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Calciatori e Long Covid, cresce il rischio infortuni

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Calcio e Covid-19 sono stati protagonisti di numerosi studi negli anni della pandemia. Anche se i riflettori erano puntati soprattutto sul pericolo di contagio per gli spettatori. Ora invece il tema centrale è la salute dei calciatori: dopo essere guariti dal virus, questi atleti rischiano infatti di incappare in quel fenomeno debilitante definito Long Covid, con una conseguenza pratica evidentemente finora sottostimata: gli infortuni muscolari.

Uno studio italiano, attualmente in revisione e destinato ad essere pubblicato su ‘Sport Medicine’, ha chiarito come dopo il virus nei calciatori della Serie A e della Liga spagnola si sia registrato un aumento degli infortuni muscolari. 

“Dopo avere esaminato tutti i calciatori che erano guariti da Covid-19 e giocavano nel campionato italiano e in quello spagnolo – sintetizza a Fortune Italia Massimo Ciccozzi – abbiamo messo in luce l’impatto di Covid-19, o meglio del Long Covid, su questi atleti. Il messaggio è semplice: anche in ragazzi sotto i 30 anni e allenati, il virus pandemico può causare sequele che allungano il recupero. Se si torna in campo troppo rapidamente dopo la negatività, il fisico non ce la fa a reggere perchè indebolito dal virus stesso. Ed ecco che arrivano gli strappi e le contratture“.

La ricerca, anticipata da Adnkronos Salute, è stata condotta dall’Unità di Statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, guidata dal ‘cacciatore di varianti’ Ciccozzi, con l’aiuto dei fisioterapisti dell’Unità di riabilitazione fisica del Campus, Giorgio Conti e Marco Bravi.

Lo studio

Si è trattato di uno studio di coorte retrospettivo su giocatori di calcio professionisti dei campionati di Serie A e Liga spagnola durante le stagioni 2019-2020 e 2020-2021. I giocatori, spiega Ciccozzi, sono stati sono stati divisi in due gruppi a seconda che avessero contratto l’infezione da Sars-CoV-2 o meno. I ricercatori hanno tenuto conto esclusivamente degli infortuni muscolari, escludendo dunque gli infortuni da contatto. 

I risultati

“Nel 2019-2020 – spiega Ciccozzi – nel campionato italiano e in quello spagnolo sono emerse differenze non significative nel numero medio di infortuni muscolari tra il gruppo che aveva avuto il Covid e quello che non aveva avuto l’infezione. Ma le cose sono cambiate nella stagione 2020-2021: il gruppo di calciatori che avevano avuto Covid-19 ha avuto un numero significativamente più alto di infortuni muscolari rispetto agli atleti che non avevano avuto l’infezione”.

Insomma, esiste “un’associazione significativa tra l’infezione da Sars-CoV-2 e l’aumento del rischio di infortuni muscolari”. Ecco perché il responsabile del team di ricercatori invita a tenere conto di questi elementi “quando si decide se e quando far tornare in campo gli atleti guariti” dal virus.

L’impatto del Long Covid

Ormai non mancano gli studi sul Long Covid, ma certo colpisce che a risentirne siano anche giovani con un fisico allenato come i calciatori. “Questa sindrome può debilitare una persona sotto molti aspetti anche per parecchie settimane dopo la negativizzazione”, ricorda Ciccozzi. “E oltretutto oggi sappiamo che anche dopo una forma lieve di Covid-19 può emergere questo tipo di problema”.

Ebbene, nel caso dei calciatori questo malessere diffuso – fra i sintomi più comuni troviamo fatica, stanchezza, dolori muscolari, brain fog – può rendere più vulnerabili agli infortuni muscolari. Un elemento di cui allenatori e preparatori atletici dovranno tener conto, dal momento che il virus non sembra destinato a scomparire.

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