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Aggressioni e liti di condominio, 500.000 le cause in tribunale

condominio

Sono circa un milione le liti condominiali in Italia ogni anno, e quasi 500.000 quelle che approdano in tribunale. Lo rivela l’Associazione nazionale amministratori d’immobili (Anammi), segnalando come la pandemia abbia acuito i contrasti fra condomini.

A causa della crisi economica, poi, le divergenze all’interno del condominio tendono a concentrarsi sullo spinoso tema dei soldi. Spesso in realtà si tratta di motivi futili, che potrebbero essere risolti col buonsenso o la mediazione degli amministratori, ma invece finiscono, appunto, con l’intasare le aule dei tribunali.

Le liti nel condominio

Fra le situazioni limite il caso di Fidene, in provincia di Roma, con tre vittime e quattro feriti aggrediti da un uomo di 57 anni, armato di pistola. “Questa non è la classica lite condominiale” osserva Giuseppe Bica, presidente Anammi, “è un caso estremo dai risvolti tragici. È pur vero che l’assemblea di condominio è diventato uno dei luoghi in cui più facilmente si sfogano rabbia e frustrazione”.

Nove omicidi dal 2006

E’ ancora viva nel ricordo di molti la vicenda di Erba del 2006, forse perché fra le vittime ci fu anche un bambino di due anni. Da allora sono stati almeno 9 gli omicidi avvenuti, in tutta Italia, per dispute fra condomini. Recentissimo il caso di un uomo di 67 anni picchiato da un giovane vicino per futili motivi. La vittima è poi morta in ospedale.

La fragilità mentale

Ma l’aggressività è in aumento? Fortune Italia ha voluto approfondire l’argomento con Enrico Zanalda, psichiatra e presidente della Società Italiana di Psichiatria Forense: “Gli attriti di condominio e le liti con i vicini di casa sono molto frequenti. Anche nell’ambito della psicopatologia, spesso riceviamo petizioni” da parte di condomini che chiedono interventi a seguito di comportamenti ritenuti “molto disturbanti da parte dei vicini, e che portano a richiedere l’intervento di polizia o anche del centro di salute mentale”.

Zanalda evidenzia un dato: “Sappiamo che le persone con condizioni di fragilità mentale commettono meno reati della media, ma quando li commettono è quasi sempre a danni di familiari”. I vicini di casa, per estensione, sono percepiti come persone con cui si può entrare in contatto, e di conseguenza in contrasto. Ecco che si moltiplicano le liti di condominio.

Reazioni emotive o patologie?

La Società italiana di psichiatria forense riunisce gli specialisti che studiano i risvolti medico-legali e le problematiche forensi che, in ambito penale e civile, si affrontano con soggetti affetti da patologie psichiche. Rispetto al ruolo svolto nei processi, Zanalda racconta: “La reazione emotiva non è una scusante, a meno che non ci sia una patologia mentale. Solitamente la perizia viene disposta per le situazioni più gravi, quando il magistrato o pubblico ministero hanno il sospetto che ci sia un disagio psichico”.

Aggressività in aumento

In generale, il presidente della Sipf evidenzia che “c’è un’aggressività maggiore dopo la pandemia, forse proprio per gli elementi di tensione legati a Covid che ci rendono tutti più reattivi. Il fenomeno è sicuramente collegato a frustrazione e insoddisfazione crescenti. Spesso i soggetti più fragili, invece di fare autocritica, istintivamente incolpano le altre persone e agiscono di conseguenza”.

Zanalda entra più nel dettaglio: “L’omicidio diventa l’agito estremo, attraverso cui si elimina definitivamente l’oggetto frustrante, come se fosse la soluzione del problema a garantire il sollievo dalla sofferenza”. Spesso la reazione istintiva porta a conseguenze nefaste.

Il bonus psicologo 

Anche i dati del ‘bonus Psicologo’ raccontano di un alto disagio percepito, ma i criteri per la selezione e i fondi disponibili hanno consentito di accogliere solo circa il 10% delle richieste presentate all’Inps. In testa alle regioni la Lombardia, che ha stanziato più di 4 mln di euro per coprire quasi settemila domande, il doppio rispetto al Lazio, seconda con 3.997 domande accolte e un investimento di quasi 2 mln di euro. Ultima la Valle d’Aosta, con 88 richieste accettate per un totale di 52.870 euro investiti.

In mezzo, un Paese che sta affrontando un grande disagio, come emerge anche dai fatti di cronaca. Ma il criterio di assegnazione, secondo Zanalda, potrebbe essere migliorato in futuro, inserendo elementi qualitativi che pesino anche la gravità delle situazioni. Sarebbe anche utile lavorare a un coordinamento che integri il bonus con l’utilizzo dei servizi esistenti sul territorio.

“Non è pensabile che si possa dare una risposta economica a tutti, ma bisogna cercare di fare degli interventi sufficientemente efficaci, mirati. Ci sono tecniche di terapia breve che consentono di affrontare un problema in 10/15 sedute, ma sono poco conosciute. E poi ci sono le convenzioni con i centri privati; si potrebbe ragionare in termini di rimborsi”.

L’educazione emotiva

Contro i contrasti – di condominio e non – potrebbe essere utile puntare anche sull’educazione emotiva? “Di sicuro potrebbe servire a vivere meglio”, assicura lo psichiatra, convinto però che “è nell’età evolutiva che bisogna aiutare i ragazzi a gestire le tempeste emotive. Insegnargli a mediare le risposte, a comprendersi meglio, a ragionare sulle proprie emozioni. La scuola dovrebbe avere un ruolo strategico in questo”. 

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