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Covid, come funzionerà la Commissione d’inchiesta

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La strada è segnata: una Commissione d’inchiesta bicamerale – composta da 15 deputati e 15 senatori – indagherà sulla gestione in Italia della pandemia da Covid-19.

Il virus ormai dopo tre anni fa meno paura, anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto che la situazione è mutata rispetto a qualche mese fa. Ma Sars-Cov-2 non è scomparso, tanto che in autunno – come ha ribadito il ministro della Salute Orazio Schillaci al Tg1 Mattina – verrano re-introdotte nuove campagne anti-Covid con vaccini predisposti specialmente ai pazienti fragili e agli anziani.

“Dopo tre anni di sofferenze, la pandemia ce la siamo lasciata alle spalle e i dati che abbiamo sono molto rassicuranti”, ha detto il ministro. Ma evidentemente questo non è vero per tutto il contorno, dall’acquisto delle mascherine in emergenza a quello dei banchi a rotelle, fino a vaccini e anticorpi monoclonali. 

Il voto e le divisioni

Ieri la Commissione Affari Sociali della Camera ha adottato il testo base per l’istituzione della Commissione Bicamerale d’inchiesta su Covid. E già su questo punto non sono mancate le frizioni. A votare a favore sono stati centrodestra e Terzo Polo. Mentre Pd, il M5s e Avs non hanno partecipato al voto.

Entro martedì 18 aprile alle 18 scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti. Dopodichè la Commissione avrà cinque anni per svolgere indagini “e valutare l’efficacia, la tempestività e i risultati delle misure adottate dal governo”, con una “comparazione con la condotta seguita da altri Stati europei”. I quali, bisogna dirlo, almeno per il momento non hanno avviato alcuna indagine di questo tipo.

“Non ci hanno dato neanche un’ora di tempo per vedere il testo unificato che hanno messo a punto loro e che ci hanno appena presentato – ha detto la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella – così abbiamo deciso di uscire e di non votare”.

“Pensavo che la Commissione d’inchiesta la volessero tutti – ha commentato il ministro della Salute all’Agi – E’ un voto importante, un elemento di chiarezza. Serve anche ad evitare errori per il futuro“.

Gli obiettivi della Commissione

La Commsssione potrà indagare a 360 gradi sulla gestione in Italia della pandemia. Dagli eventuali abusi, agli acquisti di materiale sanitario, fino alla tempestività e adeguatezza delle misure adottate dal governo, lockdown compresi, fino alla commessa sugli ormai famosi banchi a rotelle per le scuole.

Potrà anche esaminare i documenti e i piani sul contagio elaborati dalle Autorità chiamate a contrastare il virus pandemico. Potrà accertare “le ragioni del mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale redatto nel 2006” e i motivi “della mancata attivazione” del piano pandemico allora vigente a fronte delle decisioni dell’Oms. L’organismo parlamentare dovrà anche fare il punto sul rispetto “delle normative nazionali, europee e internazionali in materia di emergenze epidemiologiche ed esaminare “i rapporti intercorsi tra le competenti autorità dello Stato italiano e l’Oms ai fini della gestione dell’emergenza”.

Si dovrà inoltre “verificare la quantità, la qualità e il prezzo dei dispositivi di protezione individuale, dei dispositivi medici, dei materiali per gli esami di laboratorio e degli altri beni sanitari” acquistati “dal Governo e distribuiti alle Regioni nel corso dell’emergenza pandemica”.

Dagli Hub all’app Immuni

Tra i compiti della Commissione d’inchiesta su Covid ci saranno anche quelli di approfondire vari aspetti della gestione dell’emergenza da parte del Commissario straordinario anche per quanto riguarda “la progettazione e realizzazione di strutture e unità sanitarie destinate ai pazienti” e degli hub vaccinali. I membri della Commissione  potranno indagare anche sull’uso dell’app Immuni e della piattaforma unica nazionale per la gestione del sistema di allerta per i contagi da SARS-CoV2.

La Bicamerale ripercorrerà gli interventi adottati negli ultimi tre anni e potrà anche “verificare e valutare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali costituzionalmente garantite nella adozione e applicazione delle misure di contenimento” adottate dal Governo anche nelle fasi iniziali e successive della pandemia. Compreso l’uso della decretazione d’urgenza”.

Si potranno accertare eventuali “conflitti d’interesse” tra i componenti degli organi tecnici governativi, le associazioni di categoria e le case farmaceutiche e si dovranno verificare “l’efficacia e la corrispondenza dei protocolli terapeutici alle linee guida contenute nel piano pandemico, soprattutto in relazione alla loro applicazione nelle terapie domiciliari e nelle cure ai soggetti più fragili”.

Si potrà anche istituire un “Osservatorio in collaborazione con l’Istituto superiore della sanità” per valutare “i fatti e i comportamenti accertati nel corso dell’inchiesta” che “possono avere avuto” incidenza “sulla diffusione dei contagi, sui tassi di ricovero e di mortalità nonché sugli eventi avversi e sindromi post vacciniche denunciate”.

Un’azione a 360 gradi che, nelle intenzioni, dovrebbe fare piena luce sulla gestione della pandemia nel nostro Paese (primo a essere colpito dal virus dopo la Cina). Ma che rischia di rinfocolare divisioni e scontri, come quelli fra pro e no-vax, non ancora del tutto sopiti.

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