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Chiesi punta sul biotech, a Parma nuovo centro da 85 mln di euro/VIDEO

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Flessibilità e alta tecnologia: sono le parole chiave del nuovo hub d’eccellenza che punta su tecnologie innvative – ma anche sostenibili – per lo sviluppo e la produzione di farmaci biologici, dall’ideazione al prodotto finito, fino all’imballaggio. A Parma, dove l’azienda farmaceutica Chiesi è nata nel 1935, sorgerà infatti (nell’area dello stabilimento di produzione) un nuovo Biotech Center of Excellence da 85 mln di euro, dove lavoreranno 105 persone.

Il cantiere è aperto, oggi partono ufficialmente i lavori e la costruzione dell’edificio procede a ritmo serrato. Si prevede di installare i primi impianti entro i primi mesi del 2023, mentre il Centro sarà operativo dal 2024 e sarà specializzato nello sviluppo e produzione di principi attivi come anticorpi monoclonali, enzimi e altre proteine.

“Oggi solo il 22% di tutti i nuovi trattamenti sviluppati a livello mondiale ha origine in Paesi europei – ha ricordato il presidente del gruppo, Alberto Chiesi – esattamente l’opposto di quel che accadeva 25 anni fa. Questo è in parte causato dal rallentamento della crescita degli investimenti in Ricerca e Sviluppo in tutto il territorio”. L’Europa, insomma, sta perdendo terreno sul fronte dell’innovazione, e questo si traduce in un ridotto accesso dei cittadini all’innovazione.

L’investimento presso il polo produttivo di Chiesi – San Leonardo a Parma – “il cuore produttivo del gruppo”, come ha ricordato il presidente – punta a invertire la rotta, ad attrarre talenti e professionalità. Un scelta forte per Chiesi, che vanta oltre 85 anni di esperienza, oggi opera in 30 Paesi e conta oltre 6.500 collaboratori e 5.600 brevetti depositati.

Nel sito opereranno profili altamente specializzati, alcuni formati all’interno e altri esterni, italiani o stranieri, come ha ricordato Francesca Usberti, responsabile Pharmaceutical Development in Ricerca e Sviluppo. “La parte biotecnologica di Parma sarà l’unica a livello globale”. 

Chiesi

“Per Chiesi è da sempre fondamentale investire nella ricerca con l’obiettivo di far diventare il nostro Paese, e l’Europa, reali protagonisti in materia di produzione e accesso all’innovazione. Il nuovo Biotech Center of Excellence rappresenta un messaggio forte del nostro impegno per il Paese e per la comunità di Parma in particolare, dove la nostra azienda è nata”, ha aggiunto Alberto Chiesi.

La salute non è un costo

“Da parmigiano – ha sottolineato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani –  non posso che essere lieto per questo investimento, in una Regione che assomma circa 5mila addetti nel farmaceutico e che conta investimenti per 520 mln di euro. La famiglia Chiesi, con grande lungimiranza, continua a investire sul territorio in innovazione, malattie rare, farmaci biotecnologici, ovvero portare la salute degli italiani e dei pazienti nel mondo verso nuovi traguardi di benessere”.

Per Cattani c’è bisogno “di una visione strategica della salute, essenziale per la sicurezza e lo sviluppo economico e sociale del Paese. Siamo la prima industria d’Europa per valore della produzione, e dobbiamo essere più bravi nell’attrarre investimenti. Dobbiamo – ha aggiunto Cattani – con regole nuove, superare vecchi problemi: il payback e la governance della spesa farmaceutica. La salute non è un costo, ma un investimento”. 

A queste sfide si sommano quelle dell’energia e del costo delle materie prime. “Hanno un impatto: siamo il settore manifatturiero meno energivoro di tutti, siamo virtuosi anche nella transizione verso le rinnovabili. Ma oggi – ha detto Cattani rispondendo a Fortune Italia – scontiamo difficoltà soprattutto nel reperimento degli ingredienti attivi, che provengono nel 75% da Cina e India. Il Paese deve rilocalizzare la produzione e il Governo deve aiutarci ad avere una strategia aggressiva. Dobbiamo accelerare su questo fronte, perché oggi abbiamo i prezzi più bassi d’Europa e non possiamo scaricare a valle questi incrementi”.

