Viviamo sempre più a lungo (questa è la buona notizia), ma spesso non in buona salute (e questa è la cattiva).
Se grazie ai progressi della medicina, entro il 2050 la percentuale di persone over 50 anni aumenterà di 11 punti percentuali – e il 40% della popolazione dei Paesi del G20 avrà più di 50 anni – già oggi le malattie prevenibili costano alle economie 1,02 trilioni di dollari di perdita di produttività annua da parte delle persone fra 50 e 64 anni. Un impatto pesante, che equivale all’incirca alla perdita di reddito globale dei lavoratori stimata nella prima metà del 2021 a causa di Covid-19.
L’invecchiamento della popolazione, infatti, ha un impatto significativo sulle economie dei paesi del G20. Quando la popolazione invecchia, c’è meno manodopera disponibile per lavorare e produrre beni e servizi, il che può ridurre la crescita economica. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione può aumentare i costi delle cure mediche e delle prestazioni pensionistiche, il che può aumentare il debito pubblico e ridurre le risorse disponibili per altre spese pubbliche. Tuttavia, ci sono anche alcuni aspetti positivi dell’invecchiamento della popolazione. Ad esempio, le persone anziane possono avere una maggiore esperienza lavorativa e possono contribuire all’economia in altri modi, come attraverso il volontariato o l’investimento in beni finanziari. Inoltre, possono far bene al turismo: il 48% degli anziani europei viaggia, anche se con molte differenze tra i paesi. In Olanda viaggia il 70% degli anziani, in Finlandia il 69%, in Danimarca il 67%, in Francia il 66%, in Germania il 62%… in Italia solo il 25%. Simili capacità di esplorazione le troviamo anche rispetto al “navigare” in rete. Se il 41% degli anziani europei utilizza internet almeno una volta a settimana, la percentuale sale all’81% in Lussemburgo, 76% in Danimarca, 75% in Olanda, 52% in Francia, 51% in Germania e… scende drammaticamente al 22% in Italia. Ancorati alle nostre “ferme” abitudini.
Ma non dobbiamo lasciare che il problema demografico sia solo un dibattito sull’assistenza come peso, ma deve diventare una risorsa e un’opportunità. Invecchiare restando in forma è una sfida che può e deve essere affrontata. Non bisogna rispondere solo al problema della non autosufficienza degli anziani, ma costruire una visione innovativa che li comprenda come risorsa nella società.
«Il peggior nemico della vecchiaia è propio l’idea che di essa abbiamo».
Il prossimo anno l’International Longevity Centre UK (Ilc) creerà l’Healthy Aging and Prevention Index, ideato per monitorare il livello di salute e invecchiamento dei Paesi del G20 e il loro impatto sull’economia e sull’ambiente.


