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Il benessere mentale è un diritto fondamentale e un bene pubblico

benessere mentale
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Il benessere mentale è un bene pubblico globale che dovrebbe essere accessibile a tutti e il diritto alla salute include il diritto universale alla salute mentale.

La pandemia da Covid-19 ha ampliato divari e disuguaglianze, ma ha anche aumentato la consapevolezza dell’importanza della salute mentale. Nel numero di febbraio 2022 di Lancet Psychiatry c’è un interessante e approfondito articolo, in cui vengono proposte una serie di azioni d’intervento di salute mentale pubblica, intesa come parte fondamentale dello sviluppo economico sostenibile.

Nell’articolo si dettagliano i necessari interventi di salute mentale pubblica, andando dalla prevenzione dei disturbi mentali, alla promozione del benessere mentale e della resilienza. Interventi che affrontano le determinanti del benessere mentale, insieme ai fattori di rischio e al trattamento dei disturbi mentali. Come, ad esempio, la promozione del benessere mentale lungo le diverse fasi del ciclo di vita e nei diversi contesti relazionali; o l’aumentare il valore che gli individui e le società attribuiscono alla salute mentale e al benessere.

Fondamentale, in tal senso, la formazione dei dirigenti e degli operatori della sanità pubblica e della politica circa l’impatto dei disturbi mentali e del benessere sullo sviluppo sociale ed economico. E l’alfabetizzazione alla salute mentale presso tutti i cittadini e nei gruppi ad alto rischio, per migliorare la prevenzione e ridurre lo stigma e la discriminazione. Un approccio integrato nei principali contesti di vita, dalle cliniche prenatali e postnatali, ad asili e scuole, ai luoghi di lavoro, ai quartieri, all’assistenza primaria, ai campi profughi, alle carceri e alle case di cura.

Come sottolineato nell’articolo, la tecnologia digitale può supportare gli interventi di salute mentale pubblica, efficacemente erogati tramite la rete internet, migliorare l’alfabetizzazione sulla salute mentale, la diagnosi e il monitoraggio dei disturbi mentali, l’aderenza al trattamento, ridurre lo stigma e l’ideazione suicidaria, prevenire i disturbi mentali e promuovere il benessere mentale. Gli interventi digitali risultano efficaci in contesti particolari come le scuole e i luoghi di lavoro. La tecnologia digitale può anche supportare l’assistenza collaborativa, la supervisione e la formazione in salute mentale pubblica. Chiaramente bisogna tener conto dei potenziali danni della tecnologia digitale, in particolare per i bambini e gli adolescenti, e vanno presi provvedimenti per coloro che non hanno accesso a tale tecnologia.

Fondamentale l’azione sulle disuguaglianze socioeconomiche e la povertà, che sono alla base di molti fattori di rischio per i disturbi mentali, in particolare durante le recessioni economiche.

Gli autori concludo evidenziando come la mancata attuazione degli interventi di salute mentale pubblica rappresenti una violazione del diritto alla salute e si traduca in una sofferenza umana su scala demografica con una serie di impatti e costi economici associati.

In Italia si è finalmente aperto un confronto pubblico sulle questioni di salute mentale e sull’urgenza di intervenire. Quasi 300.000 persone hanno firmato la petizione su Change.org per il bonus salute mentale e, come annuncia il deputato Filippo Sensi, l’emendamento per il cosiddetto bonus psicologo è stato presentato per l’inserimento nel decreto Milleproroghe.

La Regione Lazio ha presentato in questi giorni il Progetto di intervento “AiutaMente” con cui stanzia 10,9 milioni di euro per il sostegno al benessere psichico dei giovani. Tre le misure adottate: potenziamento degli “sportelli di ascolto” nelle scuole; voucher per l’accesso alle cure psicologiche; rafforzamento dei servizi territoriali con il servizio psicologico distrettuale.

Nel corso di uno degli ultimi Trust Talk organizzati dall’Associazione InnovaFiducia e da Culture, con ospiti Sandra Zampa e il presidente della Società Psicoanalitica Italiana, Sarantis Thanopulos, è stata ribadita l’importanza di istituire gli Stati Generali del prendersi cura della psiche al fine di attivare un confronto e un pensiero collettivo sugli interventi d’attuare. Stati Generali da organizzare a giugno 2022, con l’intenzione di portare i risultati al Global Mental Health Summit che si terrà a Roma ad ottobre 2022. Una grande responsabilità.

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