Pharma gioiello del Made in Italy

“Il successo del Made in Italy è possibile grazie a realtà come Chiesi, al primo posto tra le aziende private per gli investimenti in ricerca e sviluppo in Italia: oltre il 20% del fatturato, circa mezzo miliardo di euro nel 2022, e al primo posto anche per numero di brevetti”, ha evidenziato il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini. 

Valentini ha ricordato la leadership italiana nel pharma. “E’ però una competizione sempre in corso. Ebbene, per noi – ha assicurato Valentini – la tutela della proprietà intellettuale è fondamentale, come hanno dimostrato anche Covid-19″ e i risultati della ricerca sui vaccini. Un passaggio anche sulla creazione di posti di lavoro di qualità, “in un settore globale e di eccellenza. Dobbiamo attrarre” giovani. “C’è la volontà di fare il modo che il sistema farmaceutico, un asset che riteniamo strategico, possa lavorare meglio”, ha aggiunto Valentini.

La Regione e la legge per attrarre talenti

“Ogni governo è anche il nostro governo”, ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, auspicando stabilità e ricordando le molte produzioni d’eccellenza regionali. Bonaccini ha poi assicurato in tempi stretti “l’approvazione della prima legge italiana per attirare i talenti“.

“Ricerca, innovazione e nuove tecnologie – ha evidenziato il presidente della Regione – sono le leve strategiche che permetteranno già ora e nel prossimo futuro a un territorio come l’Emilia-Romagna di poter competere a livello internazionale. Abbiamo bisogno di puntare sulla qualità. Per questo, l’apertura di questo centro è un’ottima notizia che va ad arricchire la nostra Regione di un altro luogo di eccellenza nel campo della farmaceutica. Come istituzione intendiamo essere al fianco delle realtà imprenditoriali che investono in buona occupazione, innovazione e ricerca, mettendo loro a disposizione opportunità sempre maggiori. A partire da un sistema regionale che si arricchisce, con l’inaugurazione giovedì al Tecnopolo di Bologna, del supercomputer europeo Leonardo, il quarto per potenza di calcolo nel mondo, il primo in Europa. Un’infrastruttura straordinaria, al servizio non solo dell’Italia ma anche dell’Europa, che vede anche nella farmaceutica e nelle biotecnologie alcuni dei settori dalle maggiori potenzialità”.

Al mondo del lavoro “servono competenze”, ha aggiunto Bonaccini. Se l’Italia da anni paga il pegno della ‘fuga dei cervelli’, “Lombardia ed Emilia Romagna in Italia erano le uniche due regioni con un saldo attivo” per quanto riguarda “i giovani talenti. Questo grazie a qualità delle imprese ma anche della sanità e dello stile di vita. “Metteremo nella legge” per attrarre i ‘cervelli’ “un po’ di risorse per le imprese: chi assumerà questi ragazzi avrà dei benefici – ha detto Bonaccini – Ma inseriremo anche un pacchetto, dalla casa agli asili nido, che possa comportare per i giovani un vantaggio a venire qui“.

Come sarà il Biotech Center

“Il Biotech Center sarà avanzato dal punto di vista delle biotecnologie e sviluppato con un’attenzione all’impatto ambientale. Investire nel settore dei farmaci biotecnologici significa puntare sulla medicina del futuro, in altre parole prepararci a rispondere ai nuovi bisogni terapeutici della popolazione,” ha spiegato Antonio Magnelli, Head of Global Manufacturing Division del Gruppo Chiesi.

Le nuove opzioni terapeutiche garantite dal Biotech Center of Excellence permetteranno all’azienda di diventare un attore importante del comparto biofarmaceutico, un settore in costante crescita da circa 10 anni.

Il Centro sarà attivo sia nel campo delle malattie rare, ma anche nel processo di riempimento e finitura e nella realizzazione di progetti sinergici con altre realtà del settore. Sfrutterà tecnologie e soluzioni innovative per garantire la massima sostenibilità ambientale, all’interno del più ampio impegno del Gruppo Chiesi nell’adozione del 100% di energia rinnovabile e nella progressiva riduzione delle emissioni di gas serra. “Tutta l’energia che usiamo nello stabilimento di Parma è green – ha spiegato Magnelli – viene da fotovoltaico o pannelli solari. Ma siamo attenti anche all’efficientamento energetico e a evitare sprechi. Abbiamo pensato alla sostenibilità sin dalla fase di progetto. Un approccio che si dovrebbe attuare sempre”. Così, quando il Centro sarà a regime, “l’impatto energetico aumenterà quello totale solo del 2-5%”.
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