Il grande flagello dei patogeni resistenti agli antibiotici

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Focus sul fenomeno dei patogeni resistenti agli antibiotici. Un’insidia che minaccia la salute umana e i progressi della medicina. Nel silenzio dei media. La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre 2022.

Si chiama EARS-Net (European Antimicrobic Resistance Surveillance Network) ed è la rete europea per la sorveglianza dell’antimicrobico resistenza, il fenomeno per cui alcuni microrganismi diventano resistenti ai farmaci normalmente utilizzati per combatterli, e ciò rende molto più difficile il trattamento delle infezioni delle quali sono responsabili. EARS-Net è finanziato con soldi pubblici e vi aderiscono 29 Paesi, per lo più attraverso agenzie di sanità pubblica, istituti e centri per il controllo delle infezioni, come il Robert Koch di Berlino, ma anche ospedali come la Pitié-Salpêtrière di Parigi. L’Italia partecipa alla rete con l’Istituto Superiore di Sanità. Dal 2010 EARS-Net è gestita e coordinata all’Ecdc, il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

EARS-Net monitora i cosiddetti superbug, batteri che sviluppano con maggiore frequenza forme di resistenza agli antibiotici. Come spiega Gian Maria Rossolini, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’Università di Firenze, “tra i Gram positivi i superbug più importanti, per diffusione e problemi causati, sono gli Stafilococchi e gli Enterococchi, in misura minore gli Pneumococchi. Tra i Gram negativi si segnalano in primo luogo gli Enterobatteri, ma anche Acynetobacter, Pseudomonas e, entro certi limiti, Gonococchi e Helycobacter”. Ma tra gli studiosi comincia a farsi strada qualche preoccupazione anche rispetto ai funghi, per esempio la Candida auris.

“I superbug – prosegue Rossolini – si sviluppano attraverso una pressione selettiva che li favorisce, risultato dell’utilizzo degli antibiotici per uso umano, animale o ambientale”.

La raccolta di dati sulla resistenza agli antibiotici è particolarmente utile per monitorare la presenza e il comportamento dei superbug, e studiarne l’evoluzione nel tempo. È il lavoro di documentazione e analisi che fa l’Ecdc attraverso EARS-Net. Un lavoro particolarmente prezioso. In primo luogo perché mette a disposizione delle istituzioni sanitarie dei diversi Paesi e della comunità scientifica dati rappresentativi, comparabili e raccolti accuratamente, che consentono di analizzare la distribuzione delle resistenze antimicrobiche in Europa e la loro evoluzione, di migliorare l’accuratezza diagnostica e di valutare in progress la maggiore o minore efficacia delle politiche e delle misure di sorveglianza e contrasto via via adottate.

L’ultimo Surveillance Report dell’Ecdc, elaborato su dati del 2020, è stato pubblicato alla fine di luglio. Riconferma gli elevati livelli di resistenza antimicrobica in Europa, con più di 670.000 infezioni da batteri resistenti, circa 33.000 morti come conseguenza diretta e un costo stimato per i sistemi sanitari europei di 1,1 mld di euro. Segnala, inoltre, ancora una volta significative differenze tra le diverse aree geografiche europee. I Paesi del Sud e dell’Est Europa fanno i conti con un problema assai più rilevante rispetto a quelli del Nord, e l’Italia si conferma uno dei territori maggiormente interessati.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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