Italiani e farmacie: più screening, vaccini ed equivalenti

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‘Farmacia dei servizi’ o ‘farmacia di fiducia’? Per gli italiani: entrambe. Sono sempre di più infatti quelli che confermano di sentirsi al sicuro quando pensano al ruolo che le farmacie ricoprono nella società. Nonostante le richieste e gli ostacoli da superare siano ancora presenti. 

Il quadro della situazione è stato tracciato dal V Rapporto di Cittadinanzattiva e Federfarma, con il contributo non condizionato di Teva, che ha coinvolto 1.030 farmacie e ben 1.284 cittadini, di cui quasi due su tre affetti da almeno una patologia cronica. Tra i temi clou: prevenzione e farmaci equivalenti.

A proposito di prevenzione, il 34% dei farmacisti ha svolto nell’ultimo anno campagne di screening per l’individuazione di soggetti a rischio per patologie croniche: nell’impegnarsi su questo fronte, i farmacisti si sono concentrati su diabete (70,3%), malattie cardiovascolari (48,2%), dislipidemie (35,9%), Bpco (14,4%). In particolare, nel 2022 c’è stata un’adesione massiccia per quanto riguarda la campagna di prevenzione oncologica del tumore al colon-retto: alla quale ha aderito ben il 78,4% delle farmacie intervistate. Con una risposta dei cittadini altrettanto incoraggiante.

Rispetto ai farmaci equivalenti invece, nell’ultimo anno l’83,4% dei cittadini ha ricevuto dal farmacista suggerimenti per un loro utilizzo e, al contempo, informazioni sul fatto che il principio attivo fosse il medesimo del farmaco originale (lo dichiara il 63,7% dei cittadini). Così come rassicurazioni sull’efficacia e qualità dell’equivalente rispetto al farmaco di marca (46%), nonché sulla possibilità di risparmiare (come riportato dal 39,3% dei cittadini).

Gli stessi farmacisti hanno dichiarato che da due anni a questa parte c’è stato un aumento della richiesta di farmaci equivalenti: rispetto al 2020, in cui ad affermarlo era il 13,4%, a pensarla così oggi è il 36,5%.

In termini di ruolo sociale della farmacia, le qualità più apprezzate rimangono la cortesia (48,2%) e la conoscenza del farmacista di fiducia rispetto ai loro problemi di salute (36,5%). Mentre l’ascolto da parte del farmacista e la velocità nel servire la clientela sono più importanti (rispettivamente nel 41,8% e nel 40,6% dei casi) per chi non ha una farmacia di riferimento.

Dal punto di vista dei farmacisti, per quanto concerne i servizi di prossimità e la loro riorganizzazione prevista dalla riforma dell’assistenza territoriale, occorrerebbe potenziare l’attività di prevenzione e gli screening, come pure la dispensazione attiva dei farmaci, la telemedicina e i test diagnostici.

Il Rapporto presenta anche le variazioni – nel periodo 2018/2022 – relative ai temi analizzati, evidenziando come, ad esempio nell’ambito della prevenzione, nel 2018 solo il 18% delle farmacie avesse partecipato agli screening per il tumore al colon retto. Tale valore era al 74% già l’anno successivo, fino al 78,4% della rilevazione 2022.

Fra i servizi attivi in farmacia, è cresciuto anche il dato relativo al monitoraggio dei parametri, nel 2018 effettuabile nel 90% dei casi, e che è arrivato al 96% nel 2022.In crescita anche l’erogazione dei servizi CUP, dal 63% del 2018 al 77% del 2022.

“Con l’obiettivo di promuovere la salute, farmacisti e cittadini devono continuare a fare un percorso comune, che in questi anni ha già indotto tanti cambiamenti virtuosi, per un utilizzo appropriato e consapevole del farmaco, per l’aderenza alle terapie, per l’uso dei farmaci equivalenti ed in generale per un accesso alle terapie che deve diventare, in un’ottica di territorialità delle cure, semplice, prossimo, senza appesantimenti per il tempo dei cittadini e la loro organizzazione”, ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.

