elementi positivi può diventare una chiave di proposizione estremamente efficace per i pensieri che si passano ai potenziali elettori.

Ma non basta: anche nelle scelte alimentari, così come nei messaggi che ci guidano nell’approccio alle attività, tenere presenti i tre aspetti chiave del pensiero della maggior parte delle persone può diventare una formidabile arma per indirizzare verso prospettive di alimentazione salutare e sana.

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