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Roche Italia, fatturato e ricerca in crescita nel 2021

De Cicco Roche
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Dopo due anni difficili, Roche Italia chiude il 2021 in crescita, con un fatturato complessivo di 796 milioni di euro e un incremento rispetto all’anno precedente dell’1%, pari a circa 6 milioni. Un trend positivo che si accompagna a quello registrato a livello globale dal gruppo elvetico, che ha fatto segnare un +9% nelle vendite attestandosi a 62,8 miliardi di franchi svizzeri e chiudendo l’anno con un utile netto a 14,9 miliardi.

Per la divisione italiana il 2021 si è contraddistinto per “una crescita determinata dai prodotti ad alto tasso di innovazione che portiamo nel Paese – sottolinea Maurizio de Cicco, presidente e Ad di Roche S.p.A – Il nostro contributo non è più solo nell’ambito dell’area oncologica. A incidere positivamente sono stati anche gli eccellenti risultati del nostro farmaco per la sclerosi multipla primariamente progressiva; il nostro anticorpo monoclonale per emofilia A, il primo ad essere raccomandato per l’uso nei pazienti affetto da questa patologia e la nostra terapia personalizzata made in Italy per il carcinoma polmonare. Abbiamo contribuito anche alla battaglia contro Sars-Cov-2 con una combinazione di monoclonali che si è dimostrata, in un determinato setting di pazienti, un’arma efficace per la cura delle infezioni polmonari da Covid-19”.

Numeri positivi anche dal fronte ricerca e svilippo, con una crescente quota di investimenti nel nostro Paese che sale a 47 milioni di euro, +4% rispetto ai due anni precedenti. Grazie alla collaborazione con oltre 190 centri di ricerca di eccellenza, nel 2021 Roche ha registrato 249 studi clinici, di cui hanno beneficiato oltre 19 mila pazienti che hanno intrapreso così un percorso di cura all’avanguardia. Inoltre circa 3 mila pazienti sono stati trattati con programmi di uso compassionevole.

“In un momento storico come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da una generale instabilità, la nostra risposta è stata quella di consolidare la leadership di Roche in ricerca e sviluppo di soluzioni innovative volte a migliorare la vita dei pazienti. Questo è motivo di orgoglio per noi”, afferma de Cicco, che mette però in evidenza come questi risultati siano stati raggiunti in un contesto come quello italiano che non favorisce la ricerca.

“Il nostro Paese non può perdere il treno dell’innovazione – avverte – Da pochi giorni è attiva la nuova piattaforma europea per gli studi clinici e l’Italia non è ancora pronta. Alcune nazioni, come la Spagna, sono molto avanti. Facciamo appello alle istituzioni affinché non si perda ulteriore tempo. Il sistema Italia si deve adeguare al sistema Europa. Non possiamo mancare questa opportunità – ribadisce a Fortune Italia – Ricordiamoci dell’impatto che uno studio clinico può avere in termini economici, di minor spesa per il sistema salute e di aiuto per il paziente”.

Da un’analisi della Bocconi emerge come ogni euro investito per la cura dei tumori consenta al Servizio sanitario di risparmiarne 2,2. Un modello per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche stima che grazie all’impegno in ricerca clinica, Roche contribuisca ogni anno a far risparmiare al Ssn circa 180 milioni di euro. Numeri che definiscono limpidamente l’impatto economico e sociale dei ritardi nella ricerca.

C’è poi un’altra partita da giocare, quella della digitalizzazione, che fa parte dei progetti del Pnrr: “Dobbiamo puntare su telemedicina, delocalizzazione e monitoraggio a distanza – aggiunge De Cicco – per cerare di mettere il paziante oncologico in sicurezza, e magari evitare che entri in ospedale. Su questo fronte stiamo lavorando con le regioni e ce ne sono alcune, come l’Emilia Romagna, che stanno portando avanti un grande lavoro”.

De Cicco pone l’attenzione poi su un altro punto dolente del nostro sistema Paese, il tema dei tetti di spesa e del payback: “Negli ultimi due anni il nostro contributo è stato di circa 200 milioni di euro, pari al 20% del fatturato aziendale. Tuttavia la nostra filosofia è quella di continuare a fovorire la collaborazione con il pubblico e per questo non abbiamo presentato ricorso verso le Regioni per il pagamento del payback ospedaliero. Resta comunque un sistema insostenibile che va rivisto”.

Nel corso del 2022 Roche prevede una ulteriore crescita: “Ci aspettiamo 19 nuovi lanci tra nuove molecole ed estensioni di indicazioni, in ambito oncologico e di patologie rare di cui potranno beneficiare oltre 25mila pazienti in attesa di nuove soluzioni terapeutiche. Anche la nostra lotta a Covid continua in maniera incessante, e stimiamo che nel 2022 oltre 30mila pazienti potranno essere trattati con le nostre terapie. Quest’anno celebriamo i 125 anni di attività in Italia. Gli uffici italiani storicamente sono stati la prima proiezione internazionale dell’azienda al di fuori della Svizzera. Continueremo a cercare nuove strade e a investire in soluzioni all’avanguardia in grado di garantire le cure e di migliorare la salute di tutti, realizzando progettualità, sia a livello regionale, sia nazionale, volte a ridurre al minimo gli sprechi e a ottimizzare le risorse”, conclude l’ad di Roche Italia.

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