“Ma cittadini e farmacisti devono continuare a fare un percorso comune anche per rafforzare la farmacia dei servizi, al fine di migliorare la prevenzione, incrementare l’informazione di prossimità e l’alfabetizzazione sanitaria anche rivolta ai giovani. E per realizzare il disegno del decreto 77 sull’assistenza territoriale che da modello scritto sulla carta va trasformato in modalità concreta di risposta ai bisogni dei contesti territoriali e di potenziamento delle risorse che essi già posseggono con l’ottica della co-progettazione e della partecipazione previsto dallo stesso decreto. In questa direzione, l’investimento di 128 mln di euro, messo a disposizione da Pnrr e dal Fondo Sviluppo e Coesione per le 4400 farmacie rurali cosiddette sussidiate, sarà importante per un presidio fondamentale ancor più nelle aree interne del nostro Paese e per contrastare le disuguaglianze di salute del nostro territorio”, ha aggiunto la Segretaria generale.

“Ho notato con soddisfazione che questa edizione del rapporto è stata realizzata grazie alla partecipazione di molti colleghi e cittadini, segno che esiste una diffusa consapevolezza della farmacia come primo presidio di prossimità e grande interesse per la sua evoluzione nell’ambito della riorganizzazione territoriale del Servizio Sanitario Nazionale”, ha affermato a sua volta il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo. Che ha sottolineato: “In questo percorso evolutivo un ruolo-chiave spetta sicuramente alla Telemedicina, che è lo strumento per potenziare la rete di assistenza territoriale fondata sulla prossimità, in quanto favorisce il dialogo e la collaborazione tra i vari professionisti della salute creando i presupposti per una presa in carico condivisa e personalizzata del paziente cronico e fragile”.

Vaccinazioni in farmacia

Sul versante delle vaccinazioni cosiddette ‘di routine’, la vaccinazione antinfluenzale è erogata nel 39,6% dei casi. Più della metà dei farmacisti (dal 54,5% al 58,1%) è favorevole all’introduzione in farmacia della vaccinazione contro Herpes Zoster, Papilloma virus e Pneumococco, così come il 70% dei cittadini interpellati. La vaccinazione anti Covid-19 è erogata dal 38,2% delle farmacie coinvolte nell’indagine.

Supporto all’aderenza terapeutica

Circa un terzo delle farmacie (29,8%) realizza specifici servizi volti al supporto all’aderenza terapeutica per i pazienti, in particolare a beneficio delle patologie croniche: su tutte, diabete (83,2%), patologie cardiovascolari (73,8%), dislipidemie (48,5%) e BPCO (44,6%).

Sono ancora pochi (10,1%) i cittadini che dichiarano di aver usufruito in farmacia di un servizio di aderenza alle terapie, pur conoscendoli (ad ignorarne l’esistenza sono l’8,1%). Di contro, in coloro che ne usufruiscono, l’aderenza alle cure è migliorata molto (38,2%) o abbastanza (52,6%).

Farmacie rurali

Infine, il 36,7% del campione delle farmacie coinvolte nell’indagine è collocato in zona rurale, e una parte di queste opera in comuni delle aree interne e con meno di 3000 abitanti: il 55,1% di queste farmacie (definite “sussidiate”) ha presentato o intendeva presentare (al momento della rilevazione dei dati) domanda per ricevere i fondi del Pnrr relativi alla Missione n. 5.

Questi fondi sono da dedicare all’ampliamento dei servizi offerti dalle farmacie alla comunità e, sulla base della presente indagine, quasi due farmacisti su tre (64,3%) ritengono che dovrebbero servire a migliorare la dispensazione dei medicinali, per uno su due (49,7%) la presa in carico dei pazienti affetti da patologie croniche, e soprattutto ad incrementare le prestazioni di primo e secondo livello per il 76,1% dei farmacisti.

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