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Tempo di neve e settimane bianche. In inverno la montagna richiama appassionati di alpinismo, sci alpinismo, ciaspolate ed escursioni. Ma per arginare il rischio di malori e incidenti sulla neve, occorre conoscere le insidie e arrivare preparati all’appuntamento con la vetta. Una preparazione che non deve essere solo sportiva: occorre curare anche abbigliamento, alimentazione e idratazione. Facendo attenzione non solo all’andata, ma anche al ritorno.

Con questo obiettivo per tre gioni – il 13,14 e 15 febbraio si svolgerà l’evento online ‘Montagna non ti temo Summit’, organizzato da Susanna Testi, chinesiologa e preparatrice fisica specializzata in coaching online per la montagna e ideatrice del metodo ‘Resistenza verticale’, un training per affrontare i dislivelli senza fatica e con più energia, pensato per gli amanti dello sport e della montagna.

L’iniziativa, nata dalla community fondata da Testi e dedicata all’allenamento per la montagna che conta più di 3mila iscritti, punta a offrire una preparazione fisica, nutrizionale, mentale e tecnica agli amanti degli sport invernali.

“Ogni anno molte persone muoiono a causa di incidenti sulla neve che potrebbero essere evitati con una corretta informazione di base”,  spiega Testi. Ma come difendersi? Innanzitutto “bisogna partire allenati e avere aumentato resistenza specifica, equilibrio e stabilità, per riuscire a percorrere salite con ramponi, zaino e sci in spalla senza fiatone, in velocità e sicurezza. Il 50% della sicurezza è data dalla preparazione fisica. In secondo luogo, non ci si può avventurare ad alta quota con un abbigliamento non adeguato, privi dell’attrezzatura di emergenza richiesta, o mangiando cibi controindicati. Ma quasi nessuno, soprattutto chi sta approcciando agli sport invernali, lo sa”.

Nel corso dell’evento interverranno fisioterapisti, celebri alpinisti e atleti, tra cui Andrea Lanfri, la nutrizionista Donatella Polvara (autrice di un libro sull’alimentazione in alta quota) ed Elena Casiraghi (esperta in nutrizione e docente di Teoria e metodologia dell’allenamento all’Università di Pavia), il medico e tecnico di elisoccorso Stefano Trinchi (medico di montagna e urgenza del Cnsas e presidente della commissione medica Cai Lazio), la dermatologa Pucci Romano (presidente della Skineco Associazione internazionale di ecodermatologia).

Si forniranno le indicazioni di base per non farsi male in montagna ed evitare congelamenti e saranno mostrati i segnali specifici da utilizzare in caso di richiesta di soccorso.

“Ci sono condizioni della neve da evitare, quando è ghiacciata vanno usati i ramponi, quando è morbida le ciaspole. Le scarpe e l’abbigliamento devono essere adeguati, servono i guanti, il cappello e la crema solare. In caso di valanga è vitale avere dietro artva, pala e sonda, adesso obbligatori per legge, tre attrezzi che utilizzati insieme permettono di farsi trovare o trovare qualcuno sotto la neve”, raccomanda l’esperta.

“Occorre una preparazione anche per affrontare eventuali episodi di mal di testa e vomito a 3.500 metri, così come saper gestire un’improvvisa infiammazione acuta del ginocchio. Anche l’alimentazione, ed eventuale integrazione, deve essere corretta durante l’escursione per conservare le energie e mantenere quella lucidità mentale che garantisce sicurezza anche nel ritorno. Bisogna ricordare – conclude Testi – che il 75% degli incidenti in montagna avviene in discesa”.

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