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Covid, cresce l’allerta in tutta Europa per salvare il Natale

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Covid restrizioni

L’Europa si prepara a blindare le festività natalizie cercando di contenere la quarta ondata di Covid-19 e la nuova variante Omicron. L’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, ribadisce la necessità di adottare misure precauzionali a fronte di una situazione “estremamente grave, con alti livelli di trasmissione della variante Delta e viste le incertezze su Omicron”.

Non c’è tempo da perdere, il virus corre e i dati degli ultimi giorni non sono incoraggianti. In Danimarca – che solo lo scorso settembre era diventata la prima nazione dell’Unione europea a ritornare alla vita pre-pandemia abolendo tutte le restrizioni anti-Covid – il governo ha deciso di chiudere le scuole e allungare le vacanze, di limitare la vita notturna riducendo l’orario d’apertura di bar e ristoranti e di incentivare il lavoro da casa. I numeri di persone ricoverate con Covid sono al momento sono gestibili, ma il quadro è incerto con i casi di variante Omicron che raddoppiano ogni due giorni.

La situazione peggiora anche in Germania, dove lo scorso venerdì i decessi per Covid sono stati oltre 520, il dato più alto degli ultimi 10 mesi, con più di 70 mila nuovi casi. La decisione sull’obbligo vaccinale per alcune categorie verrà presa a febbraio 2022, quando il parlamento sarà chiamato a votare una legge sul tema, mentre è già in vigore la regola del ‘2g’, che autorizzata solo l’accesso di vaccinati e guariti dal Covid a luoghi pubblici come ristoranti o teatri, misura che viene applicata quando si oltrepassa la soglia di tre malati ricoverati ogni 100 mila abitanti.

Record di contagi anche in Francia, dove la scorsa settimana si sono registrati 72 mila nuovi casi in un giorno, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Il governo già dalla fine di novembre aveva ripristinato l’obbligo di mascherina in tutti i luoghi pubblici e all’esterno in zone di grande affluenza, riducendo la validità dei test molecolari per chi non si è ancora vaccinato da 72 a 24 ore.

Situazione migliore in Austria, primo Paese a tornare in regime di lockdown totale tre settimane fa. Da oggi per gli immunizzati in alcune aree del Paese riaprono negozi, ristoranti, alberghi e mercatini di Natale. Resta in vigore ovunque il coprifuoco dalle 23 per i ristoranti e le mascherine obbligatorie sui mezzi pubblici e all’interno dei negozi e spazi pubblici. I non vaccinati continueranno ad essere sottoposti a un severo lockdown, costretti a rimanere a casa tranne che per fare la spesa, andare dal medico o fare esercizio fisico nei pressi dell’abitazione. Rispetto allo scenario precedente alla reintroduzione del lockdown, il numero di nuovi casi è sceso drasticamente di quasi due terzi. I ricoveri da Covid non sono però altrettanto diminuiti, con 567 pazienti in terapia intensiva. Una situazione che gli esperti riconducono alla esigua percentuale di popolazione con un ciclo vaccinale completo, pari al 67,7%, tra le più basse d’Europa.

Diametralmente opposta la situazione di Spagna e Portogallo, le nazioni europee con il più alto tasso di vaccinati e dove, almeno per il momento, non si vedono all’orizzonte nuove restrizioni.

Fuori dall’Ue arrivano notizie allarmanti dal Regno Unito. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha lanciato un appello al Paese, invitando tutta la popolazione a fare la terza dose di vaccino il primo possibile. La variante Omicron corre: ieri 1.239 i casi segnalati, raddoppiati rispetto al giorno prima, oggi la prima vittima accertata. Circa il 40% dei nuovi contagi di Covid registrati a Londra è causato dalla variante Omicron, ha reso noto il ministro della Sanità britannico.

Cinque mesi dopo il “liberi tutti”, con addio a mascherine e qualsiasi restrizione contro il coronavirus, Johnson ha dovuto fare marcia indietro reintroducendo l’obbligo di mascherina sui mezzi di trasporto e in molti luoghi al chiuso, invitando la popolazione a lavorare in smart working. Le proiezioni dei contagi entro la fine dell’anno indicano addirittura cifre a sei zeri, anche per questo l’allerta nazionale Covid è stata innalzata al livello 4 su 5 e da oggi tutti i maggiorenni potranno prenotare la terza dose, anche a tre mesi dalla seconda.

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