Jamie Dimon: l’insicurezza è il vero nemico dei CEO di successo

Jamie Dimon/GettyImages

Jamie Dimon, uno degli amministratori delegati più longevi del settore bancario, ha una sua teoria sul motivo per cui alcuni CEO riescono a gestire con successo le sfide del ruolo mentre altri finiscono per perdere il controllo. E, secondo lui, la risposta ha poco a che fare con la quantità di conoscenze che possiedono sul mondo degli affari.

Dimon, CEO di JPMorgan Chase, la più grande banca statunitense per capitalizzazione di mercato, da ormai 20 anni, ha spiegato in un’intervista pubblicata lunedì al Master Investor Podcast che, più di ogni altra cosa, l’insicurezza rappresenta una delle principali minacce per la carriera di un amministratore delegato e per il successo della sua azienda.

Più cresce il ruolo, meno si conosce ogni dettaglio del business

Secondo Dimon, quando i dirigenti salgono nella gerarchia aziendale, passano spesso dall’essere esperti di una specifica area dell’impresa a diventare figure più generaliste, responsabili di settori dell’azienda che conoscono meno profondamente. “Più grande diventa il ruolo, meno si conosce – letteralmente – quel lavoro”, ha dichiarato al conduttore del podcast Wilfred Frost.

Alcuni CEO riescono ad affrontare bene questa trasformazione, ha spiegato Dimon. Sono capaci di cercare persone con competenze che loro non possiedono e non si sentono a disagio quando devono ammettere di non sapere qualcosa. Per altri, invece, questo cambiamento diventa una fonte di insicurezza.

“Si finisce con il creare presentazioni PowerPoint per apparire migliori, evitando di comunicare le cattive notizie. Ed è proprio questo che causa il problema”, ha affermato.

L’insicurezza è più pericolosa dell’arroganza

Dimon sostiene che questo tipo di fragilità, più ancora dell’arroganza, rivela una debolezza più profonda nella leadership, capace di generare ulteriori problemi all’interno dell’organizzazione. Un CEO deve essere in grado di accogliere le critiche e trasformarle in un piano di miglioramento, soprattutto quando riguardano le lamentele dei clienti, ha sottolineato.

“Non ferirete i miei sentimenti dicendomi che abbiamo un prodotto pessimo. Se avete ragione, vi ringrazierò per avermelo fatto sapere”, ha detto Dimon.

La leadership di Dimon alla guida di JPMorgan

Il percorso di Dimon conferisce un peso particolare ai suoi consigli sulla leadership. Durante il suo mandato, ha trasformato JPMorgan in un colosso bancario da 917 miliardi di dollari. La sua strategia della “fortress balance sheet” — un bilancio solido basato su elevata liquidità e una gestione prudente del rischio — è stata fondamentale per permettere alla banca di superare la crisi finanziaria del 2008.

Negli ultimi due decenni, Dimon ha inoltre contribuito alla crescita dell’istituto attraverso l’acquisizione di concorrenti in difficoltà, tra cui Bear Stearns nel 2008 e, più recentemente, First Republic Bank nel 2023.

Burocrazia, compiacenza e arroganza: i rischi per le aziende

Le sue recenti dichiarazioni sull’insicurezza sono coerenti con precedenti avvertimenti riguardanti il pericolo rappresentato da “burocrazia, compiacenza e arroganza”, elementi che secondo Dimon possono portare al declino anche aziende di grande successo.

Ad aprile, il CEO di JPMorgan aveva dichiarato che il modo migliore per affrontare questi problemi consiste nel “liberarsi degli idioti”, riferendosi ai manager burocratici più concentrati sui processi che sui risultati.

La mancata condivisione delle informazioni, un comportamento che può derivare da un CEO insicuro, alimenta quella che Dimon definisce “rope-a-dope politics”, ovvero dinamiche interne di contrapposizione e tatticismi che generano discussioni inutili e ostacolano il raggiungimento degli obiettivi.

Una filosofia condivisa da altri grandi leader

La visione di Dimon sulla leadership è in linea con quella di altri CEO di successo, attuali ed ex. Il CEO di Microsoft Satya Nadella ha dichiarato in passato a Fortune di incoraggiare i dipendenti a mantenere una mentalità di crescita (growth mindset) invece di accontentarsi dei risultati raggiunti e cadere nella compiacenza.

Nadella ha inoltre cercato di trasformare la cultura aziendale di Microsoft da una mentalità “know-it-all” (“so tutto io”) a una cultura “learn-it-all” (“imparo continuamente”), nella quale i dipendenti vengono incoraggiati ad affrontare i problemi con curiosità e apertura.

Anche Ray Dalio, fondatore ed ex CEO di Bridgewater Associates, ha promosso durante la sua gestione il principio della “radical transparency” (trasparenza radicale), incoraggiando i dipendenti a mettersi in discussione apertamente e ad affrontare gli errori senza atteggiamenti difensivi.

Dimon applica alla propria leadership ciò che predica

Il CEO di JPMorgan, che ricopre anche il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione, sostiene di mettere in pratica personalmente questi principi. Negli ultimi 20 anni, ha raccontato, è uscito da ogni riunione del consiglio di amministrazione per lasciare ai membri del board la possibilità di discutere liberamente senza la pressione della sua personalità definita da lui stesso «forte».

In passato aveva già dichiarato che leader come lui devono conquistare la fiducia dei propri dipendenti ogni giorno. Per farlo, secondo Dimon, è essenziale essere disponibili ad ammettere i propri errori senza vivere le critiche come attacchi personali. “Non sto cercando di fare ciò che voglio io: voglio fare la cosa giusta per l’azienda”, ha dichiarato lunedì.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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