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Covid, la fine della pandemia è davvero vicina?

Tedros (Oma

Dopo quasi tre anni anche l’Organizzazione mondiale della sanità lascia trapelare un certo ottimismo. La fine della pandemia da Covid-19 “è vicina”, dicono da Ginevra gli esperti guidati da Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Se il virus ha totalizzato nel mondo 607.083.820 casi confermati, con 6.496.721 di morti, un indizio preziosoi arriva dai decessi settimanali, che hanno raggiunto il livello più basso da marzo 2020. Tedros Adhanom Ghebreyesus ammonisce però a non allentare troppo l’attenzione: Sars-Cov-2 rappresenta ancora una “acuta emergenza globale”, che nei primi otto mesi del 2022 ha ucciso più di 1 milione di persone.

Il virus sta rallentando la sua corsa anche in Italia, dove i casi nelle ultime 24 ore sono stati 18.854, con 69 morti, e l’anno scolastico sta riprendendo senza misure anti-Covid e mascherina. Ma la fine della pandemia è davvero vicina? “Siamo sicuramente ai titoli di coda – afferma a Fortune Italia Massimo Ciccozzi, epidemiologo molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – I dati ci dicono che siamo al minimo dei contagi, anche rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Ma dobbiamo aspettare ancora un po’: abbiamo tolto le mascherine e le altre misure”, riflette l’esperto.

“Vero è che – aggiunge l’esperto – che molte persone sono vaccinate e altrettante hanno preso l’infezione. Il 30% secondo uno studio su ‘Jama’ ha contratto il virus in modo asintomatico, e dunque sono poche le persone sensibili al virus. Io – conclude Ciccozzi – mi aspetto un’endemizzazione finale questo inverno, in cui avremo in Italia un piccolo rialzo di casi e una rapida ridiscesa, proprio come fanno i coronavirus umani da anni e anni”.

Se il mondo è stanco e insofferente rispetto a restrizioni (e vaccini), dall’Oms arriva comunque il monito a non ‘mollare’. “Non ci si ferma quando si vede il traguardo, si corre più veloci con tutte le energie che si hanno”. Insomma: la fine della pandemia è vicina, ma questo “è il momento peggiore per smettere di correre”.

“Ora – ha detto il dottor Tedros – è il momento di assicurarci di superare il limite e raccogliere i frutti di tutto il nostro duro lavoro”. Anche perché in caso contrario il rischio è quello di nuove varianti, che potrebbero compromettere il percorso verso una normalizzazione. L’inizio della pandemia – dichiarata ufficialmente dall’Oms l’11 marzo 2020 – ha stravolto la nostra vita per anni. Ora che – come conferma Ciccozzi – siamo ai titoli di coda, sarebbe intollerabile vedere una nuova impennata di casi.

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