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Coniugare salute e storia, la grande sfida per le nostre città

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Dopo l’effetto Greta, tra pandemia e guerra l’attenzione per l’ambiente e la salute del pianeta sembra finita un po’ nell’angolo. Ma ormai indietro non si torna, ed è di qualche tempo fa la notizia del primo ingresso di un italiano entra nel board mondiale degli esperti dell’International Well Building Institute (Iwbi) di New York, organizzazione impegnata per la promozione della cultura globale della salute.

Si tratta di Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima) e docente di Prevenzione ambientale all’Università degli Studi di Milano, che entra a far parte dei membri del suo Governance Council, organo consultivo che collabora alla definizione, adozione e valutazione degli standard di certificazione Well per la salubrità degli edifici. Con Miani, Fortune Italia ha voluto parlare della situazione peculiare del nostro Paese, che vanta una concentrazione di città d’arte unica nel mondo, e si trova ad affrontare non poche sfide per coniugare salubrità dei centri urbani con il rispetto del patrimonio architettonico.

Alessandro Miani
Alessandro Miani

L’Italia vanta numerosi edifici antichi e storici, quali sono le priorità dal punto di vista della salubrità ambientale?

Oltre il 30% del parco immobiliare italiano è stato edificato prima del 1945 e in esso è ricompreso l’immenso patrimonio immobiliare con valore storico e testimoniale del nostro Paese, che rappresenta una risorsa che deve essere tutelata e resa accessibile alle persone. Per questo è fondamentale che si compongano sinergicamente le necessità connesse alla conservazione con quelle legate alla tutela della salute di chi vi vive o lavora. L’attenzione alla qualità dell’aria negli ambienti confinati rappresenta la sfida maggiore, poiché unisce l’esigenza di monitorare la presenza di inquinanti atmosferici, propri degli ambienti indoor, come polveri, Voc, gas Radon, muffe, CO2, ecc. con la necessità di mitigarne gli effetti sulla salute con corretti ricambi d’aria per la fruizione umana in sicurezza – in modo particolare a seguito dell’esperienza pandemica – senza dover ricorrere a interventi invasivi. Il monitoraggio può essere fatto anche con dispositivi smart, a costi molto contenuti, purché scientificamente validati, e riguarda la consapevolezza del rischio, cui, se necessario, può seguire l’integrazione ambientale di sistemi stand-alone di purificazione nanometrica dell’aria, opportunamente dissimulati nella struttura, per ridurne al minimo l’impatto visivo e garantire elevati standard di benessere indoor.

Quali sono gli aspetti fondamentali da valutare al momento della costruzione di un edificio?

Senza dubbio la scelta delle corrette procedure, volte a mettere in atto tutte le misure di monitoraggio della qualità dell’aria già durante la fase di costruzione, proteggendo materiali e componenti tecnologici prima e durante l’installazione, sia da agenti atmosferici, sia da contaminazione legate alle lavorazioni in corso. Unitamente alle procedure è fondamentale la scelta di materiali bassoemissivi, in grado di minimizzare o azzerare il rilascio in aria ambiente di composti organici volatili. La presenza di impianti di ventilazione meccanica controllata a doppio flusso, con filtrazione dell’aria in entrata, offre un contributo significativo nel limitare la penetrazione di polveri atmosferiche esterne e, in caso della presenza di impianti a ricircolo, diluire significativamente tutti i contaminanti dell’aria indoor generati internamente.

A che livello è arrivata la sensibilità su questi aspetti nel nostro Paese?

I grandi investitori e sviluppatori che operano nel nostro Paese hanno ben compreso come progettare e costruire un edificio pensando alla salute e al benessere delle persone che lo occuperanno rappresenti un valore aggiunto che il mercato immobiliare riconosce e valorizza. Per questa ragione oggi l‘Italia è il 6° Paese al mondo per numero di interventi certificati/in corso di certificazione Well, confermando il solido riconoscimento di questi temi, e di come essi rappresentino un motore attivo per la ripresa post pandemica.

Come Società Italiana di Medicina Ambientale riteniamo che i luoghi in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno rappresentino uno dei principali determinanti della nostra salute e che nell’ambito dell’approccio One Health vada ricompresa la cosiddetta resilienza urbana. Come esseri umani esistiamo infatti solo nel quadro del nostro rapporto con l’ambiente circostante – sia naturale che artificiale – compresi gli spazi urbani e quelli indoor, dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo. La progettazione di questi luoghi, l’attenzione ai metodi e materiali di costruzione, oltre alla qualità dell’aria indoor, rappresentano una sfida cruciale alla luce del principio di precauzione che ispira l’azione del nostro impegno in tema di Medicina ambientale. Non posso quindi che essere felice di adoperarmi con Iwbi Per migliorare la qualità degli ambienti urbani e indoor.

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